Edgar Wallace.
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IL DUCA NEL SOBBORGO.
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Traduzione di: M. Carlesimo Pasquali. 
1933. Bietti Editoria Tipografica, MILANO. 
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano onlus
               http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Testo curato dal "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber".
Aperto a chiunque voglia collaborare, realizza la pubblicazione e la diffusione gratuita di opere letterarie in formato elettronico.
Ulteriori informazioni sul sito: http://www.liberliber.it/
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Indice.
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APOLOGIA DELLO SCRITTORE.
PARTE PRIMA: IL DUCA ARRIVA.
PARTE SECONDA: IL DUCA PARTE.
PARTE TERZA: IL DUCA RITORNA.
PARTE QUARTA: IL DUCA RIMANE.
PARTE QUINTA: LE AVVENTURE DEL DUCA. 
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Fine indice.
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APOLOGIA DELLO SCRITTORE.
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L'Autore che  semplice ideatore di storie, pu facilmente impressionare il lettore con la vastit e variet delle sue conoscenze. Egli pu infatti collocare la scena del suo racconto a Milano, alla corte dei Visconti, e far risalire l'azione a mezzo secolo addietro, mettendo in scena splendide figure avvolte in sete lucenti e rasi oscuri e morbidi; ponendo in bocca ai personaggi le gravi imprecazioni: "Per Bacco!" e "Sapristi!" Egli pu, se la fantasia lo seduce, presentare un monsignore sotto la veste del malvagio, scegliere ad eroe un conte fiorentino, e a protagonista un languente fiore della Rinascenza, in corpetto di velluto viola dallo scollo quadrato, che mostra il niveo candore delle spalle.
Riesce pi difficile scrivere per lo scrittore che non crea, ma che rievoca memorie o cita fatti pei quali deve attenersi fedelmente al vero.
Quando i nostri personaggi portano i convenzionali pantaloni all'ultima moda, e vanno a rovistare nella Mitologia, non possono invocare a testimonianza dei loro giuramenti, n invocare nelle imprecazioni, un Dio pi grande del Sommo Giove.
Ora, considerate la sfavorevole circostanza di dover porre la scena a Brockley S. E. un rispettabile sobborgo di Londra, e lo scoraggiamento dello scrittore che con un materiale tanto arido vorrebbe tessere un romanzo. Sembrerebbe davvero disperato, estrarre da Kymott Crescent le esatte proporzioni di tragedia e commedia, occorrenti per la composizione del romanzo, non fosse per l'intervento del Duca, di Hank, suo amico, del signor Roderico Nape, di Big Bill Slewer of Four Wais, Tescas, e infine, bench non meno importante, della signorina Alicia Terrill di "The Jerns", 66 Kymott Crescent.
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PARTE PRIMA
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IL DUCA ARRIVA.
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1.
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Le guide, i libri di informazioni locali, sono un'utile istituzione per il forestiere, ma il libro d'informazioni sulla vita privata di un sobborgo, il libello: "Chi ?" non  ancora stato stampato, n lo sar mai. Eppure, e risulter evidente anche all'intelligenza pi limitata, che l'editore che producesse una tale guida, disposta a colonne parallele, e scritta da una penna senza reticenze, offrirebbe al pubblico un libro che per variet e interesse, sorpasserebbe il miglior lavoro che autore abbia mai scritto, o biblioteca messo in circolazione.
Diamo un esempio:
Rapporto Autorizzato
Kymott Crescent.
Paragrafi Confidenziali.
n. 44. Sig. A. B. Wilkes.
Commerciante.
A. B. Wilkes beve: ritorna a casa in vettura, cosa che non potrebbe concedersi. Il figlio, Giorgio,  un insopportabile animale che usa una quantit di profumi. La signora W. non si  fatta un abito da anni.
n. 56. Sig. T. B. Coyter.
Ragioniere.
Coyter ha tre storielle da raccontare, e ve le vuol sempre ripetere. La signora C. fuma e pare sia un po' troppo amante dei piaceri. Non hanno bambini. La signora ha due gatti, e li chiama i suoi cari piccini. C. ha perduto molto denaro in una fabbrica di birra.
n. 66. Signora Terrill.
Molto riservata. Poco socievole e orgogliosa. La figlia  bella, ma troppo sostenuta. Si crede che in passato abbiano vissuto in grande stile. Il sig. T.  morto, e ora tirano avanti a stento con 200 sterline all'anno. Non danno mai ricevimenti, ed escono raramente.
n. 74. Sig. Nape.
Impiegato a riposo. Roderico, il figlio, sembra molto intelligente. Ha l'aria di meditare sempre su qualche cosa di grave, e legge troppi romanzi polizieschi.
E cos avanti, ad infinitum, o piuttosto finch la nuova indicazione: "Kymott Terrace", mette da parte Crescent, la sua costituzione e la sua storia. E vi sono centinaia di Kymott Crescent, fra i sobborghi di Londra, popolati di giovanotti onesti e di fanciulle audaci, e di vecchi signori che innaffiano il loro giardino, e mettono trappole vive ai bruchi devastatori. E dappertutto i giovanotti giocano al criket in flanella bianca; le signorine si fanno rosse e, scapigliate al tennis, e gli uomini anziani giocano la partita nel giardino, la sera, con qualche stento, e molta gravit.
In questa bella strada dalle casette circondate dal giardino, con le finestre adorne di cortine bianche tese su lucidi ottoni, e rallegrate dai gerani rampicanti, era tradizione che nessuna famiglia s'interessasse alla vita privata dei suoi vicini. Si potrebbe forse pensare, mancando di carit, che questo lodevole atteggiamento altro non fosse che corretta finzione; ma per lasciar giudicare a voi stessi, faremo una pagina di cronaca.
La notizia che la casa n. 64, vuota da tanto tempo, e che portava sulle finestre chiuse la scritta: "Affittasi. - Rivolgersi al custode". - aveva infine trovato un locatario, si era diffusa il giorno 6 di settembre; ma l'informazione che i nuovi inquilini sarebbero entrati il giorno 17 non si propag che la mattina del 15.
Willie Outran (del 65 Fairlawn), era stato rimproverato severamente dalla madre, per aver espresso il desiderio d'andare a vedere "che cosa avrebbero portato".
- Soltanto la gente del volgo si ferma ad osservare un trasloco, - gli aveva detto la signora, indignata, - non fatevi sorprendere vicino al 64, quando scaricano, perch non ve lo perdonerei mai.
Questa dichiarazione, come vedete, smentirebbe i detrattori di Kynott Crescent. Senonch, la frase seguente non fu altrettanto severa: - "Mi direte che aspetto ha la signora".
Ma con grande disappunto di Willie, che aveva montato la guardia tutto il giorno, il carro con la mobilia non giunse che al crepuscolo. Era un piccolo furgone, eccessivamente piccolo, e che mostrava, evidentemente, la ristrettezza dei nuovi locatari. Inoltre, non si era vista alcuna signora. Vennero due uomini sul tardi, quando il carro era gi arrivato; due signori alti, che vestivano di grigio. Il pi giovane aveva un viso sbarbato, dai lineamenti affilati, e lo sguardo degli occhi grigi, fermo e sicuro, aveva baleni di riso. L'altro, di una decina d'anni pi vecchio, era pure sbarbato, e aveva il viso colore del mogano. Un osservatore attento avrebbe notato che le mani di entrambi erano mani abituate al lavoro manuale.
Si fermarono sul marciapiede, ai due lati del piccolo sentiero che dal cancello conduceva alla porta di casa, e stettero a sorvegliare il trasporto della loro modesta mobilia. Willie Outran, da vero reporter, not mentalmente l'assenza del pianoforte, di scaffali e mensole, e di tutti gli accessori che formavano l'ordinario arredamento dei salotti di Kymott Crescent. Vide invece rotoli di pelli, fasci di lance, scuri indiane da guerra (figuratevi il suo entusiasmo), tamburi, fucili, scudi, e trofei di caccia. Il mobilio della camera da letto, che un servo avrebbe disdegnato nella sua soffitta, comprendeva due letti da campo, un sof e alcune sedie. Da tutto l'insieme risultava evidente l'assenza di una donna, e questo fatto, in s, avrebbe potuto essere tema di conversazione per settimane. Tuttavia la scoperta pi interessante doveva ancora venire.
Un servo era affaccendato a dirigere il lavoro, e quando il trasporto fu terminato, il signore pi anziano disse al suo compagno:
-  fatto, duca.
Egli parlava con lento e strascicato accento americano. L'interpellato assent col capo, e disse al servo, con un piacevole accento:
- Cole, saremo di ritorno prima delle dieci.
Il servo si era inchinato, ossequioso: - Sta bene, eccellenza.
Il duca guardandosi attorno aveva scorto Willie, e indicatolo a Hank gli aveva detto: - guardate, abbiamo l'ufficio informazioni a portata di mano; chiedete a lui.
Hank aveva fatto un cenno, e Willie si era avanzato lentamente.
- Bub(1), - disse allora H.ank tenebrosamente, - dov' il pi vicino caff?
Willie spalanc gli occhi.
- Pub(2), - spieg il duca dolcemente.
- Dove si bevono liquori? - interrog sospettosamente Willie.
Hank accenn di s, col capo, e il ragazzo ebbe un malizioso riso d'intesa.
- Ecco, - disse poi, - un posto del genere lo troverete proprio in fondo a Kymott Road. - proprio alla fine, - sottoline.
- Alla fine, eh? - Hank guard il suo compagno.
- Duca, dobbiamo prendere la vettura?
- Non occorre; facciamo una passeggiata a piedi.
I due si allontanarono, e Willie stette a osservarli, col cervello che gli turbinava. Stavano per accadere cose straordinarie, non mai viste, tremende, rivoluzionarie, che avrebbero fatto epoca. Era quasi mostruoso, - pensava, - che nella vita regolata di Kymott Crescent s'introducessero tali elementi perturbatori. Il giovinetto agitato li segu con lo sguardo finch li perdette di vista, poi, avendo coscienza della propria responsabilit si diede a rincorrerli.
- Dico!
I due si voltarono.
- Io vorrei sapere... ecc..., voi (e si rivolse al pi giovane), - siete veramente un duca? Un duca autentico, voglio dire.
Hank lo consider con indulgenza.
- Giovanotto, - gli disse in tono grave, - questo  il Duca pi autentico che abbiate mai visto. Non c' duca pi duca di lui.
- Vi prego, non scherzate, - disse il ragazzo sbalordito. - Io voglio dire:  proprio un vero duca?
E guardava, con occhi comicamente supplichevoli or l'uno or l'altro.
- Sono un vero duca, - aveva risposto il giovane facendosi grave a un tratto, - ma non lo dite. - Poi, cavato di tasca un portafogli, ne tolse un cartoncino e glielo porse.
Willie lesse!: "Il Duca di Montvillier", e in un angolo "San Pio Ranch, Tex".
- Non sono un duca inglese, - aveva continuato modestamente il giovane lord, - sebbene in certo modo io sia superiore alla media dei duchi inglesi, perch ho sangue reale nelle vene. Sar contento di vedervi al 64.
- Dalle 10 alle 16 - disse Hank.
- Dalle 10 alle 16 - disse il duca. - Sono le mie ore d'ufficio.
- Per fare il duca, - spieg Hank.
- Precisamente, per fare il duca - disse sua grazia.
Willie gir lo sguardo da uno all'altro.
- Dico, state prendendomi in giro, vero? - Vi prendete gioco di me.
- Lo dicevo, io! - mormor il duca con risentimento. - Dite, Hank, crede che lo burliamo! Ne  sicuro, Hank.
Hank non disse nulla, ma scosse la testa scoraggiato; poi prese il compagno per il braccio, e continuarono la strada. Avevano le spalle cadenti, segno evidente del loro sconforto.
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3.
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Il Conte di Windermere, scrisse al rev. Arturo Stayne, M. A., vicario di San Magno, Brockley:
"Ho sentito che la vostra disgraziata parrocchia  afflitta dalla presenza del giovane Montvillier. Non posso immaginare in virt di quale ragionamento si sia indotto a stabilirsi a Brockley; ma potete esser certo che tale capriccio deve avere qualche causa estremamente sottile. Ad ogni modo non lasciate che disturbi i vostri buoni parrocchiani. Montvillier  stato a Eton con mio figlio; l'ho poi incontrato in un ranch nel Texas, guidando innumerevoli mandre, e alcuni anni fa, quando visitai gli Stati Uniti, mi rese servizio. Appartiene a una delle pi vecchie famiglie di Francia, danneggiate dalla rivoluzione. La sua natura  pura come l'oro;  coraggioso come i suoi avi, e grazie al padre (il solo della famiglia che abbia dimorato a lungo in uno stesso luogo),  ora perfettamente inglese, sia nei gusti che nel linguaggio.  il perfetto filosofo, vivace, audace e attivo. Il suo compagno Hank sempre con lui,  Giorgio Hankey, quegli che ha scoperto le miniere d'argento a Los Madeges. Entrambi hanno fatto e hanno perduto varie fortune; ma credo sieno ritornati in Inghilterra con qualche sostanza. Andate a trovarli; dopo tutto, meritano di essere conosciuti".
Il reverendo Arturo Stayne si rec dunque a far visita al duca, e fu introdotto cerimoniosamente dal vecchio servo. Il duca gli si fece incontro col viso sorridente e con la mano tesa, ed Hank, abbandonata la comoda poltrona, si affrett a dissipare con la mano la nube di fumo che lo avvolgeva.
- Sono felice di conoscervi, - disse il duca cortesemente. E poi, present l'amico - il signor Hankey.
Il vicario, che entrando aveva un senso di prevenzione verso i due, si sent sollevato a quell'accoglienza cordiale, e ricambi amichevolmente il saluto.
- Ho ricevuto una lettera da Windermere, - spieg, quando fu seduto. Il duca parve non ricordare quel nome, e interrog Hank con lo sguardo.
- Quell'individuo cui avete risparmiato una bronchite, - disse questi con calma gentilezza, contrastante colla frase poco reverente.
- Ah! gi! - esclam semplicemente il duca, risovvenendosi; - lo tirai fuori dall'acqua, una volta.
Al vicario torn alla mente la frase del conte: - "questo giovanotto mi ha reso servizio", - e sorrise.
Un momento dopo il ghiaccio era rotto, e i tre discorrevano animatamente sui pi svariati soggetti come i buoi delle praterie americane e i sistemi inglesi di giardinaggio.
- Ora sentite, figliuoli, - disse a un tratto il vicario facendosi serio: avrei qualche cosa da chiedervi. Vorreste dirmi perch siete venuti a Brockley?
I due si scambiarono. uno sguardo.
- Bene, - disse il duca lentamente, - furono molte le considerazioni che c'indussero alla scelta. Prima di tutto, la statistica della mortalit, qui,  molto bassa.
- E il terreno  arenoso, - mormor Hank come per incoraggiarlo.
- E il terreno  arenoso, - riprese il duca, dondolando la testa in modo saggio. - E le tasse, sapete...
Il vicario alz le mani ridendo.
- A trecento piedi sul livello del mare! Gi! Conosco tutte le glorie di Brockley decantate dalla reclame. - Ma dite davvero?
I due si guardarono ancora in viso.
- Devo dirlo? - chiese il duca..
- S..., - esit Hank. - Sarebbe forse meglio.
Il duca sospir.
- Signor vicario, non vi siete mai trovato ad essere duca, e a vivere in un ranch? - chiese, con aria innocente; - ad essere un duca che spinge avanti a s delle mandre senza numero, e gira attorno attorno marchiando a fuoco e gettando il laccio? No, vero? Non lo credo. Non vi siete mai trovato ad essere un duca che fa assaggi per miniere d'argento, e va alla ricerca di diamanti, in terre pericolose?
- Il duca ha fatto tutto questo, - disse Hank con un tragico sospiro.
- Siete mai stato un duca in circostanze tali che la gente vi chiamasse per il vostro titolo allo stesso modo in cui voi chiamate per nome il vostro giardiniere "Gim?"
Il vicario scosse la testa.
- Lo sapevo io, che non l'avevate provato! - disse Hank trionfante.
- Se vi foste trovato in queste circostanze, - disse il duca seriamente, - se le vostre orecchie fossero dolenti per aver troppe volte sentito ripetervi: - "Qua, duca", "alzatevi e accendete il fuoco, duca," - "dov' quel pazzo del duca?" - oppure: - "andiamo duca, datemi una cicca". - Se aveste fatto qualcuna di tali esperienze, non vorreste tentare,... - e batt col palmo aperto sul petto del vicario, - non vorreste tentare, - ripet con enfasi solenne, - di ritornare a una vita e a una terra dove i duchi siano trattati come si conviene al loro grado; dove chiunque scherzi sul nome - duca - possa venir processato per alto tradimento, e condannato al supplizio?
- Dalla Magna Carta, - mormor Hank.
- E dalla Dichiarazione dei diritti, - aggiunse con calore il duca.
Il vicario si alz, con le labbra atteggiate al sorriso.
- Qui non dovrete temere di non venire incensati, - disse.
Si sentiva pi sollevato, in seguito alla conversazione, perch dietro tutte le stravaganze udite, intuiva qualcosa della verit.
- Quello di cui vi prego, - aggiunse, -  di non dare troppo scandalo ai miei buoni parrocchiani. - E con un amichevole cenno si avvi alla porta.
- Non temete per le vostre pecorelle, - disse il duca con dignit. - Dopo tutto siamo gente d'onore.
- Noi spilliamo la birra dal barile, - sentenzi Hank con orgoglio.
Vi furono altri visitatori.
C' un giuoco, credo, detto Sinp, Snap, Snorum, dove, se dite - Snap - troppo presto, dovete fare una penitenza, e se lo dite troppo tardi, dovete pagare un'ammenda.
Il far visita al duca era diventata una specie di partita a Snap, perch Kymott Crescent vacillava in un'agonia d'apprensione, fra il non curare le forme, e andare ad ossequiarlo troppo presto, e il terribile svantaggio che poteva seguire dal recarsi a fargli visita troppo tardi, e trovare qualche temuto rivale istallato come informatore, Fidus Achates.
I Coyter furono i primi a rendergli visita, col consenso unanime di Crescent.
Coyter raccont le sue tre storielle.
(1) Che cosa disse il pappagallo al poliziotto.
(2) Che cosa rispose il giudice del tribunale all'inflessibile creditore che a sua volta chiedeva tempo per pagare.
(3) Quello che disse il sacerdote alla coppia che voleva essere unita in matrimonio, senza fare le pubblicazioni in chiesa.
Il duca e Co. risero cortesemente.
La signora C. che aveva una reputazione di scaltrezza da sostenere, disse che non dovevano credere a tutte le terribili storie che circolavano sul suo conto, e che, dopo tutto, anche se fumava, che male c'era?
- Oh! - disse il duca con vivo risentimento contro la censura del mondo: - che male c'?
- C'era una signora, a Montana, - disse Hank cortesemente, - anch'essa una graziosa signora, che fumava mattina, pomeriggio e sera, senza che nessuno ne pensasse pi male per questo.
La signora sorrise a questo cenno di approvazione.
- Quella signora, - continuava Hank solennemente, non si vedeva mai senza il sigaro o la pipa. Fumava tabacco "Old Union", ricordate, duca? e solo occasionalmente fumava qualche sigaretta.
- Fatemi pensare, - disse il duca; - non  quella signora con un occhio solo? O forse...
- No, no, - corresse Hank, - quella mor di delirio tremens; non ricordate quella che scapp con Bill Suggley a Denver, e fu poi processata per averlo avvelenato?
- Ah! Ricordo. - Il viso del duca si era illuminato, ma quello della signora C. si rabbui notevolmente.
Anche Roderico Nape venne a trovarli. Gett furtivi sguardi attorno, e sorrise quietamente. Il loro incontro fu convenzionale. Il duca era contento di vederlo, ed egli era deliziato di conoscere il duca.
- Come si prolunga, quest'anno, la bella stagione.
- Davvero, - aveva risposto il duca, -  straordinario.
- Voi siete stati in America, - disse Roderico Nape ad un tratto.
Il duca parve sorpreso.
- S, - ammise.
- Nel West, naturalmente, - disse il giovane Nape con indifferenza.
- Come lo sapete! - chiese il gentiluomo, stupito.
Il signor Nape si scosse nelle spalle.
- Si pu essere dotati del potere di osservazione e di deduzione, - disse con indifferenza; e con la mano indic due selle messicane che pendevano dal muro.
- Di dove vengono? - chiese con indulgente sorriso.
- Le ho comperate in un negozio di curiosit in Bond Street, - disse il duca con aria innocente; - ma avete ragione; abbiamo vissuto in America.
- Lo pensavo, - disse Roderico Nape, gettando indietro, con una mossa del capo, i lunghi capelli neri. - Naturalmente, - continu, - in certi riguardi ci si modella su di un dato sistema. Io ho gi avuto due o tre casi abbastanza interessanti; il fatto della spilla, della cameriera, e l'avventura del cane nero.
- Ma di che parlate? - chiese il duca interessato.
- Cose da nulla, - disse il poliziotto amatore con un leggero ondeggiar della mano. - Ho notato un cane nero che si aggirava attorno alla nostra cucina, e siccome noi non abbiamo cani, ho pensato fosse un cane forestiero, e dal fatto che cacciava il muso in cucina, ho arguito che avesse fame. Guardando il collare scoprii che apparteneva al colonnello B.; lo riportai al colonnello, e seppi dirgli, con la differenza di un giorno o due, da quanto tempo lo aveva perduto.
Hank scosse la testa, approvando, in una ammirazione senza parole.
- Se passate davanti alla mia casa, - disse Roderico Nape alzandosi, - entrate da me, e vi mostrer il mio laboratorio. L'ho impiantato in una serra; e se per caso desideraste analizzare una macchia di sangue, mi troverete l.
- In veste da camera, suppongo, intento a suonare il violino, o avvolto nelle spire azzurre del fumo?
Roderico Nape assunse un'aria degna.
- Qualcuno ha parlato di me, - disse severamente.
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3.
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- Il sessantatre deve venire, il cinquantuno  fuori citt, e il trentacinque ha la rosolia in casa, - rifer la mattina dopo il duca, a colazione.
Hank stava servendosi un uovo fritto, trasportandolo sulla lama del coltello.
- E i vostri vicini di porta? - chiese.
- La porta vicina non verr a farci visita, - disse il duca cupamente. - La porta vicina viveva prima in Portland Place, dove i duchi si trovano in tale quantit che bisogna fissare una rete alle finestre per impedire che entrino in casa. Potete segnare il 66 come negativo.
Hank mangiava il suo uovo in silenzio.
-  molto bella, - disse infine.
- Il 66?
Hank accenn col capo. - La vidi ieri.  alta e sottile, ha la carnagione di un giglio, e...
- Tagliate corto, - interruppe il duca brutalmente
- E gli occhi azzurri come un cielo d'inverno nel Texas.
- Perdinci! - mormor sua grazia.
- E un portamento! - prosegu Hank come in sogno.
Il duca alz le mani.
- Mi arrendo, colonnello; ma avete rubato a qualche biblioteca circolante. Ricordo la frase attorno al cielo del vecchio Texas.
- Com' stato? - chiese Hank accennando col capo in direzione del n. 66.
Il duca rispose, in tono serio - Obbligazioni africane, siberiane, "Old Nevada Silver" e tutti quegli altri titoli che un uomo poco accorto si lascia adescare a prendere. Tale era il padre. Al momento del fallimento pens a proposito di morire.
Hank strinse le labbra, soprappensiero.
-  triste, - esclam, - povera ragazza!
Il duca, rimasto assorto qualche momento, disse decisamente:
- Devo vederla.
Hank guard il soffitto. - Sono quasi sicuro che prima di sera avrete parlato con lei.  il destino che vi ha avvicinati.
Il duca lo guard sospettosamente.
- Avete forse preso qualche lezione privata dal giovane Sherlock Nape?
Hank scosse la testa, e disse misteriosamente:
- C' un certo gatto tigrato, sul muro che separa i nostri due giardini, che favorirebbe la cosa.
-  vero? Oh! che profeta!
- Mangia i nostri fiori.
- Li mangiava. L'ho colto sul fatto questa mattina stessa.
- E l'avete colpito col fucile ad aria?
- Col vostro fucile, - disse il duca in fretta.
- Bene, quel gatto... - disse Hank.
- Non ne parlate, - mormor il duca in agitazione; - non mi dite che quel povero felino innocente, che il vostro fucile...
- Il vostro colpo, - corresse Hank.
- Cos barbaramente colpito col vostro dannato fucile ad aria  il fedele e silenzioso amico del 66.
- Era...
- Il diavolo, era! - disse sua grazia a un tratto, facendosi cupo.
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4.
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La situazione era tragica. Alice Terrill, tremante d'indignazione, il viso acceso e la fronte corrugata per la collera, cercava invano di rendere ferma la voce, mentre in piedi sulla scaletta che aveva appoggiato al muro, guardava nel giardino sottostante il giovane in equilibrio sul bordo di un'aiuola, che teneva le mani dietro il dorso. Il giovane, dall'aspetto distinto, aveva un'espressione rispettosa ma impassibile. La tragica evidenza del suo misfatto rimaneva celata alla sua vista, ma egli accettava le rimostranze della fanciulla con calma sconcertante. Hank, discretamente nascosto nella serra, era un ascoltatore interessato e attento.
La fanciulla, pur nella sua irritazione, ebbe il tempo di osservare l'aspetto piacente del giovane, la persona atletica che si rivelava nel morbido costume di flanella bianca, il viso abbronzato dal sole, dal mento forte e volontario, in cui gli occhi grigi, dallo sguardo diritto e fermo, la guardavano fissamente.
-  mostruoso da parte vostra - disse. - Voi, uno straniero...
- Io conosco il vostro gatto, - egli disse con calma.
-  molto probabile che non sia stato il mio povero Tib a mangiare i vostri orribili fiori.
- Allora, non ho fatto male al vostro povero Tib, - disse il duca con un sospiro di sollievo, - perch io ho sparato contro il gatto che stava facendo un lauto pranzo coi miei poveri crisantemi, e...
- Come osate negarlo, - esclam la fanciulla indignata, quando la povera bestia corre per la casa con... con la coda ferita?
Il giovane fece una smorfia.
- Se l'ho, ferito soltanto nella coda, - disse allegramente, - sono contento. Credevo d'averlo ucciso.
La fanciulla era troppo indignata per rispondere.
- Dopo tutto, - disse il duca con filosofia, - la coda non ha grande importanza, in un gatto. Un cavallo o un bue hanno bisogna della coda per tener lontano le mosche, un cane ha bisogno della coda per dire quando  contento; ma un gatto...
Essa lo ferm con un gesto maestoso. Era ancora in cima alla scala, ed era troppo bella per essere comica.
-  inutile ragionare di queste cose. Mia madre far i passi necessari per garantirsi contro il ripetersi di simili fatti.
- Mi farete mandare una lettera dal vostro legale?  cos che si fa nei sobborghi?
Egli non la vide, mentre rispondeva, perch era discesa dalla sua altezza pericolosa.
- La nostra conoscenza della etichetta suburbana  forse pi limitata della vostra, - disse freddamente.
- Davvero? - chiese il giovane con cortese incredulit.
- Anche qui a Brockley - disse la voce irritata, - ci si pu aspettare d'incontrar persone... - s'interruppe bruscamente.
- Persone?... - sugger con aria, d'interesse il duca.
Attese un po' la risposta. Ud un'esclamazione soffocata, di contrariet, e chiam Hank. Questo prezioso luogotenente port una scala, e la tenne ferma, mentre il duca la saliva rapidamente.
- Dicevate? - chiese il duca alla fanciulla, molto gentilmente.
Ella, teneva in mano un lembo della gonna, e stava esaminando uno strappo fatto da un chiodo.
- Dicevate?
La fanciulla guard in su col viso corrucciato.
- Anche a Brockley  considerato poco corretto il volersi imporre a chi non desidera annodare una relazione.
- Tenetevi all'argomento, prego. Stavamo parlando del gatto.
Ella lo favor di un impaziente moto delle spalle.
- Temo che non potr trattare alcun argomento con voi. Vi siete preso una libert alla quale non eravate autorizzato.
Gli volt le spalle e si diresse verso la casa; ma il duca le grid:
- Voi dimenticate che io sono duca, e che come tale ho dei privilegi feudali, conferitimi da una dinastia riconoscente. Fra questi, credo, c' il privilegio di sparare contro i gatti.
- Sono spiacente di non poter accettare l'orgogliosa stima che mostrate di avere di voi stesso. La corte ridicola che vi fa la gente del sobborgo deve avervi sconvolto la testa; ma prima di accettare come vero il vostro miserabile titolo, io vorrei vedere la testimonianza del De-Gotha. - Detto questo con accento di sommo disprezzo, la fanciulla lasci ricadere con fracasso la porta dietro di s.
Il duca guard in gi, verso Hank.
- Hank, - disse brevemente, - avete sentito la terribile accusa?
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5.
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Due giorni pi tardi il duca risal ancora la scaletta posta contro il muro, e vide la fanciulla in grembiule da giardino e guanti, intenta a raddrizzare lo stelo di una dalia con una sottile bacchetta.
- Buon giorno, - disse cortesemente, - che bel tempo abbiamo, signorina.
Ella fece il pi sdegnoso cenno di saluto, senza distogliere la sua attenzione dai fiori.
- Come sta il gatto? - chiese con l'indulgente benevolenza di un vecchio sacerdote.
La fanciulla non rispose.
- Povero Tibbv, - egli disse con dolce malinconia; - povera quieta anima, povero modesto gatto!
La fanciulla non rispose.
- Riguardo all'argomento del de Gotha, - egli continu con timida esitazione, - io...
La fanciulla si raddrizz e lo guard furiosa. Una ciocca di capelli le era caduta sulla fronte, ed essa la respinse con un moto vivo del capo.
- Poich insistete nell'umiliarmi, lasciate che m'assoggetti anche all'umiliazione di scusarmi con voi per l'ingiustizia che vi ho reso col mio apprezzamento. L'Almanacco De Gotha che ho in casa  vecchio, e manca di alcune pagine, fra cui quella dove dev'essere segnato il vostro nome. Devono essere state stracciate da qualcuna delle mie cameriere.
- Per fare papillotes per i ricci, suppongo, - disse il duca scotendo il capo con aria di saggezza.
"Oh! Immortale Cesare, morto fatto cenere,
Se col tuo nome si pu tappare un buco contro il vento,
Possono le ducali glorie avite irraggiar lor splendore,
Fra i capelli arricciati di cento ancelle e cento".
Mentre il duca improvvisava, ella torn con impazienza alle sue aiuole.
- Signorina Terrill, - chiam, - non possiamo essere amici?
Ella lo guard freddamente.
- Non mi guardate cos, - disse il giovane; - non mi disprezzate perch sono duca; chiunque io sia, sono un gentiluomo.
- Siete una persona impertinente e insistente, - esclam la fanciulla esasperata.
- L'insistenza spesse volte  utile, - disse con disinvoltura il duca. - Ascoltate. - Egli era in cima alla scala mobile, bilanciandosi destramente, perch Hank era assente. - Signorina Terrill, - cominci. Il tono della sua voce era cos serio, che la fanciulla lo ascolt suo malgrado.
- Signorina Terrill, mi volete sposare?
Il colpo fu tanto forte per la fanciulla, che le tolse il respiro.
- Sono un giovane di buona famiglia, - disse il duca; - sono di aspetto piacevolissimo, e perfettamente sano. Ho una rendita fissa di 1.200 sterline all'anno, e una miniera d'argento nella Nevada, che mi rende diecimila sterline all'anno, e anche pi. Inoltre, - aggiunse, - vi amo.
Nessuna donna pu ricevere una proposta di matrimonio, sia pure da un giovane eccentrico posto in cima a una scaletta a pioli, senza il fremito e l'agitazione della circostanza.
Alicia prov caldo e freddo; arross e impallid per l'intensit delle varie emozioni, ma non rispose nulla.
- Benissimo, allora, - disse il duca trionfante, - possiamo considerare la cosa stabilita. Io andr da vostra...
- Tacete! - Essa aveva ricuperato la voce. Vagliate istantaneamente le sue emozioni, l'indignazione era risultata la pi forte, ed ella affront il giovane col viso in fiamme e una luce di sprezzo negli occhi.
- Osavate pensare che la vostra impudente proposta avrebbe ottenuto un risultato diverso da quello che merita? - Ella avvamp. - Avendo perduto ogni ritegno, sino a perseguitare una ragazza con le vostre odiose profferte, credevate anche di poterla costringere ad accettarle?
- S, - egli confess candidamente.
- Se voi foste l'unico uomo al mondo, - ella grid esasperata, - non vi accetterei; foste un principe del sangue, invece di essere un qualunque duca del continente con un titolo comperato, - ella si permise questa inesattezza, - non vi accetterei; e foste venti volte milionario, non vi accetterei neppure.
- Grazie, - disse il duca cortesemente.
- Venite qui con le vostre arie, e fate il Tritone coi nostri argentini; ma io non m'inchino n striscio davanti al vostro titolo di duca.
- Grazie, - disse ancora il duca.
- Se non fosse perch credo che abbiate realmente seguito il vostro impulso, nel farmi la vostra richiesta, senza avere l'intenzione d'insultarmi, vi farei pagare assai cara la vostra impertinenza.
Il duca si raddrizz.
- Devo capire che non mi volete sposare? - chiese.
- Potete capirlo chiaramente, - disse la fanciulla.
- Allora, - esclam il duca con amarezza, - se non potete amarmi, avreste forse la cortesia d'indicarmi una buona lavandaia?
Era troppo, anche per la signorina Terrill. Ella si abbandon sull'erba, e, nascosto il viso fra le mani, rise irrefrenabilmente.
Il duca le dette un lungo sguardo, poi scese cautamente dalla scala a pioli, con l'aria pi grave che gli riusc di assumere.
...
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6.
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Era desiderio della casa Tanneur, che Hideholm mantenesse vive le tradizioni della sua epoca georgiana. Sir Harry Tanneur, che parlava vagamente di costumi feudali e sostava di frequente nel grande vestibolo, davanti a un'armatura del 15 secolo, scoteva la testa con amarezza alla sconsigliata modernit, che non dava campo alle ruberie con violenza sanzionate dalla cotta d'acciaio. Gli stemmi delle grandi vetrate, che fiammeggiavano al sole, parlavano con eloquenza di passate glorie. Lo scudo portava, in campo verde, goutte de sang parted per fusil, poi non so quali leoni rampicanti, e leoni seduti, teste di cinghiali, una rosa a cinque lobi e che altro; e tutto, - diceva sir Harry, - testimoniava delle gesta di sir Folk Tanneur, (1142-1197).
Il figlio ed erede di sir Harry, era un giovanotto dalle forme massicce, con una larga faccia inespressiva e un paio di baffetti neri. Era capitano nel reggimento reale del West Kent, e militare nel vero senso della parola.
Mettendo da parte i ritratti di famiglia, i documenti storici, e altri dati, io dico il vero quando affermo che il capostipite della famiglia Tanneur era Isaac Tanner, conciatore di pelli nel Canterbury; un individuo che aveva fatto una grande fortuna al tempo della guerra di Crimea, e che avendo acquistato una bella tenuta nel Kent, aveva battezzato lo storico maniero Hidehouse, come sfida alla schizzinosa contea, e onesto tributo alla sorgente della sua ricchezza.  un fatto che nessun Tanner, o Tanneur, - come avevano stilizzato il nome, era giunto pi vicino a una patente di nobilt di sir Harry, quando fu fatto cavaliere nel 1897, a proposito del giubileo delle Alms-Houses.
Sir Harry ripeteva spesso, parlando del figlio: "Hal vale assai pi di quanto crede la gente". E la gente era convinta che nella forte corporatura di Sir Harry vivesse l'antico coraggio di Sir Folk, la saggezza di Sir Peter, (un contemporaneo di Falstaff, e uno dei giudici che aveva mandato in prigione il principe Enrico), la scaltrezza di sir George (ambasciatore alla corte di Luigi di Francia), e l'acume eminentemente pratico del padre.
Sir Harry, Hal e la dolce signora Tanneur, sedevano a colazione. Sir Harry, dopo aver letto attentamente una lettera, l'aveva passata alla moglie, dicendo:
- Laura  ancora negli impicci. In verit, mia cara, vostra sorella ne ha sempre una. Prima, suo marito perde del denaro, e mi rimprovera perch lo metto nel Gold Recovery Syndacate; poi suo marito muore, e adesso vuole che io m'intrometta in una loro contesa suburbana.
La signora Tanneur prese la lettera che le porgeva, e la lesse.
- Pare che questo giovanotto abbia molestato Alicia, - ella comment dolcemente, - e sebbene sia un duca...; ma pare strano che un duca viva a Brockley.
- Duca? - ripet sir Harry aggrottando le ciglia. - Non ho mica visto che parli di un duca. Lasciatemi vedere, amor mio.
- Duca, - mormor sir Harry, - non vedo dov' scritto, ah! ecco; avevo letto dude ((bellimbusto). Laura ha una scrittura pessima. Uhm! Pare che il suo desiderio sia che Hal vada a passar l una settimana. Cosa ne dite, Hal?
Al giovane l'idea parve luminosa. Egli aveva delle mire su Alicia, che il padre teneva prudentemente a freno, con frequenti discorsi intorno alle msaillances.
Fu deciso, in seguito alla lettera, che Hal si recherebbe in visita presso la zia e la cugina, e al momento della partenza il padre gli tenne questo discorso: - "Il giovanotto, Hal, sar probabilmente uno dei soliti insignificanti nobili del continente, e vi riuscir facile metterlo a posto. Ho in vista, per Alicia, un ragazzo promettente, adatto a lei, ora in affari con me. Se il duca, o chiunque egli sia, persiste nelle sue attenzioni, badate voi a fargli smettere ogni velleit".
- Gli metter la testa a segno, - promise Hal, e sir Harry sorrise con indulgenza.
- E se poi, - continu il padre pensierosamente, - vedete, che questo ragazzo  un articolo genuino, potrete aggiustare le cose all'amichevole, mettervi in relazione, e portarlo a Hideholm. O non sar buono affatto, o sar troppo buono per Alicia. E sarebbe tempo anche per Winnie.
La signorina Winnie aveva 28 anni, e li dimostrava tutti, uno per uno.
...
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7.
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- Il 66 ha una visita, - riport Hank.
Il duca tolse i piedi dal caminetto e allung una mano per prendere l'astuccio delle sigarette. Aveva passato la mattina molto tranquillamente, in un silenzio rotto soltanto da una discussione col beccaio, riguardo a una coscia di montone, fornitagli il giorno precedente.
- Davvero? - esclam distrattamente.
- Ho detto il 66, ma il 66 non ha sesso, - disse Hank. - Questo individuo...
- Ah!  un uomo? - chiese il duca infiammandosi. - Che tipo d'uomo? Chi ?
Hank tocc un campanello, e il vecchio servo comparve.
- Chi  il visitatore del 66? - chiese il duca.
- Un certo capitano Tanneur.  figlio di sir Harry Tanneur, e parente del 66.
- Avete chiacchierato coi servi, vero? - osserv in tono accusativo il duca.
- S, eccellenza, - rispose l'uomo senza esitazione.
-Benissimo, - approv il duca. Quando il servo se ne fu andato chiese all'amico:
- Hank, non anelate mai alle grandi foreste, alle verdi praterie sconfinate, all'ammiccar delle stelle, la notte?
- Tirate avanti, Pegasus, - disse Hank.
- Non anelate all'accecante luce del sole; al tremolio della volta stellata, - proseguiva il duca come in sogno, - alle giornate serenamente innocenti, alle notti senza sogni?
- Niente romanticismo, - dichiar Hank; - io sono per la vita gaudente, per i piaceri del senso.
- Non avete mai...
- Duca, cambiate strada, - disse Hank rudemente. - Declamerete un'altra volta le nostalgie dell'amore. Andiamo, cosa intendete di fare del capitano Tanneur, il baldo ufficiale?
- Penso, - disse sua grazia, - che sia stato mandato per proteggere l'innocente fanciulla, dalla corte non desiderata di un duca intraprendente. Far una chiacchierata con lui. - Cos dicendo si alz, and con aria indifferente in giardino, e appoggiata al muro la scaletta sal, e si diede a guardare nel giardino sottostante. La sorte era con lui, perch l'oggetto delle sue ricerche, seduto in una poltrona di vimini, leggeva la Gazzetta dello Sport.
- Oh! - disse il duca.
Hal alz lo sguardo e aggrott le ciglia. Doveva essere il persecutore di Alicia.
- Che diamine volete? - chiese di rimando, con studiata ferocia.
- Che cosa fate? - chiese cortesemente il duca.
- Vediamo, amico mio, - disse Hal togliendosi e rimettendosi il monocolo con terribile calma; - non ho l'abitudine di ricevere dei visitatori sopra il muro del giardino.
- Parlando dell'esercito, - disse il duca con disinvoltura, - cosa ne pensate del progetto Territoriale?
- Amico mio, - cominci Hal.
- Mi chiama suo amico, - meditava forte il giovanotto sopra il muro; -  veramente gentile; ora si alza; sta per cominciare... aiuto!
Alz la voce, e tenne d'occhio la porta della serra del 66.
- Cosa c' - si ud la voce di Hank dalla casa.
- Venite, presto, - grid il duca agitato e nervoso; - c' un giovanotto, qui, che mi vuol assalire.
- Non dite sciocchezze, - disse Hal irritato; - non mi sono ancora mosso...
- Aiuto! - grid quel perdigiorno dal disopra del muro; - non ha fatto ancora nulla, ma...
- Volete star zitto, signore? - rugg Hal disperato, e rosso in viso; - metterete in subbuglio i vicini, e diventerete lo zimbello di tutti.
Il duca aveva visto ondeggiare nella serra un vaporoso abito bianco, e mentre la fanciulla, col viso pallido, correva nel giardino, la chiam:
- Signorina Terrill, - disse con voce rotta, - da creatura umana a creatura, io vi prego di salvarmi da quest'uomo selvaggio e temerario. Allontanatelo; incatenatelo; fate che distolga da me il fuoco vendicativo del suo sguardo.
- Ma io credevo... io credevo... - mormor la fanciulla.
- Non ancora, - disse il duca allegramente, - siete arrivata proprio in tempo per salvare da una fine prematura il vostra servo devoto.
Alicia gli volse le spalle e pest stizzosamente i piedi a terra, poi disse al cugino, senza degnare il duca di uno sguardo.
- Mi volete accompagnare in casa, Hal?
...
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8.
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Sul biglietto rosso che accompagnava la lettera del vicario, erano stampate le parole: " - A favore dei fondi per l'organo". - e Hank stette a considerarle con sospetto.
-  un fatto curioso, disse il duca, - che di tutte le persone e cose di questo vasto mondo non vi sia classe pi pertinacemente insolvibile della classe degli organi. Non c' un solo organo, in Inghilterra, che possa riuscire a pagarsi.  una classe votata alla insolvibilit dalla sua infanzia; la sua giovent  una strenua lotta di tutti i giorni, e raggiunge la maturit indebitata sino agli occhi. Esortazioni dal pulpito, conferenze, vendite di beneficenza e serate tentano invano di mettere in piedi questo cronico insolvibile; egli procede per la sua via barcollando, finch termina la sua miserabile esistenza nelle mani di un ufficiale giudiziario. - Che cos' quel biglietto?
- Una serata, - disse Hank, di umor nero, - e pare che si richieda il nostro concorso.
Il duca balz in piedi.
- Hurr! - disse con entusiasmo. - Concorrere! Ma questa  l'opportunit che attendevo! Canter una canzone sentimentale, e voi potrete recitare il monologo del povero bambino che muore di fame nella neve.
- Niente neve, - disse Hank. - Voi potete cantare, se volete, ma io star fuori, cos la gente non potr vedere che arrossisco di voi.
Misur la stanza a passi concitati una o due volte, poi si ferm davanti al duca.
- Dico, - sillab, - Bill Slewer  fuori.
Il duca corrug la fronte.
- L'amabile William? - chiese con dolce sorpresa. - Non il cattivo William?
Hank accenn gravemente.
- Ho ricevuto una lettera dal giudice Morris. Bill ebbe fortuna, negli Stati Uniti, perch il resto della sua condanna gli fu condonata dal nuovo governatore.
- Bene? - chiese il duca con uno sbadiglio. Hank prese la lettera di tasca, e gliela lesse
- "um... spero che i vostri affari vadano bene.... um... um... le vostre propriet su a Nevada vanno aumentando di valore.
... - "(ah! ecco.) - "A proposito; Bill Slewer  in libert, l'uomo che il duca fece allontanare da Tycer, e imprigionare per aver colpito Ed Carter, il capo operaio. Bill dice che ora va cercando il duca".
- Uh! rabbrivid il duca.
"... e conta partire presto per l'Europa. Japhet in cerca del suo compagno non  che una partita da quacchero, in confronto a Bill Slewer sulle tracce del duca. Dite al duca...".
Il duca emise un breve suono gutturale.
- "dite al duca di guardarsi dal suo affezionato amico Bill. Un comitato di depravati gli ha offerto in grande stile una rivoltella Colt, su di un vassoio d'argento, approvando un ordine del giorno in cui deprecava le barriere sociali alzate da una esausta e degenerata aristocrazia".
Il duca sorrise.
- Se Bill si presenta a Brockley io gli sguinzaglio contro quel capitano della milizia, - annunci con calma; - e ora occupiamoci di questa famosa serata.
La domenica seguente fu annunciato, dal pulpito, che fra le gentili persone che avevano promesso il loro concorso per aumentare i fondi per l'organo, andava segnato "il nostro cortese vicino, il duca di Montvillier" - e la mattina dopo la signorina Terrill and a trovare il vicario, e lo preg di scioglierla dalla promessa che gli aveva fatto.
- Ma, mia cara signorina Terrill, non  pi possibile, ora, - protest il sacerdote sorpreso. - Eravate cos interessata alla riuscita della nostra festa; inoltre, il vostro nome  gi stato mandato alla stampa, con quello delle altre persone che si presteranno. Guardate; ecco le prove. - E tolto dallo scrittoio un foglio, glielo porse.
Alicia lesse:
N 5 (canzone) Ditemi dov' sorto il mio capriccio. - Sig.na A. Terrill.
N 6 (canzone) Nel mio quieto giardino. - Il duca di Montvillier.
- E qui ancora, nella parte seconda, - disse il vicario.
Alicia prese di nuovo il foglio, con mano che le tremava.
N 11 (canzone) Odo una voce, - Sig.na Terrill.
N 12 (canzone) Alicia, dove sei? - Il duca di Montvillier.
La fanciulla guard il vicario con disperazione.
- Ma perch, perch le canzoni del duca devono sempre seguire le mie? - chiese.
-  stato un suo particolare desiderio, - spieg il vicario; - Sua grazia mi fece osservare che la sua voce forte, venendo subito dopo la vostra, avrebbe servito a far risaltare la dolcezza del vostro canto, e che i suoi deboli sforzi avrebbero fatto convergere l'attenzione del pubblico sul valore...
- Oh! Posso benissimo immaginare tutto il suo discorso, ma sono decisa a far spostare l'ordine del programma; non posso lasciar le cose come stanno.
Infine ella raggiunse il suo intento. Si era poi trattenuta dal riferire questo discorso alla madre, perch la sua lettera allo zio Tanneur le aveva procurato un'afflizione assai pi grave di quella che le dava il suo impetuoso ammiratore. Qualunque fosse la sua personale opinione sul cugino Hal Tanneur di Hydeholm, doveva ammettere, come gi era stato ammesso dalla gaia mensa degli ufficiali del 9 West Kent, che non era uomo rapido nell'azione e nel pensiero. Essa aveva appreso con terrore la notizia della sua venuta, e il lampo di speranza che forse, nonostante tutto, egli sarebbe riuscito a troncare la parola in bocca al giovanotto in cima al muro, si era spento, quando aveva presenziato alla loro breve disputa. Hal, dal canto suo, montava la guardia come meglio poteva, e aveva dei gesti di elefantesca cavalleria che le davano pi noia che preoccupazione.
La sera che segu la conversazione col vicario, Hal decise di fare un'offerta diplomatica, e l'avanz con tali riserve e precauzioni, da farle assumere l'aspetto di una transazione d'affari familiare. In altre parole, egli aveva fatto in modo da potersi assicurare una opzione sopra la sua mano, facendole comprendere che nel caso di un rifiuto da parte del padre, a sottoscrivere al contratto, l'opzione sarebbe stata rinnovata segretamente, e per un periodo indefinito. Egli non present la cosa brevemente, come io l'espongo; perch non era altrettanto abile e intelligente nella scelta delle sue frasi; ma dopo che ebbe ripetuto, innumerevoli: "cercate di capire quello che intendo, Alicia," - e - naturalmente, voi mi capite," - essa ebbe una vaga idea di dove voleva giungere. Alicia lo lasciava parlare. Egli si affannava nelle sue spiegazioni: - "Sapete, pap ha un mucchio di soldi, e proprio, non vorrei disgustarlo. In questo momento, anzi, ha delle viste su di una propriet, nella Nevada, e sta cercando di metter fuori non so che individuo. Questo tale ha dei diritti che stanno per scadere, e non lo sa. Capite? E a meno che non richieda a tempo la rinnovazione dei diritti, e ne venga riconfermata, perde la propriet, e allora potrebbe subentrarvi pap coi suoi amici. Capite cosa voglio dire?"
- Francamente non capisco cosa abbia da vedere questo affare con me, - disse Alicia annoiata; - m'avete detto che avevate da dirmi qualche cosa d'importante, ma ora devo andare a vedere se la cena  pronta.
- Aspettate un momento, - preg, - sto proprio per arrivarci. Sentite: se pap riesce a fare questo gioco, sar cos soddisfatto che io potr parlargli di voi, con una certa sicurezza.
Alida aveva sulla punta della lingua qualche osservazione piccante, ma gli chiese invece, mettendolo a un tratto in un terribile imbarazzo.
- Devo capire, Hal, che questa  una proposta di matrimonio? - E troncando una possibile risposta con un sorriso, aggiunse:
- Vi prego, non ferite la mia vanit, dicendomi che era soltanto un tentativo. Vi lascio tranquillo; per nessuna ragione vi sposerei; vi sono cento ragioni che giustificano la mia dichiarazione, ma la principale  che non vi amo. Soltanto un miracolo potrebbe indurmi ad amarvi.
Lo lasci senza parola.
Hal pass la maggior parte del giorno seguente in giardino, di cattivo umore, poi verso sera torn allegro. Alicia, sicuramente, non poteva essere definitiva nel suo rifiuto. Egli si era formato questo concetto di volubilit femminile, leggendo i giornali umoristici! Per un istante gli era balenato nel pensiero che potesse esserci un altro, ma aveva abbandonato l'idea come risibile. Il rifiuto di Alicia non aveva nulla di strano; ella si era semplicemente risentita perch la sua domanda non era stata formale. Pens di dar tempo al tempo; si sarebbe ripresentato sulla cresta delle prosperose onde che dalla terra di Denver Silver Streak dovevano approdare in grembo al suo astuto genitore; allora avrebbe parlato coraggiosamente al padre, fidando nella sua generosit. Costruendo questi piacevoli sogni si trov a parlare con Alicia del prossimo concerto, e la fanciulla contenta di poter constatare che il suo rifiuto l'aveva lasciato tranquillo, sent rimorso per le parole che gli aveva dette. Il rumore di una vettura che si fermava alla loro porta li mise sull'attenti, e mentre Alicia stava oziosamente chiedendo ad Hal chi mai poteva essere, un servo annunci:
- Sir Harry Tanneur e il sig. Slewer.
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PARTE SECONDA.
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IL DUCA PARTE.
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1.
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Da tempo ho scoperto che la verit, in linea di fatto,  assai pi sorprendente della finzione, e che ogni giorno accadono cose strane che ci fanno esclamare: "Se lo avessi letto in un libro, non lo avrei creduto." In seguito a questa scoperta ho osservato che tutti i migliori narratori procedono con minuziosa cura nell'esposizione di situazioni insolite, badando a preparare un terreno sopra cui costruire le loro coincidenze letterarie. Per fortuna, Sir Harry diede subito ragione della sua visita, ed ogni altra preparazione sarebbe inutile.
- Buon giorno, Alicia, - disse alla fanciulla, - lasciate che vi presenti il nostro buon amico Slewer, arrivato or ora dagli Stati Uniti, con una lettera di presentazione del mio incaricato d'affari a Denver.
Alicia guard il nuovo arrivato con cortese interesse.
Il sig. Bill Slewer, insaccato in un abito comperato fatto, con una camicia floscia grigia, e una cravatta a nodo fisso, si sent a disagio sotto quello sguardo. Era un uomo alto, con le spalle un po' curve e le braccia troppo lunghe che gli pendevano goffamente ai lati, e il viso scuro deturpato da orribili cicatrici. Alicia fu affascinata dagli occhi di un azzurro pallido, cos pallido che pareva bianco, che giravano attorno lo sguardo come se non vedessero le cose; occhi strani, che mentre parlava, non si erano arrestati un momento su di lei.
- Il sig. Slewer pu esservi utile, Alicia, - disse sir Tanneur in tono di calmo trionfo.
- A me? - Gli occhi della fanciulla si erano aperti smisuratamente.
Sir Harry accenn, con un piccolo riso.
- Penso che d'ora innanzi non sarete pi annoiata dal vostro vicino. Eh! sig. Slewer?
Il signor Slewer, che sedeva sull'orlo di una sedia, girando goffamente il cappello fra le mani, fissava l'orologio dorato, sul caminetto. Sentendosi interpellare trasfer rapidamente un pezzo di qualche cosa che aveva in bocca da una guancia all'altra, e rispose laconicamente:
- Gi.
- Questo signore, - sir Harry fece ondeggiare la mano, come un mercante che mostri la sua mercanzia, -  stato trattato assai malamente da... l... duca.
Alicia guard il sig. Slewer con rinnovato interesse e con un indefinibile senso d'irritazione.
- Il duca infatti, - si affrett ad aggiungere il magnate, - scapp dall'America per evitare... la giusta punizione che lo attendeva.  fuggito piuttosto vigliaccamente, eh, Slewer?
- Gi, - disse l'altro, attorcigliandosi i lunghi baffi biondi.
- Il sig. Slewer  andato a Denver, sapendo che il duca possedeva l una miniera, o meglio, - corresse sir Harry, - credendo che la possedesse ancora; ma non trov il duca. Siccome io ho dei forti interessi nell'industria mineraria di quella citt, era naturale che il sig. Slewer si rivolgesse a me per venire a conoscere la residenza attuale di questo privilegiato libertino.
C'era un grano di verit, in questa storia, perch l'astuto agente d'affari di sir Harry, a Denver city, aveva molte eccellenti ragioni per desiderar di conoscere l'attuale indirizzo del duca. La venuta di Bill Slewer maturo per l'assassinio, con l'odio accumulato nei cinque anni di prigionia, era uno splendido strumento nelle sue mani.
La fanciulla si era alzata alle ultime parole di Sir Harry e stava con espressione perplessa davanti allo zio.
- Privilegiato libertino? - Essa era abituata a udire frasi di questo genere nei discorsi dello zio, e di solito non vi faceva gran caso.
- Che cos'ha fatto a questo signore?
Sir Harry diede uno sguardo a Bill Slewer, e quel degno galantuomo devi subito il suo. Non rispose, neppure immediatamente, ma poi disse, nel suo modo rude:
-  scappato con mia moglie.
Alicia sbianc in volto.
-  scappato con vostra moglie? - essa ripet.
- S, - conferm Bill Slewer.
- Vedete? - disse sir Harry godendo dell'impressione prodotta.
La fanciulla ebbe una leggera mossa del capo.
- Vedo, - rispose semplicemente.
- Ora accompagno il signor Slewer all'albergo; domani lo metter a confronto con la sua vittima.
Hal Tanneur, ascoltatore interessato e silenzioso, ebbe una ispirazione.
- Dico, pap, ho un'idea.
Il padre sorrise.
- Mi fido di voi, Hal, - disse con ammirazione. - Sarebbe?
- C' una serata, o concerto, domani sera, e questo individuo deve cantare. Perch non aspettate fino a quel momento? Posso procurarvi due sedie in prima fila. Sarebbe interessante vedere la faccia che far scorgendo il signor Slewer.
- Oh! No. - protest la fanciulla.
- Perch no? - chiese sir Harry. - Mi pare un'idea eccellente.
- Ma...
- Prego, non intromettetevi, Alicia, - disse il cavaliere; - noi facciamo tutto questo per amor vostro. Non ci sar nessun chiasso. Appena quell'individuo vedr il signor Slewer se la dar a gambe, e voi non avrete pi noie o disturbi. Vero, signor Slewer?
- S, - disse il mendace Ball, che aveva seguito la conversazione con interesse. Questo finale era in armonia coi suoi gusti; egli desiderava un pubblico per l'atto che voleva compiere, perch la sua conoscenza della legge inglese era delle pi vaghe; inoltre, non dubitava della sua abilit a sfuggire la conseguenza della sua vendetta.
La fanciulla, mentre il signor Slewer era gi presso la porta, avanz una timida domanda:
- Dove... dove si trova, ora, vostra moglie, signor Slewer?
La facolt inventiva non era dominante nel cervello di Bill, e si trov a un tratto disorientata. Alicia lo vide agitarsi nel suo imbarazzo.
- Oh! L'avr certo portata con s. - Poi pensando che questa circostanza non poteva essere ignorata dalla fanciulla, soggiunse: - Pu anche averla fatta scomparire.
- Uccisa? - Alicia ebbe un brivido.
- S, - disse Bill Slewer rafforzando la frase con un cenno del capo. - Il duca  un uomo malvagio, s signorina.
Sir Harry stava gi parlando col cocchiere, e Hal era con lui. Bill si guard intorno, poi si avvicin alla fanciulla.
- Dite, - le sussurr, - questo individuo, il duca, vorreste gettarlo nel fango?
- Io? Non capisco. - disse la fanciulla in apprensione.
- Domani lo aggiusto io.
E usc, lasciando la fanciulla in preda alle pi contrarie emozioni.
...
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2.
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Io non pretendo di capir nulla della procedura legale nei tribunali degli Stati Uniti o d'Inghilterra; mi sono trovato per caso in possesso di un documento che cominciava: "Giorgio, per grazia di Dio Re della Gran Bretagna", e ho notato che era firmato Halsbury; mi sono trovato una seconda volta in possesso di un documento simile, e ho notato che la firma era Loreburn. Per conseguenza ho pensato che fosse sopraggiunto un cambiamento, e che l'altro individuo avesse perduto l'impiego.
Quando l'agente d'affari di sir Harry in Denver, decise di contestare il titolo al diritto sulla miniera d'argento, ag in maniera perfettamente legale; fece una citazione, o qualcosa di equivalente, in cui invitava il detentore di tale titolo a riconsegnarlo immediatamente. V'erano delle difficolt a far giungere l'avviso all'interessato, e inoltre, v'era grande pericolo, perch la sua comparsa alla corte avrebbe stabilito chiaramente che Harry e i suoi amici non avevano pi diritto a quella propriet, di quanto ne avesse un abitatore del pianeta Marte. Ma l'astuto agente di sir Harry voleva che il fatto contemplato da un simile scritto, rimanesse segreto.  strano tuttavia che decidesse di fare quella comunicazione su tre giornali quotidiani.
Nel Minnehaha Magnet l'annuncio comparve nella forma usuale, accompagnato da una lista d'informazioni, per 50 dollari.
Un'ora prima dell'uscita del giornale, uno svelto giovanotto intervist l'editore e proprietario, e gli disse che desiderava acquistare quella intera edizione, - una semplice proposta.
Era una proposta abbastanza azzardata, per il proprietario di un giornale delle miniere, che deve considerare i diritti dei suoi abbonati e lettori; ma il giovane persist e fece un'offerta. - Nessuno vide mai una copia di quella edizione, ad eccezione del giovane che se ne port via alcune, dopo aver assistito alla distruzione dei tipi.
Il giorno seguente, l'editore annunci che in seguito ad un guasto avvenuto al macchinario dopo l'impressione di 2.000 copie, molti abbonati e lettori non avevano potuto ricevere, ecc. ecc. La tiratura normale del Minnehaha Magnet era di 1.200 copie, a dir vero, ma si pu perdonare all'editore questo piccolo bluff.
Rimane un po' dubbio se il Silver Syren e il Paddly Post Herald abbiano potuto trovare una scusa altrettanto esauriente verso i loro lettori. Questo  certo; che il proprietario del Silver Mine Streak veniva citato a comparire in tribunale, come se la notificazione dell'atto fosse stata gi rimessa in sue mani. E il vantaggio era ch'egli si trovava all'oscuro di tutto.
Sir Harry fu informato di questo geniale procedimento la mattina della giornata del concerto; la lettera del suo agente a Denver gli era stata rispedita al n. 66 da Hideholm, ed egli l'aveva trovata recandosi a colazione dalla cognata; perch, come Bill Slewer, aveva preso alloggio in citt. Forse egli non conosceva tutta la raffinatezza del metodo adottato, n fece indagini; lesse attentamente il ritaglio di giornale dell'edizione soppressa, poi fischi.
Rimase cos a lungo assorto nei suoi pensieri, e cos distratto, che Alicia, che voleva pregarlo di non accompagnare Bill Slewer al concerto, non trov l'opportunit di parlargli. Quando egli usc con Hal, essa and nel giardino.
...
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3.
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...
- Buon giorno, - disse allegramente una voce.
Ella guard in su, e incontr gli occhi ridenti del duca.
Il ricordo della perfidia di quest'uomo le dette un istante di acuta sofferenza; ma tenne gli occhi fissi nei suoi.
- Siete pronta per il concerto? - egli chiese; ma Alicia tagli corto bruscamente alle sue cortesie.
- Vorrei che dimenticaste il concerto di questa sera.
Il duca la guard sorpreso.
-  strano che mi parliate cos, perch io stesso ho provato questo desiderio. Sono in un terribile imbarazzo.
Doveva avvertirlo?
-  una prova insolita, per voi? - chiese Alicia seccamente, mentre si sorprendeva di poter ancora parlare con lui.
- Insolita? S. Sono coraggioso come un leone, - dichiar francamente, - e Hank dice che mi mancano tre once per essere un eroe...
Parlando egli incontr lo sguardo sdegnoso della ragazza.
- E siete anche un uomo galante, a quanto ho sentito, - ella replic con una piega di sprezzo sulle labbra.
Il duca non rispose nulla ed essa fraintese il suo silenzio.
- Non lo negate, M'sieur le duc, - ella continu. - E perch dovreste negarlo? Dovete gi sapere che la reputazione di un grand'uomo come voi  pi o meno di dominio pubblico. La grandezza scusa l'eccentricit e trasforma le impertinenze in piacevoli debolezze; e d ai pi sordidi affaires il valore di romanza.
Mentre parlava, il viso del duca impallidiva. Una profonda ruga gli solc la fronte.
- Posso chiedere, rispettosamente, a quale dei miei affaires vi riferite in questo momento?
- Sono tanti? - ella avvamp.
- Centinaia, - rispose il duca con tristezza; - l'affare con la principessa di Gallisitru, l'affare con la prima ballerina,... quale altro affare...
- Oh! Non dovete ridere di questo, - ella disse, e poi, prima di poter pensare a dominarsi, chiese, con un impeto quasi brutale:
- Che avete fatto della signora Slewer?
Se la fanciulla aveva pensato di produrre grande effetto con la sua frase, dov sentirsi soddisfatta, perch a quel nome il duca fece un moto all'indietro che per poco non gli fece perdere l'equilibrio. Poi si riprese, ma mantenne ancora il silenzio, per qualche tempo.
- La signorina Slewer, - ripet poi sommessamente: - che cosa ho fatto della signorina Slewer? - La signora Bill Slewer, naturalmente?
Essa non parl.
- Di Four Way, Tescas?
Alicia non rispose.
- Un uomo tarchiato, con degli occhi quasi bianchi, - la sua voce andava riacquistando vivacit, - e le mani cascanti, come quelle di un ourang outang?
Essa riconobbe la descrizione.
- Cos, io l'avrei rapita? Permettete che consulti un amico? Perch questa  una crisi nei miei affari.
Ella finse di non udirlo e and all'altro lato del giardino.
- Hank! - ella sent la voce del duca, e un'altra voce che rispondeva, poi ud ancora il duca dire a bassa voce: "Hank, io sono scappato con la signora Slewer, la moglie di Bill Slewer.
- Eh?
- Io sono scappato con la moglie di Bill, e Bill  seccato, naturalmente, e mi sta cercando. Infatti, Bill...
Alice non pot sentire il resto; credette udire Hank nominare l'inferno, ma sper in cuor suo di aver inteso male.
Dopo un momento la testa del duca fece nuovamente capolino sopra il muro.
- Suppongo, - disse, - ora che conoscete il peggio, che vorrete rispondere a una mia domanda. Quando ritorner a farvi visita il signor Slewer?
Un crisantemo cadente aveva interessato la sua attenzione, ed ella rispose senza volgere il capo.
- Non so nulla dei progetti del signor Slewer.
Pass tanto tempo prima che il duca riprendesse a parlare, che pens se ne fosse andato. Dette un furtivo sguardo al muricciuolo, e lo vide fermo al suo posto, con lo sguardo sorridente e ironico fisso su di lei.
- Lo vedremo forse al concerto, seduto in prima fila, coi tragici occhi accusatori fissi su di me?
- Come potete scherzare? - gli ribatt con indignazione: - come potete trasformare la mala azione che avete fatto, in un soggetto di riso? Possibile che abbiate perduto il senso della dignit e dell'onore?
Il duca, appoggiato al muro, l'ascoltava, serio. Quando parl, era pi a se stesso che a lei.
- Corso via con la moglie, eh? Andiamo, non  poi mal scelto; ma Bill non pu averlo pensato da s. Avete notato la lunga cicatrice che gli sfregia un lato del capo? No? Bene, sono stato io a fargliela, - disse con compiacenza. - Eppure Bill non ne ha parlato, e ci dimostra che  nella sua natura di perdonare. Vi ha detto che l'ho fatto imprigionare perch si era dato a una caccia proibita? No? Ebbene, lo feci, e quando il governatore commut la pena di morte cui era stato condannato, in una pena minore, organizzai una partita di linciaggio per regolare i conti con lui; senonch quando arrivai con la mia gente alle porte del carcere egli ne era gi uscito. Di questo non vi ha parlato Bill, vero? - Ehm! Lo ha fatto per modestia; a meno che ora non abbia dimenticato questi miei atti poco cordiali. La sola cosa che ora lo preoccupa ... abbasso le mani, dico!
Alicia vide la faccia del duca irrigidirsi a un tratto, e ud il suo piacevole accento assumere note metalliche di comando. E, - pi grave di ogni cosa, - vide che la sua mano aveva impugnato un revolver. Ella si trovava presso la porta della serra, e l'arma del duca pareva puntata contro di lei; ma una voce dietro le sue spalle la rassicur al riguardo.
- Ehi! Yukey, - si trascinava la voce, - mettete gi il fucile; non c' niente da fare, qui.
Voltandosi, Alicia si trov di fronte Bill Slewer, con le mani alzate, a provare la sua innocenza, e un'espressione di dignit offesa in viso; ma una Colt sporgeva per due terzi, da una tasca interna della sua giacchetta.
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4.
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- Fatevi pure avanti, Bill, - disse il duca con un sorriso d'invito. - Ora prendete il vostro revolver e gettatelo sull'erba. Se la bocca della vostra Colt gira da questa parte la povera signora Slewer sar vedova. Cos. Avete sentito che cosa ho detto della signora Slewer?
Bill, interdetto, non rispose, ma guard su, al viso sorridente dell'uomo che odiava con fredda passione.
La fanciulla, affascinata dalla partita mortale, osservava.
- Quanto tempo siete stato sposato? Si possono accomodare queste cose, in prigione?
- Dite, - esclam l'impassibile Slewer, - che bisogno c' di fare questi allegri discorsi? Io sto mentendo per voi, Yukey.
- E io sono scappato via, vero? - disse il duca non badando alle sue parole, - per paura di Bill Slewer di Four Nays!
- Cos pare, - disse Bill Slewer, freddamente.
- Abbandonate l'Inghilterra, Slewer. Siete forse il solo animale che abbia fatto imprigionare? - La voce del duca aveva lasciato il suo languore, e le parole uscivano come scoppi di fucileria. - Andatevene di qui, Bill Slewer, altrimenti vi uccido. Come! Mi minacciate? E io avrei dato un migliaio di dollari, per sapere che eravate stato spacciato. Credete che abbiamo dimenticato Ed. Carter?
Egli tacque, guardando la fanciulla che non aveva cessato un momento di fissarlo in viso, e l'espressione di sgomento e di sorpresa che lesse nel suo sguardo limpido, fren il flusso di parole che stava per sgorgare dalle sue labbra.
Dal canto suo, la fanciulla era stupita della complessa natura di questo duca insolente. L'espressione ironica e scherzosa del suo viso era scomparsa; si era fatto pallido di collera, e gli occhi prima ridenti, erano cupi e crudeli. Ma si riprese rapidamente e rise.
- Ehi Bill,  proprio inutile la vostra venuta qui a Brockley, con l'idea di giocarmi qualche brutto tiro. Siete fuori dal paesaggio, qui; aspettate a inscenare il dramma quando ci ritroveremo nella terra della libert e delle armi.  una scommessa?
- S, - disse Bill, e si chin a raccogliere l'arma, da terra. Si attard a giocare con quella, oziosamente, lanciando tratto tratto occhiate oblique al duca. Il duca aveva fatto sparire in tasca il suo revolver.
- Jukey, - disse Bill sfregando la canna dell'arma contro la manica, - avete perduto il vostro gioco.
- Lo credete?
- S, signore, - disse il confidente Bill, - perch non potete pensare ch'io sia venuto da quella benedetta terra sin qui, per fare una conversazione con voi. Vi pare?
Il duca approv e guard con intenzione le sue mani vuote.
- Dico - osserv Bill, - avete delle belle mani, Jukey; non potete tenerle in alto, ch possiamo ammirarle tutti? Io ho qualche cosa, da dirvi, ma abbiamo tutto il tempo.
Alicia vide passare un lampo crudele nello sguardo dell'uomo, e istintivamente fece un passo avanti; Slewer non la guard, ma tese il braccio sinistro a sbarrarle il passo.
- Voi non c'entrate in questo affare, mademoiselle;  tra me e il duca. E la spinse indietro con tanta violenza che per poco la fanciulla non cadde. Essa alz gli occhi al duca e lo vide pallido e invecchiato; ma non pronunciava una parola.
- Certo, non avrei osato pensare a un'occasione simile, per anni; neppure quando portavo il vestito a righe e pensavo cosa avrei detto a Jukey quando ci fossimo incontrati.
L'uomo sul muro ebbe un sogghigno, ma la sua faccia era pallida. Bill osserv questo fatto.
- Potete ridere quanto volete, - disse, - ma due dita di specchio potrebbero consigliarvi bene.
- Sono pallido? - chiese lentamente l'uomo sul muro. -  la paura di voi, Bill, che mi rende malato. Oh! prego, non giocate con quel gingillo; non crediate che mi sarei fidato a lasciarvelo, se non fossi stato assolutamente sicuro di voi.
Bill si mise istintivamente sulla difensiva, facendosi sospettoso in volto, e appoggi il pollice sul grilletto del suo revolver.
- Sicuro? - chiese. - Per Giove, Jukey.
Il duca volse lentamente il capo, ammiccando, e Bill, seguita la direzione del suo sguardo, lasci cadere la Colt, come un tizzone ardente, e alz le mani.
A una finestra al primo piano, nell'appartamento, del duca, Hank stava vigilando, con un sigaro fra le labbra, e il revolver puntato contro la losca figura del delinquente.
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Questi fatti accadevano a Brockley S. E. una mattina d'autunno, mentre Kymott Crescent (eccetto il 64 e il 66) continuava il suo placido corso, mentre i lattivendoli strillavano per le vie, e i commessi dei magazzini aspettavano gli ordini dei clienti; mentre la signora Coyter ripeteva sul pianoforte l'"A Solo" annunciato sul programma, e Roderico Nape, misurando a lunghi passi la stanza, recitava, a un pubblico immaginario, un monologo scritto da un amico non estraneo al The Lewisham Borough News, intitolato "L'assassinio di Jafarleigh Grange".
Questa particolare circostanza sar ricordata da Roderigo Nape, perch fu appunto mentre si svolgevano questi fatti che gli si present il suo primo caso.
In questo monologo il protagonista, un detective di percezione soprannaturale,  interessato nella lotta contro un criminale astuto e crudele. Il signor Nape era arrivato al punto dove un'inserzione sul Morning Post, desta i sospetti del celebre poliziotto.
Sar meglio ne diamo un estratto.
- "Che sia Hulbert Wallingford? - No, lungi da ci. Eppure; via, rileggiamo il giornale (prende di tasca un ritaglio di giornale, e legge).
- "A chi pu interessare: Informazioni riguardanti P. L. sono ansiosamente attese da H. W.
- "Pu essere Hubert. (cupamente). Par di udire una voce dalla fossa che dice...".
- Il signore del 66 desidera parlarvi, signore.
Roderico Nape si ferm di colpo, e guard la giovane domestica.
-  un caso? - domand severamente.
- Non crederei, signore, - rispose l'allegra servetta.
Era l'invariabile domanda e risposta, cos invariabile come la domanda che Filippo di Spagna faceva ogni mattina riguardo a Gibilterra: -  presa?
- Fate entrare.
La serra, che il padre indulgente aveva trasformato in studio e laboratorio per le investigazioni scientifiche dei delitti, non aveva nulla di eccentrico. Una comoda poltrona di vimini in cui il detective sedeva a meditare; un tappeto persiano autentico sul quale poteva accoccolarsi e lasciar cadere la cenere del tabacco (il tabacco prezioso bird's eyes); un piccolo banco ricoperto di tubi d'assaggio con dei becchi Bunsen, costituivano tutto l'arredamento del laboratorio.
Hal Tanneur rest visibilmente impressionato dai tubi d'assaggio, e accett l'unico sedile della stanza, provando la confortante impressione che il signor Nape non fosse poi cos inetto come diceva la gente. Il signor Nape, fortunatamente, non possedeva il dono di leggere nel pensiero.
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6.
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- Desiderate consultarmi? - sugger a voce bassa il poliziotto dilettante.
Il suo atteggiamento lasciava pensare che fosse stato distolto da qualche investigazione segreta di un delitto, e che la prospettiva di un nuovo caso, in quel momento, lo turbasse.
-S... , - confess Hal. Egli non peccava di eccessivo tatto. - Vedete, io desidero che qualcuno faccia qualche cosa per me, e non voglio andare a una di quelle dannate agenzie... hanno dei prezzi cos esorbitanti!
Il signor Nape lasci cadere la presunzione del suo "buon prezzo" con un mistico sorriso.
- Alicia, mia cugina, sapete, m'ha parlato di voi, l'altra sera, e ho pensato che voi sareste proprio l'uomo che ci vuole per me.
L'arte di arrivare a scoprire le cose consiste, per due terzi, nel mantenere un discreto silenzio al momento opportuno, e lasciare che parlino gli altri. Questo era quanto aveva imparato il signor Nape.
- Ora, quello che io desidero sapere,  se potrei riuscir a scoprire qualche cosa sul conto di questo sedicente duca, l'uomo del 64. Io son sicuro che  un intrigante, e che in casa sua si potrebbero scoprire dei documenti atti a comprovarlo.
Questo era un lavoro secondo le aspirazioni del detective; egli giubilava in cuor suo, ma seppe mantenere una maschera di freddezza. And allo scrittoio, e dopo aver tentato diverse chiavi lo apr, ne tolse una cartella chiusa a lucchetto, scorse rapidamente alcuni fogli volanti, e infine esclam:
- Ah! ecco, avevo appunto notato qualche cosa sul soggetto: - George Francisco Louis, duc de Montvillirier, Marquis Poissant, Lens, Baron (del Romano Impero) de Piento...
- Oh! Ma conosco tutto questo, - lo interruppe il pratico Hal; voi l'avete copiato dall'Almanacco De Gotha.
Il signor Nape rimase sconcertato, ma non perdette il suo atteggiamento professionale. Cerc di opporre qualche schiacciante replica, ma non trovando nulla, si limit a inchinarsi leggermente.
- Non  questione di sapere chi egli sia o chi fosse suo padre; disse Hal, - queste cose chiunque le pu scoprire.
Il signor Nape s'inchin nuovamente.
- Quello che noi,... che io desidero,  di avere informazioni. - Hal esit, - bene, in linea di fatto, vorrei sapere come stanno i suoi affari. Noi desideriamo conoscere quello che ha intenzione di fare, in poche parole.
Parve per un momento, che il signor Nape si attardasse a pensare quanto sarebbe stato pagato questo tributo alla sua prescienza.
- Per una settimana o due, in ogni modo, - continu Hal, - noi vorremmo che fosse strettamente vigilato; e se desse indizio di prepararsi a lasciare il paese, dovrei esserne informato immediatamente.
Il signor Nape si sent sollevato dal fatto, che il servizio richiesto non esigeva si rasentassero pratiche di nera magia. Perch il signor Nape, vedete, era un rigido osservante della chiesa.
- Come ho detto, - prosegu Hal, - avevamo intenzione d'impiegare un ordinario detective; ma i compensi richiesti sono troppo alti, e inoltre, al duca, non sarebbe sfuggita la continua presenza di un estraneo aggirantesi nella sua orbita. Per questo abbiamo deciso di incaricarvi della cosa. Voi non potrete venir sospettato.
Il signor Nape fu sul punto di respingere con indignazione questo accenno alla sua oscurit; avrebbe voluto informarlo che la sua fama andava oltre Brockley, Lewisham, Eltham, sino agli estremi limiti di Catford; avrebbe voluto dirgli che quando andava lungo Lewisham, High Road la gente si fermava a guardarlo, e che tutti additandoselo dicevano con ammirazione: " lui!" Ma si contenne.
- Ecco il mio indirizzo. - Hal tolse una manata di fogli di tasca, e cerc un suo biglietto. - Se vedete che questo giovanotto si prepara a una fuga, mandatemi un telegramma. Intanto sar meglio che abbiate a disposizione un po' di denaro per le prime spese.
Il signor Nape chiuse gli occhi nella piacevole attesa del suono sordo di un sacchetto d'oro sopra lo scrittoio, o del tonfo di uno spesso fascio di biglietti di banca.
- Eccovi 10 scellini, - disse Hal generosamente; - certo non vi occorreranno tutti, ma non voglio lasciarvi a corto. Potrete servirvi anche di una vettura, se credete, per quanto, oggigiorno, con un autobus si possa andare dove si vuole.
Il signor Nape aveva avuto la visione di treni espressi, ma non importa. Prese i 10 scellini con fare sdegnoso, e lanciatili in aria li riprese con particolare destrezza.
- Ricordatevi, - ripet Hal mentre se ne andava, - che desidero lo vigiliate in modo che non possa lasciare il paese senza che io lo sappia.
- Sar fatto, - disse Nape freddamente, in tono professionale. Dopo avere accompagnato alla porta il cliente ritorn al suo laboratorio con aria d'importanza. Trov i fogli sparsi del suo monologo e li arrotol in un fascio, poi, vedendo che mancava il foglio ritagliato dal giornale, lo cerc, lo trov per terra, e lo un al manoscritto. Allora sedette, architettando i piani della sua campagna.
Aveva un travestimento di sopra.
Due ore dopo un sudicio operaio in blusa, con due grossi baffi e un sacco di utensili, bussava al 64, chiedendo di verificare l'apparecchio del gas.
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7.
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Il duca sorvegliava l'operaio, che procedeva nel suo lavoro piuttosto goffamente, e l'operaio pregava in cuor suo che quello fosse il suo ultimo lavoro. Per un'ora e mezzo aveva faticato e sudato; al suo arrivo il duca l'aveva ricevuto, parlando figuratamente, con le braccia aperte; gli aveva detto che era proprio l'uomo di cui aveva bisogno, e gli aveva fatto una quantit di domande, fra cui se sapeva aggiustare le condutture d'acqua, verniciare, e fare del giardinaggio. L'uomo, titubante, aveva risposto a tutto di s. In linea di fatto, non era proprio sicuro che tutte quelle cose fossero naturali attribuzioni di un gassista; ma aveva pensato pi saggio rispondere a tutto affermativamente.
Il duca l'aveva condotto gi, in cantina, ad accomodare una batteria elettrica; Hank l'aveva spinto, attraverso una piccola apertura, sopra il tetto, dove, tremando, aveva dovuto assicurare una tegola oscillante; poi il duca aveva insistito perch scendesse in giardino ad accomodare una conduttura dell'acqua, e dopo mezz'ora impiegata a smuovere terreno, si erano accorti che il guasto era dalla parte opposta del giardino; allora lo portarono in camera da pranzo ad accomodare il becco della lampada a gas. Tra il timore che l'esercizio eccessivo e la traspirazione del servo sciogliessero la cera che gli irrigidiva i baffi, e il desiderio di procurarsi delle informazioni, il signor Nape era in un terribile imbarazzo; poi, siccome dal lavoro fatto in precedenza da quanto aveva potuto udir mormorare sulla soglia delle altre case del sobborgo, non aveva raccolto nulla che fosse degno d'attenzione, fin col benedire questa nuova opportunit che gli si offriva. Mentre era intento al lavoro i due uomini si misero a discorrere fra loro, e udendo le prime parole egli drizz le orecchie.
- Duca, - disse Hank, - desidero chiedervi qualche cosa.
- Aspettate finch l'operaio sia uscito, - mormor il duca, in tono di avvertimento.
Hank si scosse nelle spalle.
-  troppo intento al suo lavoro, - disse, - inoltre...
- Bene, cosa volete?
- Non  ora, - esclam Hank con sinistra enfasi, - che si divida il bottino?
Il duca si alz, e misur la stanza a passi concitati.
- Andiamo nell'altra stanza, - disse.
Il salotto era separato dalla stanza da una porta imbottita a due battenti; il signor Nape, appena furono usciti, scese dalla sedia e vi si accost cautamente, sorprendendo queste parole:
- "Duca, o meglio Jim Duca, a darvi il vostro vero nome...
- Zitto, - supplic la voce del duca.
- Jim Duca, come siete conosciuto a Pentouville e Sing Sing,  ora che facciamo le parti.
- Quanto volete? - chiese il duca di cattivo umore.
- Non ho ancora calcolato, ma non dev'essere poco. C' la collana di diamanti della contessa di B; la tiara della principessa di Sassonia, e i profitti dello scasso alla Hoxton Bank.
Il signor Nape stentava a contenersi. Ud il passo del duca che andava su e gi per la stanza, poi lo sent parlare.
- Vi dar 20.000 sterline.
Il signor Nape ud un riso secco e sardonico.
- Ventimila! Dopo che ho comperato il giudice del tribunale per l'affare di Lytham Hall!
Ci fu una pausa.
- Se io l'uccisi materialmente voi foste complice, -disse il duca.
- Io vi andai soltanto a seppellirlo, - se  a questo che vi volete riferire, - osserv Hank freddamente, - e lo feci contro la mia volont, se ben ricordate, perch io avrei preferito lo si gettasse nel fiume.
- Vero! - disse il duca. -  sempre stata una mia maledetta debolezza quella di voler seppellire i cadaveri; ma voi sapete che  per riguardo alla chiesa.
- Eppure non seppelliste il conte, - disse Hank, pieno di sottintesi; - e risero entrambi rumorosamente.
Quanto a Nape, il sangue gli si era agghiacciato nelle vene e batteva i denti. Ma fu lasciato in dubbio sulla fine del disgraziato gentiluomo, perch il duca cambi soggetto.
- Vediamo, Hank, sarete soddisfatto se vi lascio la collana, la tiara, e uno chque di cinquemila sterline?
- Uno chque sbarrato? - chiese Hank prudentemente.
- Uno chque sbarrato sulla London and South Western Bank, - disse il duca con fermezza.
Ci fu una pausa, mentre Hank considerava la proposta.
- Va bene, - consent, - a patto che mi facciate una dichiarazione scritta che io non entro per nulla nell'affare di Prideaux Castle.
- Oh! - disse il duca, - questo era un affare privato fra il capitano e me; vi far la dichiarazione, naturalmente.
- Benissimo. Quando avr in mano questa carta debitamente timbrata e firmata da Somerset House, la nostra societ si considerer sciolta.
Il signor Nape, mezzo svenuto a quelle terribili rivelazioni, riusc a stento a riprendere il suo posto prima che i due ritornassero nella stanza.
Il duca diede un'occhiata alla lampada.
- Finito?
- S signore.
- Bene, non credo vi sia altro da fare, vero?
Hank scosse la testa.
Il signor Nape gli lanci uno sguardo, e lo vide cupo e accigliato. - "Aveva la faccia di un uomo tormentato dal ricordo del suo nero passato" - scrisse il detective dilettante nel suo diario, quella sera stessa.
Il duca diede mezza corona all'operaio, con grande solennit, e lo condusse alla porta. Quando ritorn nella stanza vide Hank sul divano, ripiegato su se stesso.
- Siete malato? - chiese il duca ansiosamente. - Avvelenato, forse?
Ma Hank rideva, rideva e non poteva parlare, e fu preso infine da un vero accesso.
Curioso abbastanza, ma il duca che aveva un senso vivo del comico non divise l'ilarit dell'amico. Sorrise una o due volte passeggiando per la stanza, poi disse ad Hank:
- Credete che il giovane Sherlock Nape sia venuto qui unicamente spinto dalla curiosit?
- Certamente, - rispose Hank.
Il duca scosse la testa in atto di dubbio.
- C' qualche cosa che mi sfugge. Sapete che il concerto  stato rimandato?
- No.
- Bene,  proprio cos. E sapete chi  stato a farlo rimandare? Sir Harry Tanneur.
Hank accenn col capo in direzione del 66.
- S, - disse il duca. - Per qualche inesplicabile ragione egli ha indotto il vicario a spostare la data. Me ne informa il vicario stesso con una lettera, e mi dice pure che Sir Harry si assume di sostenere le spese che potrebbero sorgere in conseguenza; spese di stampa e altro; fatto strano anche questo, per quanto io conosco sir Harry.
- Oggi  marted e domani mercoled, - meditava Hank.
- Siete straordinario a scavar fuori le cose, - disse il duca mezzo divertito e mezzo irritato, avreste messo nel sacco Jacko in una settimana.
Nei loro momenti meno gravi, i locatari del 64 chiamavano Roderico Nave, col diminutivo Jacko.
- Non vedo il rapporto tra Nape e il concerto, - disse Hank.
Il duca scosse le spalle. -  un istinto, una specie di premonizione di qualche pericolo; quella sensazione che agghiaccia, come per paura, davanti a una fuga precipitosa di mandre.
- Uscite a distrarvi, duca; andate nel giardino a dar la caccia ai vermi. Avete i nervi esausti, - disse Hank.
Il duca ristette, indeciso.
- Ho desiderio di qualche cosa, e non so di che; ho bisogno di un tonico morale.
- Troverete la scaletta nella serra, - sugger Hank.
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8.
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Pochi istanti pi tardi il duca, dalla sua conquistata altezza, faceva la sua corte fantastica. Forse non era pi per semplice coincidenza che ora vedeva ogni giorno Alicia nel giardino; la fanciulla era diventata negli ultimi tempi un'appassionata del giardinaggio, e gli inquilini del 70, che mancavano di carit, trovavano la coincidenza piuttosto strana.
Quella mattina Alicia pareva meno sicura di s; era agitata e nervosa, e non cercava di evitare lo sguardo del duca.
- Come sta il gatto? - egli chiese.
Era sempre questo l'esordio.
- Il povero Tib sente il tempo, - disse la fanciulla sorridendo. Poi, vedendo che il duca guardava verso la serra gli disse
- Non temete, il signor Slewer non c'. L'altro giorno il servo l'aveva introdotto nel salotto, ed egli si prese l'imperdonabile libert di venire nel giardino.
- Bill non ha maniere da salotto, - disse con rammarico il duca; - ha sentito la mia voce ed  rimasto adescato. Certo, voi non avete mai pensato che la mia voce affascinasse come il canto di una sirena, vero?
Alicia lo guard con occhi gravi.
- Come m'avete spaventata! - disse. - Facevate per davvero l'altro giorno?
- No, - egli ment allegramente, - stavamo rappresentando una piccola commedia.
- Ma avevate un aspetto terribile, sapete, e il viso di quell'uomo aveva un'espressione diabolica.
- Quel poveretto era sconvolto; cosa affatto naturale, del resto, se si pensa che un individuo non pu perdere la moglie, senza...
- Vi prego, dite delle cose orribili, - ella disse arrossendo. - Mi sembravate molto agitato, per, - aggiunse con una punta di malizia.
- Ero di umor nero, - confess il duca, - specialmente quando vidi che vi respingeva col braccio... Vedete, Hank lo teneva sotto la mira del suo fucile, e Hank  un ragazzo impulsivo. Io mi domandavo come avremmo potuto spiegare la morte di Bill, senza suscitare scandalo.
Nonostante la leggerezza del tono, ella cap che il duca dava la vera spiegazione del suo pallore; solo, sostitu il suo nome a quello di Hank, e sent di essere pi vicina alla verit.
- Siete un uomo strano, - disse infine corrugando la bella fronte, perplessa. - E se tutto questo fosse accaduto nel Texas?
- Non avrebbe potuto accadere, nel Texas, - egli rispose, - perch l non vi sarebbe stato un preludio di vivaci conversazioni, n intermezzo di complimenti reciproci. L ci sarebbe stata una cosa sola da fare, approvata e riconosciuta da tutti. Non conoscete la storia dello sceriffo che tent di arrestare Blak Ike di Montana? Lo sceriffo punt il fucile su Ike, ma Ike spar prima di lui e lo colp. Lo sceriffo divenne popolare e la gente si accor per lui. Ma il mondo  filosofo; linciarono Ike e fecero un monumento allo sceriffo, con una iscrizione che ricordava la sua vita, le sue ambizioni, la sua splendida caduta, e l'inevitabile corso del fato. Proprio cos.
Alicia si sentiva scossa, ma rise.
- Cos, nel Texas?
- Io l'avrei ucciso, - disse con serena sicurezza il duca.
- Oppure?... - Ella rabbrivid.
- Precisamente, - assent il duca sorridendo.
- Ma  terribile, - mormor la fanciulla impallidendo. - Grazie al cielo, qui non possono accadere cose simili.
- Grazie al cielo, - egli ripet senza entusiasmo.
- O credete, invece... - Alicia lo guardava con sospetto.
- Grazie al cielo, no; - egli neg con un vigore un po' studiato.
- Oh! ma forse voi pensate, invece..., ditemi, credete che vorr ritentare? Vi prego, ditemi la verit.
Gli occhi dell'uomo erano molto teneri; avevano una tristezza grave, mentre la fissavano, e Alicia abbass i suoi sotto quello sguardo profondo.
- Non dovete pensare a queste cose, - egli disse gentilmente; - e il suo atteggiamento era cos dissimile dalla superba baldanza che gli conosceva, che, senza spiegarsene la ragione, ella si sent presa dal desiderio di piangere.
- Io non merito il vostro interessamento, - continu il duca, - io che vi ho tanto annoiato, e forse offesa! Eppure sa il cielo che la mia domanda impulsiva era dettata dal mio amore grande e prepotente.
Alicia aveva il cuore che pulsava come l'elica di un vapore. Le pareva di soffocare, era agitata dalle pi varie emozioni, e non osando alzare lo sguardo verso il duca lo teneva chinato verso terra, mentre le mani si attardavano oziosamente tra i fiori.
- Vi prego, ricordatelo, Alicia. - (Con uno strano brivido ella riconobbe nella voce che diceva il suo nome, un calmo e sicuro cenno di dominio). - Quello che pu esservi sembrato impertinenza era sincerit; la gente potr dire che vi conosco da troppo poco tempo; che le odiose formalit e i preliminari convenzionali sono cosa essenziale; e che chiedere a una fanciulla di sposarvi, solo perch l'avete vista e l'avete amata, senza bilanciare questo puro slancio contro le vostre debolezze,  procedimento oltraggioso e senza precedenti; ma il mondo  calcolatore.
Alicia alz lo sguardo timidamente, senza parlare.
L'antico sguardo torn a brillare negli occhi del duca; l'inflessione ironica e scherzosa rison ancora nel suo accento quando riprese a parlare:
- Alicia, io ero preparato a prendervi senza neanche un benservito; e non dimenticate che io sono un padrone di casa suburbano; senza neanche un cenno dell'ultimo posto occupato. Avete occupato un ultimo posto? - chiese poi con sospetto. La fanciulla scosse il capo.
- Voi... voi, - mormor, - siete il solo padrone ch'io abbia avuto. - Poi fugg in casa, e Hank, che guardava in quel momento dalla finestra, trasse dall'aspetto del duca le pi liete conclusioni.
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9.
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Rimandare un concerto  sempre un affare serio. Vi sono immancabilmente delle persone che avrebbero potuto venire il marted, ma che il mercoled sono impegnate, o che verrebbero volentieri il gioved, ma che il mercoled devono partire. E la stessa cosa si pu dire degli artisti, alcuni dei quali non possono cambiare la data stabilita, mentre altri, - i dilettanti, - avendo racimolato tutto il loro coraggio per affrontare i fuochi della ribalta il marted, sono nell'impossibilit fisica e spirituale di prolungare questa tensione di altre 24 ore.
Il signor Roderico Nape, si trovava precisamente in quest'ultima condizione, perch aggravato del fardello delle terribili scoperte fatte, non trovava pi alcun piacere nel ripetere il suo monologo: "L'assassinio di Fairleigh Grange". Ma stava scritto nel libro del destino che sarebbe stato sollevato di una met almeno delle sue preoccupazioni.
Il giorno definitivamente stabilito per il concerto, il duca fece sapere che "stava in casa". Io non discuto su questa circostanza abbastanza strana per uno scapolo, e certo senza precedenti; senza precedenti era anche il fatto che un duca avesse scelto di vivere in Kymot Crescent. Ma cos come stanno le cose, noi troviamo il servo affaccendato l'intero pomeriggio ad annunciare visitatori, e i due camerieri noleggiati per quel giorno da Whitely, occupati dalle 16 alle 20 e 30 a distribuire the, panini imburrati e tartine.
Tutto il vicinato aveva accolto l'invito, perch dava opportunit d'incontrare il vicario e stuzzicarlo per aver rimandato il concerto, e poi, naturalmente, - c'era il duca.
- Venire? -, aveva risposto Hank al duca quando si era mostrato titubante sulla riuscita del ricevimento; - ma certo che verranno; voi siete un asino a due teste, un antico rudero, l'uomo del momento, e l'attore di una tragedia.
- Allora devo concludere, - disse il duca lusingato, - che...
- Verranno per soddisfare la loro morbosa curiosit, - disse Hank. - Questa sera andrete anche voi al concerto,  vero, ma questo  gi un altro affare. L non tutti potranno avvicinarvi, mentre qui tutti potranno toccarvi, calcolare approssimativamente il vostro peso, guardarvi in bocca e dire quanti anni avete. State tranquillo, che verranno.
Fra i presenti si notava Roderico Nape in abito borghese, vale a dire, senza travestimento; ma anche cos egli continuava il suo lavoro professionale, perch era venuto con lo scopo di studiare i due delinquenti e vedere come si comportavano in pubblico. Egli si fece largo tra la piccola folla che si accalcava nella sala, inconscio d'andare incontro alla sua condanna.
- Come state? - gli aveva chiesto cortesemente il duca; poi con gesto drammatico si era fatto indietro di alcuni passi, lo aveva fissato acutamente in viso, aveva guardato Hank, ed era tornato a fissarlo. - Oh! signor Nape, - aveva poi balbettato, - mi avete spaventato, davvero!
Tutti gli sguardi erano fissi sul signor Nape ed egli gongolava.
- Che avete fatto al vostro viso?
La domanda, posta cos, era un po' rude; ma il signor Nape pens di avere un fiocco di fuliggine o che altro su una guancia, e cav di tasca il fazzoletto.
- Che avete fatto dei baffi?
Il signor Nape lo guard sorpreso.
- Non ho mai portato baffi, - disse altezzosamente, perch aveva udito qualche riso sommesso.
- Strano, - mormor il duca. - Eppure avrei giurato che l'ultima volta che ci siamo incontrati, li avevate. Scusatemi, certo sono in errore.
- Oh! signor Nape; - rison la lenta e strascicata voce di Hank; - la riparazione che avete eseguito non vale un centesimo.
A poco a poco la grande e terribile verit si fece chiara nel cervello di Nape. Egli travers un'altra volta la folla degli invitati quasi vacillando sotto il colpo, e si lasci cadere su una sedia all'altra estremit della sala.
- I baffi! La batteria elettrica! - andava ripetendo a se stesso.
- Dite, signor Nape! - Hank era al suo fianco e gli parlava piano. - Non fate cenno di nulla, avete capito? N della tiara, n della collana di diamanti, se non volete che vi faccia saltare in aria.
Roderico si alz con dignit.
- Signor Hankev, - disse, - voi siete americano e non potete capire i miei sentimenti; ma io considero di essere stato trattato...
- La signora e la signorina Terrill, - annunci il servo, e Hank perdette ogni interesse per Roderico Nape.
Il duca eccitato e col viso in fiamme, aveva perduto la testa, e diceva delle frasi incoerenti.
- Oh! s, l'America  un bel paese; proprio vicino a New York, sapete, e alle 10 di sera si vedono degli splendidi tramonti a Madison Square, no, voglio dire dei bellissimi fuochi d'artifizio. S, conosco il presidente Lincoln intimamente. Come state signorina Terrill?  molto gentile, da parte vostra, di aver accolto l'invito.
Il duca aveva atteso con una certa trepidazione l'incontro con la signora Terrill, e quando la vide si sent come sollevato, e quando l'ud parlare, le fu grato per la sua dolce affabilit. Cerc l'opportunit di trovarsi solo con lei.
- Mia figlia mi ha parlato, - gli disse la signora Terrill con semplicit, - e temo che non sarete stato molto ansioso d'incontrarmi.
Al suo sorriso negativo ella agit la mano. Era una donna di cinquant'anni, che dimostrava la sua et, eppure era bella; perch la bellezza non  di nessuna et e di nessun colore. Il duca, con la sua rapida intuizione e la spontanea simpatia, vide dietro quel sorriso l'ombra della sofferenza, e si domand come mai quella donna, col suo spirito e il suo innegabile fascino, fosse rimasta cos ritirata. Perch, istintivamente, e sicuramente egli aveva valutato il posto da lei tenuto nel mondo.
Ella aveva l'imbarazzante facolt di leggere nel pensiero, e rispose a questa sua osservazione non proferita:
- Vi state chiedendo perch sono "La Signora nell'Ombra", vero? Eppure dovete ricordare che un tempo, - vi ho udito proclamare la vostra intimit con Lincoln, - la prerogativa della donna era di vivere ritirata, e la sua virt era in relazione alla sua oscurit. Alcune donne si ribellarono a questo, e raggiunsero la fama per mezzo del tribunale; altre si sottomisero, in attesa che i tempi cambiassero; io sono stata di quelle, e quando i tempi furono cambiati, mi trovai soddisfatta del vecchio ordine di cose, e rimasi nell'ombra, a vivere tranquillamente.
Il duca la guard, e fece un cenno col capo.
- Vi capisco, - disse, - perch nel suo cuore c'era sufficiente sensibilit, per comprendere il sacrificio.
Lady Terrill lasci il duca, e gli mand Alicia. Stavano scambiando frasi banali, a beneficio dei convitati, quando Hank si fece avanti, straordinariamente solenne.
- Quella torta, duca!
Il suo amico lo guard interrogativamente.
- Ebbene?
-  sparita!
Il duca attese.
- La torta che abbiamo preparata con tanto amore, che abbiamo lavorata, sbattuta, e messa fuori dalla finestra a raffreddare, non c' pi! - ripet Hank.
Il duca non disse nulla, ma le sue labbra tremavano.
- Quella torta era grande! - prosegu Hank con un crescendo patetico; - l'avevamo copiata da un giornale; era diventata tutta d'oro... e se ne  andata!
Segu una pausa solenne. Gli invitati tenevano il respiro, rispettando il cordoglio di Hank.
- Mentre qui si stava chiacchierando venne un ladro che gust la torta, e trovatala buona, la rub.
Il duca si pieg in avanti.
- Tib, forse? - mormor all'orecchio di Hank.
- Oh! Non  stato Tib, vero? - chiese la fanciulla, che aveva udito.
-  stato Tib, - disse Hank con amarezza. - Feci in tempo a vedere la sua coda attorcigliata che spariva dietro il muro.
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10.
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Il duca si era assicurato dieci minuti di colloquio con la fanciulla; gli altri ospiti erano partiti, e Hank s'industriava a distrarre la signora Terrill, con l'esposizione della sua filosofia.
Fu una giornata memorabile nella vita del duca, perch speriment varie sensazioni non mai provate, fra cui, - inaudito, - una strana timidezza. La fanciulla, invece, era fredda e calma. Egli aveva tentato pi volte di affrontare con disinvoltura il soggetto che lo occupava, ma, come si espresse Hank, fu in questo, inferiore a se stesso.
- Alicia, - aveva cominciato a dire, con voce roca; e il fatto di aver dovuto schiarire la gola, era in s una confessione di debolezza. - Io...
- Vi piace la mamma? - Alicia aveva deviato il discorso, ponendo la domanda con la serena certezza del suo giudizio. Il duca, parlandole della madre and acquistando coraggio, e le prese la mano. Il suo gesto era cos timido e dolce che la fanciulla ne rise; - un riso sommesso e giocoso.
- Courage, mon enfant, - disse arditamente.
- Alicia, - il duca era grave, - non vi sorprendete del mio contegno, e non vi avvedete che la vostra vicinanza paralizza tutte le mie facolt? Nel Texas, una volta, un tale che stava enumerando le mie qualit, disse che le mie principali caratteristiche sono la timidezza e il coraggio. Mi disse pure che soffrivo per avere un'opinione troppo meschina di me stesso e io ho cercato di correggermi di questo difetto. I frenologi hanno dichiarato che la difficolt di correggere la timidezza dipende dal non conoscere esattamente dov' situata; Hank dice che dev'essere come di quelle isole dell'Oceano Pacifico Occidentale che compaiono e scompaiono dalla superficie a intermittenze; e che ogni volta che la collina della mia timidezza affiora, va a urtarsi contro il Monte Nervi o la Punta della Vanit. Io penso che Hank abbia ragione, e che il bernoccolo della timidezza si sia capovolto il giorno che fui gettato da cavallo, mentre caracollavo davanti ad alcune ragazze del Texas. Ora il mio rispetto per i frenologi  salito di alcuni punti, perch mi sento... mi sento come un gattino addomesticato.
Alicia lasci che se la cavasse da s, come meglio poteva.
-  la prima volta che ci troviamo soli, - disse disperatamente, - e... e...
- Continuate, - disse Alicia con calma.
Era una prova terribile per il duca. Sentiva che stava per sfuggirgli la magnifica opportunit che si era procurata con tanto sforzo, e cerc di raccogliere tutto il suo coraggio. Era solo con Alicia, nella serra deserta, aperta per tre lati allo sguardo del pubblico.
- Avete visto le mie felci giapponesi? - chiese con aria indifferente.
Ora io presento al lettore, che ha gran pratica delle cose del mondo, la soluzione di questo curioso problema: mentre parlava, il duca indicava il lato della serra riparato, cos mondo di felci, e d'alcun altro genere di piante e fiori, come la cupola di San Paolo. E Alicia, forse pensando a qualche raro esemplare da osservarsi col microscopio fra le crepe del muro, rispose, con la maggiore naturalezza: - Le vedrei volentieri.
Erano andati cos, innocenti come due bimbi, verso l'angolo protetto, e l il duca l'aveva stretta fra le braccia, e baciata sulla bocca.
Ella si era liberata dolcemente, e alzandogli in viso lo sguardo luminoso gli aveva detto: - Non sapevo che avreste fatto cos. - Tuttavia non aveva fatto alcuna domanda sulle felci giapponesi.
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11.
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La grande sala era affollata. Si udiva un mormoro di voci, lo strascinar delle sedie, delle risa sommesse, e dalla stanza accanto giungeva l'ininterrotto acciottolio delle tazzine. Il reverendo Arthur aveva dato alla sala una nuova disposizione, e tutti erano concordi nel riconoscere che il nuovo aspetto era superbo. Qualcuno era persino giunto a dire che era "unique"; ma in realt il reverendo Arthur l'aveva copiata dal malfamato caf chantant locale. Negli intervalli sarebbe stato servito caff e the, e pareva che fosse assicurata per tutti un'ora piacevole.
Senza desiderare in alcun modo di precorrere gli eventi, dir che la serata avrebbe potuto riuscire splendida, se il numero quattro del programma fosse stato il numero quindici, vale a dire, l'ultimo. Il numero quattro, in seguito allo spostamento avvenuto, era
Monologo drammatico:
Signor Roderico Naipe
"L'Assassinio di Feirleigh Grange"
(Anon.).
Quando il duca e Hank arrivarono, tutti i sedili erano occupati, e gli zelanti organizzatori del trattenimento stavano facendo prendere posto ai ragazzi delle scuole. Sir Harry e il suo simpatico figlio, avendo visto a un tavolino due posti riservati, avevano pensato senz'altro che fossero per loro, e avevano cercato di prendere posto; ma Alicia, con molto tatto, aveva fatto notare ch'essi avevano diritto di sedere al tavolo del vicario, avendo concorso generosamente alle spese del concerto.
Quando, pochi minuti pi tardi, il duca e Hank occuparono i sedili al tavolino delle signore, Hal balz in piedi con una esclamazione potente; quando Alicia sorrise loro col suo pi dolce sorriso, egli si abbandon sulla sedia, e quando il duca, stretta la mano della fanciulla, la tenne per un ingiustificato spazio di tempo fra le sue, Hal Tanneur disse qualche cosa fra s, che non era in armonia con l'atmosfera della serata.
- Avete visto, pap, che quel dannato farabutto  alla tavola di Alicia? Ho quasi desiderio d'andargli vicino e di spaccargli la testa.
Sir Harry aveva visto il dannato farabutto, e aveva tirato un sospiro di sollievo. Invero, l'aveva cercato con lo sguardo al primo entrare nella sala, perch l'ansiet di sir Harry, in quel momento, era principalmente un affare di date.
Mettiamo: oggi  il 20. Venti pi otto eguale ventotto, e l'Ironic non toccava Queenstown. Sir Harry si sentiva felice, perch pensava che in quella propizia giornata, la Redhelm Line e la Nord Deutscher Line avevano iniziato la loro famosa gara attraverso l'Atlantico. L'Ironic aveva il vantaggio di dodici ore alla partenza; aveva lasciato Liverpool alle quattro del pomeriggio (non toccava Queestown, ripet mentalmente sir Harry), e il Kronprinz Olaf aveva dovuto salpare da Hamburgo alle 7 pom. ma doveva rifarsi sulla distanza.
Occupato in queste riflessioni, non fece molta attenzione all'indignazione del figlio, e gli chiese, invece:
- Avete quel ritaglio di giornale, Hal?
- Quale ritaglio? - chiese Hal aggressivamente.
- La citazione a comparire. Domani potrete farla vedere al vostro amico, - rise maliziosamente.
Strano abbastanza, il soggetto della gara sull'Atlantico si discuteva allo stesso momento a un altro tavolino. Ed era venuto in seguito ad una osservazione sullo spostamento del concerto.
- Sarebbe stato peccato che il concerto fosse stato rimandato alla settimana ventura, - disse il duca.
- Perch? - Alicia lo guardava di sopra il ventaglio.
- Perch la settimana ventura, - mercoled, - devo partire, - egli disse tragicamente.
Alicia non cerc di nascondere la sua dolorosa sorpresa.
- Coraggio, - le disse il duca, - non star via pi di una quindicina di giorni.
- Andate in America? - Sul viso della fanciulla si era diffusa un'espressione di allarme.
- Pensate a Bill Slewer?
- S, - confess.
- Oh! Non  una vendetta che mi induce al viaggio, - disse il duca, leggermente; -  qualche cosa di meno romantico. Quando un uomo  solo pu lasciare che il suo denaro vada anche al diavolo, ma quando ha moglie... avete parlato?
- No, - disse Alicia, - e guard il programma.
- Quando un uomo ha una moglie che  certamente prodiga... siete sicura di non aver parlato?
Ella scosse il capo.
- Bene, in questo caso, deve dare un'occhiata alle sue miniere d'argento, alle sue cartelle di rendita ecc.; e inoltre...
Qualche cosa nel suo tono le fece alzare il capo, e incontr lo sguardo del duca che le sorrideva, tra imbarazzato e divertito.
- Bene; io ho una sensazione strana, quasi di presentimento, in questi giorni, e Hank ne ride, e dice che  tutta colpa vostra.
- Ma che avete?
- Non so; una sensazione terribile, - disse lentamente, - una specie di incertezza riguardo alle mie propriet; qualche cosa come... non so spiegare. - Egli fin, quasi lasciando cadere la frase, ed ella se ne irrit. Rimasero silenziosi per qualche tempo, poi Hank disse:
- Anche se il concerto fosse stato rimandato a mercoled venturo, duca, avreste potuto partire ugualmente, prendendo poi l'espresso di mezzanotte a Euston.
Doveva esserci stata una comunicazione telepatica tra sir Harry e il duca, perch questi disse: - L'Ironic non tocca Queenstown.
- S... sh!
Si alz un caloroso applauso indirizzato al vicario, e il suo pubblico gli sorrise, incoraggiante. Egli parl; disse ch'era compiaciuto per il concorso di quella sera, tanto pi che in seguito al rinvio aveva temuto compromesso l'esito del concerto; sir Harry Tanneur (applausi), il cui nome egli sapeva essere noto in Inghilterra, (si avventur audacemente), aveva desiderato assistervi, ed era stato cos munifico nel suo obolo, che si era ritenuto in dovere di compiacerlo.
Siccome a questo punto pareva opportuno applaudire, il pubblico coscienziosamente applaud. Essi erano raccolti per uno scopo eccellente, - prosegu il vicario; - il debito per l'organo aveva interessato vivamente i signori che amministravano gli interessi della chiesa (Bene, bene!), e quel trattenimento era stato ideato perch l'introito andasse a ridurre il passivo. Per la generosit dell'offerta egli doveva citare il nome del duca di Montvillier (Evviva, evviva!), il gentiluomo che si era sempre mostrato volonteroso di prestare il suo concorso a beneficio della chiesa.
Alicia guard il duca per vedere come aveva accolto quel cortese omaggio, e lo vide con le braccia conserte e il viso grave, accettare con superba coscienza del proprio merito, quel tributo immeritato.
- Che vanaglorioso, siete!
- Trovate? - le chiese, per nulla confuso.
Il duca doveva cantare; poi il signor Slewer, un signore americano che aveva passato molti anni nelle selvagge foreste del West, avrebbe offerto uno speciale trattenimento "fantasie alla pistola" (grida di evviva dei giovanotti); poi dovevano seguire altri trattenimenti di canto e recitazione, che avrebbero vivamente interessato il pubblico. Il primo numero del programma - il vicario disse consultando il foglio, - un "a solo" per pianoforte, sar eseguito dalla signorina Coyter (applausi).
Mentre il "Chiaro di luna sul Danubio" bagnava Brockley nei suoi effluvi sonori, Hank aveva avvicinato pian piano la sua sedia a quella del duca.
- Penso che "sparare" sia oggi sinonimo di "uccidere", per Slewer, - disse laconicamente. - Ve ne andrete, prima d'allora?
Il duca scosse la testa.
- Quando Bill far i suoi giochi da circo, io lo ammirer proprio di qui, - disse con fermezza.
- Non dovete fermarvi, - disse Hank.
Il duca era saldo nel suo proposito, e le previsioni di Hank erano esatte. Ma il duca non era l quando Slewer avrebbe dovuto prodursi con le sue "fantasie alla pistola", e non c'era neppure Slewer; perch Roderico Nape, col suo raccapricciante monologo, aveva sconvolto l'ordine delle cose. Egli si era trovato a dover affrontare il pubblico mentre non era molto sicuro di s; gli mancavano alcuni punti per raggiungere la perfezione, e sedeva in preda a tristi presagi, maledicendo la sua follia, e l'indolenza che lo aveva fermato alle prime ripetizioni della sua parte. L'annuncio: - "L'assassinio di Fairleigh Grange, monologo recitato dal signor Roderico Nape", rison come fatale richiamo al giovane detective, che sal il palco inciampando, e tenendo il rotolo del manoscritto con una stretta nervosa. Cominci a parlare con voce monotona:
- "Sono passati molti anni dall'inizio della mia carriera, e per le gravi cure i miei capelli si sono fatti bianchi; eppure mi par ieri, ecc. ecc.". - Egli allineava le frasi in una maniera orribile, distruggendo in gran parte l'effetto della sanguinosa tragedia.
Il pubblico sedeva tranquillo e si comportava decorosamente, ma si rifiutava di fremere.
Il signor Nape riconobbe il fallimento della sua prova, e titub cos miseramente, che il duca prov sincero rincrescimento per lui. Ora stava per arrivare al punto del monologo in cui doveva estrarre il giornale e leggere l'annuncio; punto verso cui anelava come il viaggiatore del deserto anela all'oasi, perch, dovendo tastare nelle tasche, avrebbe potuto attardarsi un poco, per raccogliere i suoi pensieri sparsi. Infatti, mentre con mano tremante estraeva di tasca il foglio ritagliato, e lo stendeva, la sua voce acquist maggiore sicurezza.
- "Vediamo! Rileggiamo ancora cosa dice il giornale. - Guard la sottile striscia di carta, e lesse; s, lesse, sebbene avrebbe dovuto avvedersi che quello che leggeva non aveva nulla a che fare col complotto del delinquente del suo dramma.
- "A chi pu interessare", - lesse; poi fece una pausa.
L'uditorio si fece attento.
- "Nel distretto di Nevada"...
Hank strinse il braccio del duca.
- "Prendete nota, George Francisco Louis, duca di Montvillier, che siete stato citato, su istanza di Henry Sleaford di Colorado Springs, Henry B. Sant di New York, e sir Harry Tanneur di Montleigh, Inghilterra, a presentarvi per stabilire il vostro diritto su Silver Streak"...
- Fermo!
Sir Harry, col viso congestionato e le vene delle tempie turgide, era balzato in piedi.
- Prego, signor Nape, continuate.
Era la simpatica voce del duca. Come in sogno, il signor Nape, obbed. Nella sua perdonabile agitazione, salt alcune righe. "...quindi io cito il predetto George Francisco, duca di Montvillier, a comparire davanti a me, alle ore 10 antimeridiane del 28 ottobre 1907".
- Il 28 ottobre! - esclam Hank. - Oggi  il 20, il vapore  partito...
Egli ud la risata dura e trionfante di sir Harry Tanneur, poi le parole:
- L'Ironic non tocca Queenstown.
- No, - disse il duca, - ma il vapore tedesco passer lo stretto di Dover fra due ore.
...
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12.
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Fuori, nel vestibolo, il duca guard l'orologio. Erano le nove e dieci. Alicia, al suo fianco, si teneva tranquilla, ma il suo sguardo non lo lasciava un momento. Egli pure, l'aveva guardata, poi a un tratto, presole il viso fra le mani, l'aveva baciata.
- Meritate il rischio, - le aveva detto soltanto.
La stazione di St. John distava dalla curia dieci minuti di cammino, e i tre, - poich Hank era avanti, la raggiunsero in cinque. Il capo stazione era in quel momento su un binario morto, e Hank gli si accost. Era un uomo di aspetto sorridente e cortese, con occhi chiari e la barbetta grigia.
- Io vorrei che faceste subito partire il Continental Express, - gli disse Hank.
-  un'americanata, vero? - gli sorrise il funzionario. - Voi vorreste che io mettessi in moto l'Express?
Hank accenn di s.
- Non dico che la cosa non si possa fare, - osserv il funzionario, - ma ci dovrebbe essere una ragione assai grave e urgente.
- Questo  il modo di parlare! - disse Hank, con ammirazione. Gli raccont il fatto per intero, e il funzionario acconsent.
- Al primo binario, - disse, - e corse all'apparecchio dei segnali.
Mentre raggiungevano il binario, la luce verde che stava a segnare "strada libera" si cambi in rosso.
- Questo  tutto il denaro che ho, - disse Hank vuotando rapidamente le tasche nelle mani del duca. Telefono subito a Dover per noleggiare un rimorchiatore. Star a voi, dopo, di tentare la sorte e raggiungere il vapore. Se riuscite a far vedere i segnali, vi aspetter. Vi mander denaro per telegrafo, ecco, viene.
Il Continental Express avanzava infatti, lentamente, con riluttanza, fumando, fischiando e sbuffando contro l'inaudita indegnit.
Il duca si lanci sul predellino, il segnale della partenza fu dato...
- Custodite la casa, - grid il duca dal finestrino.
Il treno era sulle mosse, quando un uomo avanz precipitosamente sulla banchina.
- Fermo! - grid Hank.
Bang! Bang! Bang!
Un gruppo di facchini si fece attorno a Bill Slewer che giaceva a terra con una palla nella gamba, imprecando in una lingua esotica.
Il revolver di Bill era caduto sulla rotaia, ma Hank teneva la sua piccola Smith-Wesson in mano, ancora fumante.
- Andate voi, a telefonare, - disse alla fanciulla che guardava la scena col viso sbiancato. - Io star qui a dare le necessarie spiegazioni.
Nel frattempo la luce di coda del Continental Express si perdeva dietro una curva.
...
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PARTE TERZA.
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IL DUCA RITORNA.
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1.
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Sir Harry Tanneur stava con le spalle al caminetto, in una posa di abbattimento profondo.
Una competente e industriosa autorit in araldica, gli aveva comunicato quella mattina una scoperta, che in qualunque altro tempo gli avrebbe riempito il cuore di gioia; vale a dire la relazione della casa Tanneur coi re di Francia, per mezzo dei Teudour e dei Capels.
Ma in quel momento egli traeva poca consolazione dai gigli di Francia e dalla consapevolezza di derivare "dalla sanguinosa mano su fascia di scudo in campo crespo". Il suo pensiero era tutto preso dal contenuto di una lettera arrivata con lo stesso corriere della comunicazione araldica; una lettera breve ed esplicita, che diceva:
Egregio signore,
Vi comunichiamo che il duca di Montvillier  stato riconfermato dal tribunale nel diritto di propriet della Silver Streak Mine. Siamo stati informati che in seguito allo svolgersi dei recenti avvenimenti, non  opportuno ricorrere in appello alla Suprema Corte degli Stati Uniti. Il duca, arrivato inaspettatamente a New York a bordo del Kronprinz Olaf, far immediatamente ritorno in Europa.
In attesa di vostri favoriti ordini
Siamo, ecc. ecc.
Rilesse la lettera, estremamente contrariato, e l'espressione cupa del suo viso, quando alz lo sguardo, era in vivo contrasto coll'espressione raggiante di Hal.
- L'abbiamo in mano, pap, - disse questi ridendo e agitando un foglio di carta. - Ho visto il vecchio Middleton...
- Cosa? Cosa? Cosa? - disse rudemente il cavaliere.
- Il n. 64; tutta la casa, - continu il giovanotto. - Il vecchio Middleton era un po' restio a cederla, perch il duca prometteva di diventare un utile locatario. Gli ho offerto dapprima 800 sterline, ma non volle cederla; gliene offrii 900 e rifiut ancora; infine me la lasci per millecinquecento.
- Bravo, figliolo, - comment il padre, - e divenne pi allegro. - Cos, potremo almeno liberare Kynott Crescent da quel farabutto. Che notizie di Alicia?
- Ho fatto di tutto per mostrarle la sconsideratezza del passo che vuol fare. Potessi avere un'altra conversazione con lei...
- Tatto ci vuole; spero che saprai usare tatto. Il tatto  cosa essenziale, negli affari.
- Vero! - disse Hal compiacentemente. - Ma credo di saperle un po' maneggiare le donne! L'ho presa dal lato pi sensibile, le ho fatto intendere cosa penserebbe il mondo se si sposasse per avere un titolo; e le ho anche dimostrato che i matrimoni misti non riescono mai bene. Le ho detto: "Mia cara Alicia, voi non conoscete assolutamente nulla di questo ragazzo, eccetto quello che vi ha detto egli stesso; potrebbe darsi, fra l'altro, che fosse gi sposato.
- Hai fatto bene, - approv sir Harry.
- Le ho detto: "Voi non sapete neanche se sia realmente duca. Il suo nome  nel De Gotha,  vero, ma chi vi assicura ch'egli sia davvero chi dice di essere?
- Che cosa ha risposto?
Hal si strinse nelle spalle, piuttosto scoraggiato.
- Ha parlato come parlano le donne; mi ha detto di non interessarmi di ci che non mi riguarda; in poche parole, m'ha detto di andare al diavolo.
- Santo cielo! - disse il cavaliere scandalizzato.
- Ecco; - ammise il figlio, - non mi ha proprio detto cos, ma questa  l'impressione che mi ha dato.
Sir Harry fece schioccare le labbra, e disse con amarezza:
- E questa si chiama gratitudine! Dopo tutto quello che ho fatto. - Si ferm un momento per richiamare alla memoria tutto ci che aveva fatto per lei, e non ricordando nulla, toss, si accigli e ripet, con crescente amarezza: - La gratitudine. Bah! - Poi ricadde in un cupo silenzio. Un momento pi tardi tese la mano per prendere la lettera che Hal aveva brandito in atto di trionfo.
- Ma finir, una volta, - disse con calma solenne; - lo faremo sgombrare, questo dannato duca americano; e con lui, il suo amico cow-boy, con armi e bagagli. Smith gli presenter l'avviso di sfratto. Ha pagato la pigione?
- No, - grid Hal con allegrezza. - L'affitto scadeva proprio il giorno in cui  partito per l'America, e il suo amico Hankey  rimasto, apparentemente, per custodire la casa.
Sir Harry accenn.
- Hal, ragazzo mio, - disse abbassando la voce, - quanto denaro liquido credete mi sia costato quest'uomo?
Il tono del padre era cos grave d'importanza, che Hal ne rimase colpito.
- Un milione? - os chiedere.
Sir Harry era contrariato, della contrariet di un cacciatore che vede deprezzata la sua selvaggina da un amico stimatore.
- Non dite sciocchezze. Un milione! Credete che potrei starmene seduto tranquillo e subire cos inerte la perdita di un milione?
Hal avanz un'altra supposizione.
- Un migliaio?
- Sessantamila, - disse il padre in tono enfatico; sessantamila sterline, ossia trecentomila dollari.
Hal fischi.
- Tirate fuori dalle mie tasche, proprio come se quel furfante si fosse introdotto in Hydeholm, e le avesse rubate. - Sir Harry non credeva necessario spiegare che il denaro in questione apparteneva legalmente al duca, e che il suo delitto consisteva appunto nello stabilire il suo diritto legale a tale propriet.
- Credo inutile aggiungere, - disse, - che se Alicia sposa quest'uomo, sar senza la mia approvazione; in tal caso bisogner che pensi seriamente a modificare il mio testamento.
Parl con tanta gravit che Hal chiese:
- Le avete lasciato molto?
Sir Harry toss.
- Non  tanto questione del valore reale, come del pensiero che sta dietro il legato. Mi spiego: non si deve misurare l'affezione dal valore del dono ricevuto, ma dal sentimento che lo ha ispirato. Ho sempre rimpianto, - disse pensosamente, - che l'abitudine di lasciare come legato degli anelli da lutto, sia caduta in disuso. Era un legato economico, ma aveva il suo significato.
Hal sbadigli.
- Che cosa ne  del duca? - chiese.
Sir Harry strinse le labbra.
-  sulla via del ritorno, e domani sar a Liverpool. La prima cosa da fare sar di costringerlo ad andarsene, rendendogli scottante il terreno di Brockley. Ha voluto lottare d'astuzia con me, ha voluto schierarsi con i miei nemici, scoprir infine che non sono individuo da venir disprezzato.
Sir Harry riandava la situazione con tanta compiacenza, che Hal sent svegliarsi la sua ammirazione per il padre.
- Trover che siete un nocciolo duro da rompere, - disse.
Sir Harry sorrise, lusingato dal complimento.
- Se volete sedervi, Hal, vi traccer il mio piano di campagna.
Hal sedette.
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2.
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Il Lewishane and Lee Mail, cui  incorporato il Catford Advertiser,  un giornale locale che merita di esser letto. Ha una colonna intestata "On Dit", e argutamente firmata "Je sais", che  delle pi interessanti. Cercher di riprodurre qualche paragrafo.
ON DIT.
Che la signorina Cecilia Down prese il primo premio all'esposizione di Crisantemi. Congratulazioni vivissime.
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Che vi fu una scena al Consiglio Municipale, quando il consigliere Hogg chiese alcuni particolari sul contratto per lastricare le strade. Perch lavare i propri cenci in pubblico?
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Che allo "Storey" c' un nuovo grande stock di scarpe.
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Che il nostro distinto vicino, il duca di Montvillier, ritorner la settimana ventura dall'America. Che acquisto sarebbe per il Consiglio Municipale!
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Quando, in Consiglio, si prenderanno provvedimenti per l'illuminazione di via Tabor? Allo stato presente la via  un vero obbrobrio per la civilt.
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Confrontate i prezzi dello "Storey" con gli altri prezzi! Scarpe per ragazzi. Vera specialit! Sono indistruttibili!
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Il signor Roderico Nape, lesse alla seduta di sabato scorso della Societ Letteraria di Broadway: "I criminali che ho incontrato", suscitando calorosi applausi.
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James Toms, descritto come un buon operaio, fu accusato del furto di un soprabito di propriet del signor J. B. Sands, di Tressalian Crescent e condannato a tre mesi.
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Scarpine dal ballo da Lst. 2 e 11 pence. Soprascarpe di gomma da Lst. 1 e 11 pente. Lo "Storey"  noto per la modicit dei suoi prezzi e per la sua cortesia.
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Questo che abbiamo dato,  il pi breve estratto, il pi rapido sguardo alla parata del movimento che si svolge sulle scene del suburbio, e lascia adito all'immaginazione. C' l'esaltazione del signor Nape, l'entusiasmo del suo uditorio, la tragedia di James Toms, ecc. E questo  il vantaggio dei giornali locali sui grandi quotidiani: essi intrattengono il pubblico dei lettori sui piccoli avvenimenti della vita d'ogni giorno, d'infinito interesse per chi ha qualche rapporto colle persone di cui si tratta. A parer mio, se si dovesse ricercare in essi un difetto, lo si potrebbe trovare nella eccessiva reticenza riguardo alle notizie personali. Cos, per esempio: "Je sais" riferisce che "sir Harry Tanneur, il nostro probabile futuro membro, ha acquistato una propriet nelle vicinanze", - ma trascura ignobilmente di dire che tale propriet, - il n. 64 di Kymott Crescent,  stata acquistata durante l'assenza del duca, e che in tali circostanze l'agente di Sir Harry aveva mandato a Hank l'avviso di sfratto.
Hank, sulla scala a pioli che aveva preso l'abitudine di salire nell'assenza del duca, aveva trovato una ascoltatrice piena di simpatia nella fanciulla del giardino accanto.
- Mi pare che lo zio si sia condotto male, - aveva detto brevemente Alicia. - Non ho mai sentito nulla di pi scorretto e di cos basso.
Hank era cauto e solenne.
-  cosa molto seria, sfrattare un duca, - disse. - Ho mandato Cole dal libraio a prendere un libro sui diritti feudali, ma non ho trovato nulla riguardante lo sfratto di duchi o duchesse, sebbene lo abbia letto da capo a fondo.
Alicia cambi soggetto con incoerente rapidit.
- Che cosa farete?
- Fare? Ma io credo che resteremo qui.
- Ma mio zio vi mander una citazione per mezzo del tribunale.
- Non  ancora venuta. - Hank scosse il capo con convinzione. - Penso che ci vorrebbe un ingranaggio ben complicato, per riuscire a mandar via il duca. E poi, francamente, non credo che sia facile rimuoverlo quando si  piantato. Si dovrebbe piuttosto avvertire il nuovo padrone di casa; bisognerebbe informarlo di ci. Il suo modo d'agire non  bello, e non conosce il duca.
Un pensiero gli balen alla mente.
- Lo avvertir io, - disse, e si rallegr nell'attesa del conflitto.
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3.
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- Vi pare, Hal?
Il cavaliere e suo figlio tenevano la quarta conferenza sul solito argomento, e Sir Harry aveva portato a termine il suo piano trionfalmente, quando fu annunciato Hank.
- Si arrendono senza colpo ferire, - mormor sir Harry. - Fate entrare il signore, Guglielmo.
Hank entr nella biblioteca, e trov i due signori gravemente occupati ad esaminare uno stemma dipinto a colori smaglianti.
Sir Harry alz lo sguardo, e con un debole sorriso gli offr la mano.
- Non volete sedere? - disse cortesemente. - Vi chiediamo qualche minuto di tempo, per una occupazione poco familiare a un americano.  sorta una discussione, per stabilire se i Tanneur del quattordicesimo secolo discendano da un ramo cadetto degli Howards. Ma l'araldica sicuramente non vi interessa, signor Hankey.
Il viso di Hank era impassibile.
- No, signore, - rispose con calma. - Io conoscevo un individuo, qui a Montana, un uomo grasso e piccolo che si chiamava Sauk, e aveva messo insieme un discreto gruzzolo a forza di diligenza e di risparmio. Mi ricordo che quando giocava a poker non puntava mai meno di due dollari per volta. Fin col trovare la fortuna sotto al cappello, fu preso da una fantasia, e pag 5000 dollari a un uomo, gi a New York, perch gli procurasse una serie di antenati. Lo specialista in araldica era gi arrivato a Guglielmo il Conquistatore, e sarebbe facilmente arrivato sino a No, se la sorte avesse continuato a favorirlo. Sauk gioc col piccolo S. Morris, e lo spogli; ma dopo poco S. Morris prese la sua rivincita e spogli Sauk e cos fu liquidato l'affare.
Sir Harry si accigli.
- Desiderate vedermi per qualche cosa? - chiese freddamente.
- Per quell'avviso di licenziamento. Quale  la ragione?
- Questa  una cosa che non posso discutere, - disse in tono glaciale il cavaliere. Egli aveva una maniera ammirevole di trattare questo genere di controversie, un metodo che, usato alla Camera di Consiglio, quando un azionista avanzava qualche domanda, riusciva generalmente a renderlo muto.
- Evidentemente, - osserv Hank, - io non posso sapere che cosa dir il duca; tuttavia lo immagino.
- Le considerazioni del duca non possono cambiare i miei piani.
- Io credo per, - disse Hank soprappensiero, - che non si curer molto della vostra intimazione.
- Come! - disse sir Harry. - Non curarsi del mio licenziamento? Ma, in nome del cielo, non sapete che in questo paese esistono delle leggi?
- S, so che si parla di questo, - disse l'americano prudentemente, - ma penso che un piccolo affare del genere non potr commuoverlo. Vedete, lui  un duca.
La voce di Hank, piena di rispettoso timore, impression anche sir Harry.
- Duca! duca! - scoppi a dire sir Harry. - Che storie! Che sciocchezze! Duca? Ebbene, noi, qui, non dividiamo la vostra adorazione per i titoli, sapete. Che cos' un titolo? Una semplice aggiunta al nome, una inutile appendice, un...
Poi ricord.
- Naturalmente, - specific, - vi sono dei titoli, s, ai quali  dovuto il rispetto, titoli s, concessi da un paese riconoscente, ai suoi... um, uomini pubblici, filantropici ecc., a cittadini che si sono distinti con... gi, promovendo qualche movimento nazionale...
- Come il Giubileo degli Istituti di Beneficenza, -disse Hank approvando.
Sir Harry si fece rosso in viso.
- Precisamente, - consent un po' imbarazzato. - Io... gi... ho avuto questo segno di favore dal sovrano; ma quanto al duca, bene, il duca, sapete... insomma, io non credo alla ereditariet dei titoli. La nostra famiglia non l'ha mai ammessa, mai desiderata; non ha mai proclamato nessun rapporto...
- Col ramo cadetto degli Howards, - mormor Hank.
- Questo  differente, - mormor sir Harry; - noi non abbiamo antenati di recente data; voglio dire, non facciamo..., il fatto ..., - arross di collera e disse infine, furioso: - dovete andarvene dal 64, vi piaccia o non vi piaccia.
Hal era stato ad ascoltare attento; ora, con qualche imprudenza, cominci:
- Il fatto , amico, mio...
Hank si volt a guardarlo, con aria di solenne gravit.
- Dico, - esclam offeso, - non  necessario che v'intromettiate anche voi. Dal canto mio non mi preoccupo affatto se sir Harry ricorre alla legge o alla forza pubblica.
La risposta di Hal fu troncata dall'arrivo del servo, che portava un telegramma.
Senza chieder scusa al visitatore, sir Harry lo aperse e lo scorse; poi lo pass a Hal, che lesse forte:
A Tanneur, Hydeholm.
"Ricevo ora notizia sfratto. Documento molto interessante, incornicerollo".
"DE MONTVILLIER".
- Il duca arriver a casa, - comment Hank. La sua fronte si aggrott sotto l'eccessivo sforzo del pensiero: - Avr ordinato una quantit sufficiente di affettato?
...
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4.
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- Vi ho pregato di venirmi a trovare, signor Nape, perch sento che vi devo delle scuse.
Il dtective fece un freddo inchino. Egli pensava che in tali circostanze il duca avrebbe potuto benissimo andare da lui, ma non trov una bella frase per esprimere il suo pensiero.
- Ci siamo sbagliati, - disse il duca generosamente; - io, per esempio, non vi ho apprezzato giustamente.
Il signor Nape fece un altro cenno compassato.
- Io credevo, vedete, che i vostri metodi non fossero convenzionali; non conoscevo ancora il nuovo tipo di dtective, perch sono stato allevato alla vecchia scuola, dove l'uomo che assassina il banchiere non  mai il ladro che ruba la cassaforte, ma il buon pastore che raccoglie sottoscrizioni per i missionari, e il furfante che ruba i gioielli della corona non  il soldato di fortuna senza un soldo, ma l'erede presuntivo.
Il signor Nape prestava una rigida attenzione, restando in attesa. Si compiaceva di leggere i segni evidenti di un grande rimorso sul viso bruno del giovane duca, di notare i suoi occhi cerchiati da ombre profonde, e, - cosa non ancora notata, - qualche capello d'argento sulle sue tempie. Il signor Nape trasse le sue conclusioni.
- Ora invece, - continu il duca con un gesto della mano, e in tono di chi riconosce il proprio errore, - capisco che il vecchio metodo  oscuro, e che gi dal principio, la figura del reo  manifesta.
-  manifesta a chi impiega il processo di eliminazione, - corresse il signor Nape, severamente.
- Esattamente, - consent il duca; - ora capisco che se sorprendete un uomo con la mano nella vostra tasca, eliminate tutti quelli la cui mano non  nella vostra tasca e con questo procedimento arrivate al colpevole.
Il signor Nape lo guard con aria un po' dubbiosa.
- La mia fiducia nella vostra abilit  stabilita, - prosegu il duca, - e desidererei che accettaste un incarico.
Il signor Nape lo guard con freddo sospetto.
- Non , per caso, qualche cosa che ha attinenza ai campanelli elettrici?
- No, affatto.
- O a scavar buche in giardino?
Il duca gli lanci uno sguardo di rimprovero.
- Quanto al disgraziato incidente, non avete che da biasimare voi stesso; ma per quanto riguarda la perfezione del vostro travestimento...
- Che voi avete scoperto... - disse Nape cupamente.
- Vi confesso, - disse il duca in tutta franchezza, - che ho scoperto che le fedine, o i baffi, non ricordo pi, erano falsi, e allora ho chiesto a Hank: chi pu mai essere? Hank non riusciva a indovinare. Infine mi disse:  un dtective. Ma quale? Li passammo in rassegna tutti, finch Hank, non potete immaginare che diabolica penetrazione ha quell'uomo, disse: Per Giove! Dev'essere Jack o, pardon, voglio dire Nape.
Il signor Nape assunse un atteggiamento d'importanza.
- E l'incarico che mi volete dare? - chiese.
- Devo farvi delle confidenze: mi trovo in un difficile imbroglio perch sono incorso nell'inimicizia di un uomo grande e potente, che ha invocato tutto il meccanismo della legge minacciandomi dei suoi strumenti. Infatti, - disse in uno scoppio di candore, - mi vuol fare un sequestro.
Il signor Nape che aveva la visione di qualche cosa di un po' pi eroico disse soltanto: - Oh!
- Non solo questo, - continu il duca, - ma, assai poco scrupolosamente... aggiungete le espressioni che mi sfuggono, ha chiamato in suo aiuto la stampa. - Il duca prese sul tavolo un ritaglio di giornali e glielo porse: - leggete.
Il signor Nape obbed.
- Vedete, l'intestazione. "Il Duca nel sobborgo" vuol significare me, - disse il duca con compiacenza. - Leggete pure.
E Roderico lesse:
"I titoli, dice Voltaire, non hanno alcun valore per la posterit. Il nome di un uomo che ha compiuto azioni grandi impone pi rispetto di qualsiasi titolo".
- L'ha tolto da qualche citazione familiare, - spieg il duca con ammirazione. - Andate avanti.
"Pare che il carattere inglese, sempre risoluto e sicuro di s, sia in imminente pericolo di indebolimento". "Il culto dei titoli  indegno di un grande popolo... ed  specialmente stolto, quando il semi-dio che lo porta  un oscuro straniero, la cui principale caratteristica  una straordinaria sicurezza di s, e un assoluto disprezzo per tutte le convenienze e le cortesie dei rapporti sociali".
- Non so rendermi conto di quest'ultimo pezzo, -disse il duca; -  probabilmente messo l per arrotondare la frase. Continuate signor Nape.
"Col pi vivo desiderio di mantenere intatti i rapporti esistenti al presente fra noi e i nostri vicini gallici, mancheremmo al nostro dovere se non indicassimo agli ospiti stranieri, nei termini pi recisi, la necessit di una stretta osservanza della legge del nostro paese".
- Questo  piuttosto involuto, - comment il duca, - ad ogni modo raccolgo il senso della critica.
Il signor Nape prosegu nella sua lettura.
"Le leggi inglesi sono giuste e imparziali, e fanno l'ammirazione di tutto il mondo civile. Il fu barone Follock, in una importante circostanza..."
- Saltate questo pezzo, - disse il duca.
"Le leggi che riguardano la propriet non sono meno oculatamente compilate. Un commento assai stimato di lord Coleridge..."
- Saltate anche questo, - disse il duca.
- Riprendete dove parla degli stranieri senza legge.
"Pi difficile di ogni cosa,  la posizione dei padroni di casa che devono trattare con lo straniero, perch, ignorante della legge, crede di poterla sfidare, e oppone la sua debole forza alla maest della legge e de' suoi accreditati istrumenti".
Hank che aveva ascoltato in silenzio, dimenandosi nelle profondit della comoda poltrona, tolse il sigaro di bocca e fece una domanda:
-  una minaccia di sfratto o un avviso di licenziamento?
- Io penso sia un affare dell'ufficiale giudiziario, - disse il duca con rispetto e timore.
"Noi vorremmo ricordare a coloro cui sono indirizzati questi avvertimenti, - animati dallo spirito pi amichevole, - che c' un potere dietro la legge. La maest del nostro prestigio  sostenuta dal potere della forza armata".
- Questa  la milizia, - disse il duca, - il capitano Hal Tanneur del North Kent Fencilles! - Hank, ci siamo eretti contro la milizia; siamo un problema internazionale! Avete sentito l'accenno alle relazioni amichevoli? Noi rappresentiamo un punto nero nell'Entente Cordiale".
- E un possibile casus bellis, - mormor Hank.
- E un casus bellis, - ripet il duca soprappensiero.
Vi fu una pausa. Il signor Nape si mise a piegare accuratamente il foglio e lo ripose sul tavolo; poi, sempre in una atmosfera d'attesa, si lasci cadere nella poltrona, e congiunte le estremit delle dita, si mise a considerare il soffitto.
- Bene? - chiese il duca.
Il signor Nape sorrise.
La soluzione del problema era semplice.
- Desiderate che trovi chi ha scritto l'articolo? - disse Roderico languidamente. - Non sar cosa difficile, per quanto vi sieno alcuni dati piuttosto imbarazzanti. Il riferimento al barone Pollock e al lord capo della Giustizia mi mostra che chi ha scritto  un uomo di legge, il...
- Oh! Ma so gi chi ha scritto l'articolo, - disse il duca allegramente; e il signor Nape, rimase sconcertato e annoiato. Poi fu preso da una subita idea che lo rasseren.
- Vedo, - disse, - che desiderate conoscere le circostanze che dettarono questo scritto. Voi avete un nemico segreto, che...
- Al contrario, - disse il duca, - io conosco tutte le circostanze, il nome, l'indirizzo e le fantasie del mio nemico.
L'esasperazione del signor Nape, in questo caso, era comprensibile.
- Posso chiedere, allora, perch mi avete invitato a venire? - chiese freddamente.
- Ma tutto questo, vi sembra bello? - Il duca si appell al suo amico, e questi scosse il capo. - Mi pare vi sia materia a discussione.
Si volt al giovanotto.
- Signor Nape, - disse solennemente, - abbiamo bisogno di un editore per il Brockley Aristocrat.
Il signor Nape vide finalmente chiaro.
- Naturalmente, conosco il giornale, - disse. C'erano poche cose che il signor Nape non conoscesse! - L'ho visto soltanto una volta... o due, - corresse rapidamente.
- Non esiste ancora, - disse sua serena grazia; -  un giornale che Hank e io vogliamo pubblicare, e ci occorre un editore.
- Capisco, - disse il signor Nape, industriandosi a soffiarsi il naso, per nascondere la sua confusione.
- Ci occorre un editore di carattere indipendente e senza paura, che faccia quello che gli si dice di fare, senza domande.
- Vedo, vedo, - approv il dtective.
- Un uomo di giudizio, di acuto discernimento, e che possieda inoltre una conoscenza degli uomini e delle cose.
Il signor Nape accenn gravemente.
- Qualcuno sul quale si possa calcolare, per effettuare una buona politica, e che non cerchi di fare qualche colpo di testa per suo conto, - questo  il lavoro; - volete incaricarvene?
- Ho una certa esperienza, - cominci il signor Nape, ma il duca lo interruppe.
- Scusate, non  l'esperienza che si richiede; un editore d'esperienza si rifiuterebbe di fare quello che noi pretendiamo dal nostro editore. Noi vogliamo ch'egli si lanci... dove il Times temerebbe d'avanzare.
Il signor Nape ebbe la vaga idea che la piega che il duca dava a questo affare fosse pi complessa di quanto avrebbe potuto essere.
- Ho l'impressione, - osserv il duca, - d'avere scoperto nel signor Nape un Delane locale.
Egli parlava rivolto ad Hank, come dimentico della presenza del nuovo editore, ma il signor Nape, invece di risentirsene, quasi se ne rallegr.
- O un Orace Greely, - disse il patriota americano.
Il duca assent gravemente.
- Vi sono alcune condizioni, - disse il duca, - che si devono stabilire chiaramente; si deve seguire una politica determinata, e...
- Io sono conservatore, - disse il signor Nape; - e stette ad osservare l'effetto che produceva la sua dichiarazione. Non udendo lo scoppio di un entusiasmo frenetico ripieg le armi, e con fare indifferente: - per, sono suscettibile di nuove convinzioni.
Il duca lo approv.
- Noi desideriamo soltanto che seguiate le tradizioni del giornalismo corrente; - disse, - e non dubitiamo della vostra riuscita; mi seguite?
- S, - disse il signor Nape, che effettivamente non aveva la minima idea di ci che volesse significare.
- Voi dovete agire con circospezione, per non offendere le nazioni amiche. Io vi fornir settimanalmente una lista gi riveduta, e, badate, dovrete procedere quasi sorvolando nei riguardi del Consiglio Municipale. Potrete, tratto tratto, dare qualche stoccata al governo, ma qualunque cosa facciate, ricordatevi che non dovete irritare quelli che eventualmente si valessero del nostro giornale per fare della pubblicit. Tenete un occhio sui Balcani, seguite l'esposizione del programma tedesco sulle costruzioni navali, e non trascurate le sessioni trimestrali di Londra.
- E sir Harry Tanneur, - aggiunse Hank.
- Sir Harry Tanneur? - Il signor Nape era sorpreso.
- Lo conoscete?
Il dtective si fece istantaneamente misterioso.
-  stato mio cliente, - disse; - poi si rammaric per aver troncato bruscamente la possibilit di ulteriori investigazioni, perch avrebbe desiderato spiegare la lettura di quel brano di giornale al concerto.
Ma il duca non s'interessava pi all'argomento. Si alz e gli tese la mano.
- Potete venire a vedermi domani? - chiese. - Mi occuper intanto di trovare un ufficio adatto, e il tipografo.
Il signor Nape s'inchin.
- Intanto potete pensare a qualche intestazione d'articolo sensazionale.
- Ne ho gi in mente una: "Noblesse oblige".
- Titolo eccellente, - disse il duca con ammirazione. - Lo scriver io stesso.
Il signor Nape and a casa, assorto in profondi pensieri.
La piccola domestica gli fece il suo rapporto nel momento stesso in cui gli apriva la porta.
- Ho finito ora di riordinare il laboratorio: le macchie di sangue erano state fatte dal beccaio. Il lattoniere ha fissato il microscopio.
Il signor Nape la guard trasognato.
- Rimovete i resti, - disse. Emma impallid.
- Prego, signore?
- I resti! - grid Roderico con impazienza, battendo i piedi. - Microscopio, macchie di sangue e capelli. Portate via tutto.
Poi un pensiero lo colp.
- Correte dal libraio e comprate il libro: Come correggere le bozze di stampa. Costa 60 centesimi.
- Ve lo devo portare nel laboratorio?
Roderico la guard con occhio grave.
- Sanctum! - tuon; - non c' pi laboratorio, sanctum sanctorum. Emma, vi hanno insegnato il latino, a scuola?
- No, signore, - confess, -  una cosa che ha a che fare con la bussola e i compassi, vero?
Il signor Nape scosse le spalle e si avvi lentamente verso la serra.
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5.
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Come osservatore imparziale della lotta destinata a scuotere Brockley nelle sue pi profonde radici, a condurre i cittadini ad assalirsi l'un l'altro alla gola, a dividere le famiglie, a pregiudicare l'avvenire della razza spezzando dei fidanzamenti, - come osservatore imparziale, ripeto, del tentativo di sir Harry, "di purificare Brockley dalla occupazione straniera", - io cito il Lewisham and Lee Mail, - confesso che la mia preferenza va verso il partito del duca.
Questo L. and L. M. parlava forte. E non appariva affatto straordinario, quando si pensi che sir Harry, lo stesso giorno dell'arrivo del duca, aveva acquistato il giornale per una somma considerevole, allo scopo di sostenere la sua candidatura, e per altri scopi ancora.
Per due settimane il vantaggio fu tutto del cavaliere. Le sue filippiche tuonavano dalla stampa comperata, e i suoi articoli sfregiavano anche la faccia della natura.
Poi venne la volta del duca. Sir Harry, un giorno, traversando la strada principale di Lewisham, vide un cartellone che portava scritto:
THE BROCKLEY ARISTOCRAT
N. 1 - Uscir sabato Dieci centesimi.
Vicende di un Tanner(3)
del
Duca di Montvillier
Sir Harry divenne apoplettico.
- Il ruffiano! - mormor; - il volgare ruffiano! - E infuriato and subito a Kymott Crescent. Ferm l'automobile al 64, balz a terra fremente di rabbia, e suon con violenza il campanello.
- Dov' il duca? - chiese senza preamboli, al servo.
Questi lo introdusse silenziosamente, ed egli cadde sul consiglio dei tre. Il duca, Hank e il signor Nape sedevano al tavolo cosparso dei carte, e sua grazia salut il cavaliere con un sorriso.
- Vediamo, signore, - tuon sir Harry, - questo dannato gioco deve finire! Ve ne dovete andare dalla mia casa al pi presto, o vi far citare. Io...
Il duca alz la mano.
- Sir Harry, - disse serenamente, - parlando da aristocratico ad aristocratico, lasciate che vi ricordi le restrizioni imposte dalla nascita. Mal si addice a uomini delle nostre antiche stirpi...
- Che il diavolo vi porti, sir. Io non voglio che vi prendiate gioco di me. Parlo seriamente... c' una legge, in questo paese...
- C' una legge anche in America, - disse il duca con calma; - credo ve ne sia pure una in Cina.  uno degli svantaggi del secolo, che non vi sia un punto sulla terra, libero da leggi.
- Non illudetevi di blandirmi con le vostre chiacchiere, - scoppi a dire il cavaliere; - vi conosco; mi sono imbattuto altre volte in uomini vostri pari.
- Non vi vantate, - lo preg il duca.
- Riuscir a liberarmi di voi, sapete; oh, se ci riuscir. Quanto ad Alicia, le ho proibito di avere qualsiasi rapporto con voi.
Il duca rimase silenzioso, guardandolo piuttosto curiosamente, e il cavaliere, interpretando male il suo silenzio, torn a insistere sull'argomento.
- Vi prego di non dimenticare che  la mia pupilla.
- Signor Nape.
Il duca si era rivolto all'editore. - Vorreste avere la cortesia di ritornare pi tardi? Quello che devo dire a sir Harry non  cosa che possa udire un giovane editore pubblicista.
Parl con gravit, e il signor Nape usc a malincuore.
- Ora che questo ragazzo se n' andato, - disse il duca, - permettete che vi dica due parole? Vi confesso che provo una particolare compiacenza nell'udirvi parlare. Sir Harry, preferirei lasciaste la signorina Terrill fuori dalla nostra conversazione.
- Cos vorreste, eh? - lo derise il signore di Hideholm.
- S, preferirei, se non avete obiezioni, - disse il duca cortesemente. - Vedete, sir Harry, io conosco esattamente quali sono stati i vostri rapporti col padre della mia fidanzata, e so che lo attiraste col suo capitale nelle vostre sbagliate speculazioni, trascinandolo alla rovina.
-  una menzogna, una terribile menzogna - disse il cavaliere impallidendo di rabbia. A rendergli giustizia, egli pensava sinceramente a quanto diceva. Il duca, con diplomazia, non fece altri commenti.
- Per trattare di argomenti pi vicini, prosegu il duca, - io so che cospirate con certi loschi individui per derubare un giovane e degno gentiluomo, ne testimonio io, di una sua miniera d'argento.
- Questa  un'altra menzogna, perdinci, signor duca! Se osaste stampare un'accusa simile...
- Pensavo di farlo, - disse con prudenza il duca, - e devo confessare che contavo di usare di questo materiale come di un soggetto per un poema umoristico; ma se voi preferite...
Sir Harry Tanneur fece un terribile sforzo su se stesso per dominarsi e riacquistare la dignit del contegno.
- Se non mi considerate un gentiluomo, - disse, -  inutile continuare la conversazione. Oggi proceder agli atti.
- Da quanto conosco di voi, - ribatt il duca, - dovrei immaginare che considerate ogni cosa che accade come una menzogna.
Il servo attendeva presso la porta.
- Che bella casa! - disse sir Harry minacciosamente.
Il servo s'inchin.
...
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...
6.
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Come descrivere l'incontro fra Alicia e il duca? Deve l'autore raffigurarla col viso in fiamme e le mani strette convulsamente al cuore, o impallidita al suono del passo familiare, correre incontro all'amato e abbandonarglisi sul petto singhiozzando? Io non sono chiamato a creare; la mia non  una fantasia di romanziere, ma una semplice narrazione dal vero. Alicia arross nel vedere il duca, ma gli offr la mano in maniera affatto convenzionale, e quando la porta fu chiusa dietro al servo, egli la prese fra le braccia e la baci. Non so quante volte, perch non ero presente, ma oso credere, non meno di sei.
- Siete ritornato, finalmente! - ella gli sorrise.
Il duca teneva la mano della ragazza fra le sue.
- Avevo tanta paura! - ella disse. - Temevo che quell'orribile individuo che era scomparso da qui, vi avesse seguito, e...
Tiriamo un velo sull'istante felice dell'incontro, perch troppo sacro e troppo difficile da riprodurre.
...
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...
7.
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...
Sir Harry adun un consiglio di guerra. Ne facevano parte il suo incaricato d'affari, Smith, e l'editore del Lewisham and Lee Mail.
Il signor R. B. Rake (membro dell'Istituto dei giornalisti, come attestava il suo biglietto di visita), era ed  uno dei personaggi pi importanti di Catford, - letterato, filatelico, vegetariano, con dei punti di vista assai avanzati. Lo si pu descrivere in una sola parola: - terribile! Aveva una voce tonante e uno stile tonante, e citava i classici a dritto e a rovescio. Conosceva il latino, o almeno parl di sir Harry come di un d????????, e del duca come di un eto??o?. Ho i miei dubbi circa quest'ultima citazione, e ho pi di un sospetto che il signor Rake, riferendosi a sua grazia, interpretasse erroneamente la frase di "straniero privilegiato".
Il signor Smith, il cui ufficio era di interessarsi della riscossione degli affitti del cavaliere, era un signore piccolo  complimentoso, con una conoscenza erronea della legge relativa alla propriet.
- Ora, signori; - disse brevemente sir Harry, - dobbiamo prendere qualche provvedimento riguardo al duca.
-  giusto. Il suo contegno non ha riscontro negli annali della nostra storia, - osserv Rake.
- Un momento, Rake, - lo interruppe il cavaliere, - lasciatemi parlare. Io desidero dimostrarvi perch considero assolutamente necessario che il duca lasci Brockley. Avete parlato, Smith?
Il signor Smith aveva parlato; egli aveva una importante comunicazione da fare, e pensava che il momento opportuno fosse giunto. Disgraziatamente il suo esordio non fu felice.
- Io parlo con conoscenza di causa, - cominci, - e dico che se un uomo agisce contro la legge,  finito; non si possono prendere delle libert con la legge, perch duchi o non duchi, coloro che abusano della legge vengono colpiti.
- Abbiate la cortesia di non fare commenti, prima che io abbia finito le mie osservazioni, - disse con asprezza sir Harry; - io conosco tutto quello che  necessario conoscere riguardante la mia posizione legale, e non vi ho chiesto di discutere un aspetto della situazione sopra cui sono gi stato informato.
-  vero, - comment il signor R. B. Rake in tono di grande sorpresa, come se l'osservazione di sir Harry avesse portato la luce di una rivelazione.
- Siccome so che non posso sfrattare questo individuo senza complicati procedimenti legali, ho pensato che col nostro buon amico Rake avremmo potuto costringerlo in qualche modo ad abbandonare il distretto; ora egli ci affronta su un altro terreno, perch sta per far uscire un giornale.
- Gli d un mese di vita, - disse Rake con convinzione. - Ho visto crescere questi funghi; abbiamo avuto il Blackheath Eagle, diretto da un tale chiamato Titty, che fece due sole edizioni, abbiamo avuto il Brockley Buzzard, che usc una volta sola, e il Catford and Eltham Indicator, che non riusc a vedere la luce.
Egli sorrise di un sorriso stanco.
- Potete essere sicuri che questo giornale durer quanto vorr il duca, - disse sir Harry; - ma questa  un'altra questione. Voi conoscete la situazione esatta; siete uomini d'affari addentro al complesso svolgimento della vita suburbana; io vi chiedo: come devo fare per liberare Brockley da questo individuo?
Il signor R. B. Rake strinse le labbra pensierosamente.
- Io penso che un capo del partito liberale che rappresentasse il duca come un oppressore del popolo...
- Non va; il duca ha sottoscritto al circolo del foot-ball.
- Cosa ne dite di una intervista immaginaria? Una conversazione col D.... di M...r? - sugger Rake.
- O una piccola parodia su Giulio Cesare, satiricamente rammentando al popolo la sua ingratitudine? Cos per esempio:
"Voi duri cuori, voi crudeli uomini di Lee,
Non conoscete dunque Tanneur? Eppure molte volte
Avete scalato mura e fortezze
Occupato torri, comignoli e finestre
Per veder passare il grande Tanneur"...
- Sciocchezze, - disse sir Harry con collera. - Nessuno si  mai arrampicato su una colonna per vedermi passare, e nessuno mi conosce, a Lewisham.
Il signor Rake protest.
- Nessuno mi conosce, ve lo dico io. Ho tenuto un meeting sul Libero Commercio e questa sorte di cose, a Lewisham, ma non ho visto una sola persona che mi conoscesse, eccezione fatta per la mia disgraziata sorella e la sua noiosa figlia; e che diamine dice, Shakespeare attorno ai Tanneur?
- Una perdonabile sostituzione, - mormor Rake. Poi forte: - Veramente, nel testo c' Pompeo. Osservate come si adatta al duca?
"E ora spargete fiori sulla sua (quella del duca) via?
Chi avanza in trionfo sul sangue di Pompeo?" (questi siete voi).
- Io non voglio essere citato come Pompeo, - disse sir Harry lentamente e risolutamente, battendo un dito sul tavolo ad ogni parola. - Non voglio dare a quell'animale l'opportunit di un soprannome che possa poi appendermi al collo.
- Andiamo Rake, - disse Hal con impazienza, - come potete credere di allontanare il duca coi vostri scritti, qualunque cosa diciate? Quello che  certo,  che se scrivesse lui, riuscirebbe a mettere in gioco la vostra pace. Non c' niente di eccessivo nella figura del duca che viene a calpestare il sangue di mio padre; ed  appunto per questo che sarebbe assolutamente senza tatto citarla.
Il signor Rake lo guard sfavorevolmente.
- Signor Hal, - disse, nella sua maniera pi professionale; - dovete concedere a un giornalista e a un gentiluomo...
- Giornalista mia nonna, - disse Hal poco rispettosamente; - questo  un consiglio di guerra; non solleviamo delle questioni e dei dibattiti; dobbiamo soltanto pensare a costringere il duca a far le valigie, non importa con che mezzo. Pap non vuole che rimanga qui, e neppure io lo desidero; ha avuto il sopravvento su di me, e ha probabilmente sciupato tutta la mia vita... - disse rapidamente. - Ora, mentre voi due stavate discorrendo, ho pensato una dozzina di piani. Possiamo togliergli l'acqua.
- La legge, - disse il signor Smith animandosi nel vedere la discussione entrare nel suo campo; - la legge non permette di toglierla che in caso di mancato pagamento della tassa di consumo relativa.
- O il gas, - disse Hal imponendo silenzio a Smith con un gesto.
Ora, finalmente, si presentava la grande opportunit di Smith.
- Si deve considerare la questione dell'affitto, - disse seriamente, e lasciando ogni preambolo; - perch il duca non ha pagato l'affitto e non lo vuol pagare, e quello che  pi, vuole avere un abboccamento con voi (secondo quello che dice l'americano che  con lui), al... non ricordo pi il posto, prima di pagarvi.
Sir Harry era muto di sorpresa.
- Ecco la lettera del duca, - disse Smith pieno d'importanza. - E lesse:
Egregio signore,
"Al mio ritorno dall'America ho trovato un avviso di licenziamento nell'interesse del vostro principale. Siccome il mio contratto d'affitto  ben definito, io considero l'invio di tale avviso come una rottura di contratto e devo rispettosamente declinare di pagare ogni ulteriore somma di denaro, finch la mia posizione, riguardo ai miei diritti, non sar determinata.
Vostro devotissimo
"DE MONTVILLIER".
-  oltraggioso! - dichiar il cavaliere.
- Mostruoso, - fece eco il fedele Rake.
- Che faccia tosta! - disse Hal.
Il signor Smith agit in aria il suo grosso indice.
La legge dice che la questione del contratto di affitto  fra sir Harry e il locatario. Nessun locatario ha il diritto di prendere la legge nelle sue mani. Se vi  rottura di contratto, il locatario pu portare azione davanti alla legge; se non paga l'affitto...
- Smith, - disse sir Harry energicamente, - noi vogliamo umiliare questo individuo; vogliamo mostrare a questi pazzi di Brockley, i quali non hanno un concetto della vera nobilt, come va trattato questo imbroglione.
- Pap, - disse Hal eccitandosi a un tratto; - perch non mostreremmo loro l'articolo genuino?
- In che modo?
- Che cosa ne direste di Tuppy? Ha delle obbligazioni verso di voi; perch non lo fareste venir gi? Avete acquistato una casa vuota, perdinci; il 62, vicina a quella del duca; l'inquilino  partito ieri, e voi potreste...
- Un'idea eccellente, Hal, un'idea superba, - disse sir Harry.
...
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...
8.
...
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...
Non  eccessivo affermare che tutti conoscevano Tuppy.
L'ispettore della stazione di via Vine lo conosceva; Isacco Monstein (che commerciava sotto l'insegna "Grahame e Ferguson", finanzieri), lo conosceva; i commercianti di ogni classe lo conoscevano, e non c'era agenzia esattrice di crediti, da Stubb alla "Tradesmen's Protection Association", che non conoscesse il suo nome e il suo stile epistolare. Il portiere della camera dei Lords lo conosceva, e lo accoglieva sempre con un cenno di saluto, in cui il rimprovero e la deferenza si mescolavano simpaticamente.
Perch Tuppy  Giorgio Calander Tupping, nono barone Tupping di Clarilaw, nella contea di Wigsmont; giovane biondo, dagli occhi azzurri, che impersona i vizi ereditari, perch porta il monocolo come lo portava suo padre prima di lui. Il suo atteggiamento di fronte alla vita  quello di una perpetua sorpresa, e gli valse a Eton il soprannome di Daino Spaventato. Soprannome troppo lungo, evidentemente, tanto che fu tralasciato per il diminutivo "Tuppy".
La storia di Tuppy occuperebbe un volume intero. Cominci la vita pubblica sui giornali illustrati, come "Giovane erede a un titolo di pari: Baby Onorevole nella sua carrozzella", e sal poi in fama rapidamente. A 21 anni fu investito del titolo; a 22 pubblicava un giornale; a 24 si produsse nel mondo delle scene con una commedia in quattro atti "The Whirling Globe of Time", scritta da lui, e recitata da lui solo dopo la prima sera; a 25 and in America, in cerca di una moglie ricca. Ma non si pu calcolare sulle sorprese di una simile ricerca; e fatto il viaggio, cadde pazzamente innamorato di Miss Gora Delean, la famosa donna forte, e peso leggero. E la spos a New York.
Tre giorni dopo il matrimonio, essa lo gett fuori; questa  la pura verit, e io ho troppo rispetto per Tuppy, per ridere delle sue disgrazie. Essa lo gett dalla terrazza dell'albergo dove alloggiavano, e il povero Tuppy fu portato all'ospedale. Per rendere giustizia alla signora, si deve dire che si rec ogni giorno a chiedere notizie del malato, lasciando per lui un mazzo di violette, e gli scrisse una lacrimosa lettera chiedendogli perdono, e invocando la sua pratica d'uomo di mondo, per comprendere che una donna un poco brilla non  responsabile delle sue azioni. Provvidenzialmente per Tuppy, il primo marito della signora inizi in quel tempo processo per divorzio, invocando l'incompatibilit di carattere; e Tuppy, leggendo sui giornali il resoconto, con l'unico occhio sano, fu fervidamente grato che il caso non fosse avvenuto prima del suo matrimonio. Ritorn in Inghilterra, convinto misogeno, e leggermente zoppicante.
Fra le sue altre avventure vanno citate quella del Sea Gold Syndacate, la pi nota; il suo tentativo di far saltare il banco a Monte Carlo, e le sue avventure come corrispondente nei Balcani; ma queste sono troppo recenti per aver bisogno di venir ricordate. Riassumendo le gesta del suo passato, si pu dire che promette un grande futuro.
Parlando della sua vita, Tuppy avrebbe detto a un amico, con un tremolio di lacrime nella voce: - Vecchio mio, non ho mai avuto fortuna; sono stato messo in sella dal mio rango e imbrigliato dalle circostanze; non sono che un vivente punto interrogativo, di fronte alla saggezza della provvidenza.
Nessuno creda pazzo Tuppy; era un poeta. La sua commedia era in versi oscuri; non accusava il destino, ma da vero filosofo scherniva le convenzionalit della vita. Non aveva mai pagato un conto, perch non aveva denaro per farlo, ma, se avesse avuto i mezzi avrebbe regolato ogni cosa, perch per natura era onesto. Se poi gli si fosse fatto osservare che nelle sue condizioni era male assumere degli impegni, avrebbe risposto: - amico mio, parlate proprio come un pazzo; dovrei rinunciare a quel po' di fede che ancora mi resta nella natura umana, e nel misterioso lavorio della provvidenza? Devo forse, in causa delle mie temporanee condizioni, rifiutarmi di riconoscere le illimitate possibilit del futuro? Ho tre cugini che nuotano nell'oro, e uno di essi  rovinato dall'asma, - malattia che abbiamo in famiglia. - Non potrebbe accadere che uno dei tre se ne andasse da un momento all'altro?
A questo modo Tuppy giustificava il suo ottimismo.
Se Tuppy aveva una debolezza, era la spiccata antipatia verso la seconda moglie di suo padre. Era questa una vecchia e nobile signora, e Tuppy le attribuiva tutte le sue disgrazie, e vedeva la sua mano in ogni contrariet. Non era giusto. Essa era dolce e tranquilla, con una certa debolezza per il bridge, e passava la sua vita occupata nel vano tentativo dei ridurre le sue necessit entro i limiti della rendita esigua.
Tuppy abitava un appartamentino in Charles Street, e quando arriv la lettera di Hal, era seduto a colazione. Certo le interessanti comunicazioni che lo attendevano sarebbero passate non lette, se il servo non gli avesse fatto lo spoglio della corrispondenza.
- Una nota di Roderer, Eccellenza.
- Gettatela nel fuoco.
- Una lettera dell'avvocato, in riferimento all'acconto di Colgate.
- Gettatela nel fuoco.
- Una lettera senza alcuna indicazione.
- Fatemi vedere, Bolt; uhm, scritta a macchina, e impostata alle 18,30.  l'ora d'impostazione delle note; gettatela nel fuoco.
- Sarebbe meglio aprirla, eccellenza; potrebbe essere la comunicazione di qualche eredit.
Tuppy scosse il capo con tristezza.
-  improbabile, - disse, - per, apritela.
Fu cos che la proposta di Hal venne sotto gli occhi di Tuppy.
- Caro Tuppy, - lesse il servo.
- Chi mai pu chiamarmi Tuppy, scrivendo a macchina? - chiese il pari.
Il servo corse con l'occhio alla firma.
- Hal Tailor, - lesse.
- Tanneur, - corresse Tuppy. - Hal  proprio il tipo d'uomo che pu spedire una lettera scritta a macchina, avanti.
"Caro Tuppy,
"Ho un grande progetto per voi. Pap vi vuol concedere gratuitamente l'uso di un appartamento".
- Ci scommetto che ci sar qualche cosa che andr per traverso, nella casa, - osserv Tuppy con poca carit.
"Se non fate difficolt a vivere in un sobborgo...".
Tuppy si raddrizz sulla sedia.
- Dove? - chiese.
- In un sobborgo, - ripet Bolt.
Tuppy si alz e spinse indietro la sedia.
- Bolt, - disse solennemente, - ci deve essere sotto la mano della matrigna, per mandarmi via di qui. Bolt, io non vado. Prima di espatriare vedr andare al diavolo questo Tanner!
- Chiedo scusa, eccellenza...
Ma Tuppy lo ferm con un gesto.
- Non c' verso, Bolt. Qui siamo e qui resteremo. Santo cielo! - disse gravemente; - preferirei pagare l'affitto!
- Volevo soltanto dire, eccellenza, ci che significa un sobborgo; come Brexton, Clapham, Tootin Bec, ecc., ecc.
Tuppy lo guard sospettoso.
- Vicino alle Prigioni Waudsworth, - cominci Bolt.
- Vicino alle prigioni? Allora non ci vado. - Tuppy era notevolmente agitato. -  un'idea marcia, quella di dar l'uso di una casa senza pretendere il fitto.
Si mise a camminare per la stanza a passi concitati, assorto in un cupo soliloquio.
- Questo  un piano combinato con la mia matrigna!... Oh! donna, donna! - E apostrofava il soffitto.
- Meglio finire la lettera, eccellenza.
- Gettatela nel fuoco, Bolt, gettatela nel fuoco.
Bolt percorse rapidamente la lettera.
-  a Brockley, eccellenza; - disse subito.
- Gettatela nel fuoco, Bolt; dov' Brockley?
- Sulla strada maestra che va a Folkestone, - disse il diplomatico Bolt.
- La strada maestra che passa a Folkestone  a mezza strada per il continente, - osserv Tuppy. - Gettatela, gettatela nel fuoco.
- Dice che vi conceder 500 sterline per il mantenimento, eccellenza.
- Eh?
Tuppy si mise in guardia.
- Cinquecento, - esit. -  un mucchio di soldi. Ci sar terreno da caccia?
- Ci dev'essere, eccellenza.
- E della gente?
- S, eccellenza.
Tuppy scosse la testa in aria dubbiosa.
- Non ho mai conosciuto nessuno che vivesse a Brockley; conoscevo un ragazzo che stava ad Harrogate, e aveva un polmone solo.
Tuppy era pensieroso.
- Cinquecento, e si potr cacciare. E pescare?
- Il fiume  assai vicino, eccellenza.  presso Greenwich...
Tuppy raggi.
- Greenwich! Allora ci sar del pesce. Dev'essere divertente pescare le clupee. Si mangiano col pane nero, come le ostriche.
Tuppy scrisse il giorno stesso a Hal, accettando sperimentalmente l'offerta. Hal gli diede appuntamento allo studio, e stette ad aspettare tre ore il suo nobile inquilino, sbuffando d'impazienza e imprecando.
- Dico, - gli osserv aspramente, quando entr, guardando l'orologio, - dico Tuppy, vecchio mio, avete detto alle 11 e sono le due.
- Non mi sgridate, Hal, - lo preg Tuppy, - se avessi detto alle due sarei venuto alle cinque.
- Il tempo  denaro, - osserv Hal.
- Vecchio saggio! - disse Tuppy, - la vostra interessante e originalissima citazione chiarisce la mia posizione.  una mia vecchia abitudine di eccedere nei conti.
Hal, che non aveva lo spirito per il ragionamento sottile, entr subito in argomento.
- Il fatto , Tuppy, - disse appoggiandosi allo schienale della poltrona, e mettendo un piede sul tavolo, - il fatto  che c' un uomo, un duca, che pap vuole assolutamente costringere ad andar via da Brockley.
- Guarda, guarda! - comment Tuppy, con cortese interesse.
- Non  uno dei nostri duchi, - prosegu Hal, -  un duca francese venuto dall'America, e che si comporta in modo indegno con mio padre. Capite?
- Perfettamente, - rispose Tuppy.
- Benissimo. Ora essendo il sobborgo... il duca... e il sobborgo essendo...
- Nel sobborgo, - sugger il soccorrevole Tuppy, mentre Hal cercava come completare il suo pensiero.
- Esattamente... Bene, cos stando le cose, la popolazione suburbana si  data ad adorarlo come una specie d'eroe. Capite?
Tuppy accenn lentamente.
- Il fatto , - spieg Hal, - che questa gente dei sobborghi  cos meschina... e... e...
- Sciocca, - sugger Tuppy.
- E sciocca, e portata verso gli stranieri,  questo che volevo dire, che non sa distinguere un articolo genuino da uno spurio.
-  naturale, - consent Tuppy.
- Cos pap e io, l'idea realmente  mia, ma sapete che tipo  mio padre, che prende le idee degli altri e le fa sue, abbiamo pensato che sarebbe bene stabilire nel sobborgo un articolo autentico, affinch la gente possa, dal confronto, constatare che sorta di individuo sia l'altro.
- Capisco, - disse Tuppy soprappensiero, - una specie di "osservate bene il nostro articolo prima di fare acquisti dal concorrente".  cos?
- Tuppy - disse Hal con ammirazione, -  proprio cos. Avete scoperto la cosa in un batter d'occhio.
Tuppy prese il cappello e lo esamin attentamente.
- Non va, - disse.
- Eh?
Hal non poteva credere d'aver sentito bene.
- Non va, - disse Tuppy decisamente. - Vi sono straordinariamente obbligato per l'offerta, ma non accetto.
- Ma perch no, - protest Hal; - avreste l'alloggio senza dover pagare l'affitto, pap ve lo far ammobiliare da Baring, e, inoltre, avreste cinquecento sterline...
- Le cinquecento sterline mi servirebbero davvero, - disse malinconicamente Tuppy, - e se qualcosa potesse tentarmi, sarebbe appunto la cifra. Ma Tanny, vecchio mio, la cosa non pu andare.
- Ma perch no?
Tuppy stava ancora esaminando il suo cappello.
- La dignit, amico Hal, - disse Tuppy dignitosamente. - La camera dei Lords, le tradizioni di famiglia, l'orgoglio di nascita, il rispetto per gli avi, tutte queste dannate cose, me lo impediscono. Inoltre, andrebbe sicuramente sui giornali: "Nobile lord nel suburbio. L'ultimo dei Tupping!" Uh! - E rabbrivid.
- E poi, - riprese, - dov' Brockley? Che cos' Brockley? Chi ha mai vissuto a Brockley? Quale parte ha rappresentato Brockley nella vita nazionale? C' un lord Brockley o un vescovo di Brockley o un lord del Maniero?
- S, c' un Lord del Maniero, - disse poi amaramente; -  il nome di un caff. Non va, caro vecchio amico, non pu andare. Ho considerato la cosa, ho cercato il nome sulla guida A. B. C., e, ho, visto che  tutto giardini, treni operai, pensionati, e a poca distanza dalla Corte di contea.
Scosse il capo tanto vigorosamente, che il monocolo gli cadde. Lo rimise a posto e alz i guanti.
- Andiamo Tuppy, - disse Hal con impazienza, - non siate cos somaro.
- Ben detto, - comment Tuppy.
- Su, via, ragionate. Vi godete la casa, avete denaro in contanti, potrete ottenere tutto quello che ancora vi manca; un credito illimitato...
- Prego, prego, - corresse Tuppy, - il mio credito  eccezionalmente buono presso i commercianti; non  che il marcio principio conservativo dei metodi inglesi che paralizza il mio bilancio, - e le tendenze socialiste della classe dei commercianti si oppongono al mio assetto economico. Tanny, vecchio passero, proprio non va.
Egli scosse la testa.
- Non sparare che ai gatti; non pescare che i vermi! Io odio in modo speciale i vermi e i ragni; non la societ.
- C' il duca.
Tuppy aveva dimenticato il duca, e il sarcasmo di Hal era evidente.
- Il duca? - Tuppy aggrott le ciglia. - Il duca... ah, gi! Ma, in nome del cielo, che cosa pu fare un duca, a Brockley? E che duca ?
- Ve l'ho detto una dozzina di volte, Tuppy, - disse Hal esasperato; -  un oscuro duca straniero...
- Si chiama?
- De Montvillier, un nome affatto sconosciuto.
- Piano, piano, - lo avvert Tuppy. -De Montvillier?  una delle migliori case di Francia. Tanny, spirito impulsivo, i De Montvilliers sono dei diavoli d'individui. Oscura? Bah!
Guard Hal con aria di rimprovero, poi scosse la testa per la quattordicesima volta.
Cinquecento sterline, pens, e l'uso di un giardino, e il duca.  certo che sapr giocare a picchetto. Per l'ombra benedetta di Smith, ho quasi un'idea...
Medit succhiandosi il pollice.
- Ho quasi in mente che ce l'intenderemmo assieme...
- Ecco, Tuppy... - Hal era indignato, e non aveva tutti i torti; - non penserete, vero, che noi vogliamo mandarvi a Brockley per intrattenere piacevolmente il duca? Quello che vogliamo  che lo tagliate fuori, e lo facciate apparire come una meschina candela di sego vicino a una brillante lampada elettrica.
- Oh! Lo taglier fuori sicuramente, - disse Tuppy fiducioso. - Ci sono pochi che mi possono battere a picchetto.
Cos fu disposto, tra le proteste di Hal e l'accettazione serena e indifferente di Tuppy di tutte le pretese dell'altra parte contraente, che dal 16 di settembre, e sino a esaurimento della prova, il n. 62 sarebbe l'abitazione del barone Tupping di Clarelaw, nella contea di Wigsmouth.
...
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9.
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Sembrerebbe, a questo punto, che l'inimicizia esistente fra la casa ducale e l'entourage del candidato di sir Harry Tanneur, fosse di carattere privato, che Brockley dovesse continuare a vivere la sua vita calma e piana, inconscio della titanica lotta che si svolgeva nel suo seno. All'esterno non trapelava alcun indizio. Il lattivendolo andava all'alba per ogni casa; il beccaio mandava a prendere gli ordini, e la stiratrice asseriva ogni settimana che i colletti del duca avevano un orlo assai sottile. Brockley tutt'al pi, - e Brockley che leggeva, - poteva essere nell'attesa del nuovo giornale annunziato. Per non fare mistero dell'atteggiamento del sobborgo, dir subito che Brockley non s'interessava a nulla in modo particolare, perch l'elemento maschile vi rimaneva soltanto a dormire e vi passava i giorni di vacanza, occupando il resto del suo tempo alla City e sulla ferrovia Occidentale. Brockley, in una parola, non aveva sprit de corp, n patriottismo locale; non era n orgoglioso n vergognoso di s; aveva una politica molto alta, discuteva liberamente l'imperialismo nelle societ locali, e aveva un club di golf, un club costituzionale, un club liberale e una chiesa.
Come osservatore imparziale, non ebbi a notare nessuna particolare disposizione in questa popolazione suburbana, a combattere o ad approvare l'atteggiamento del duca, fino a dopo la comparsa del Brockley Aristocrat.
Potr forse interessare conoscere qualche cosa del contenuto del primo numero di questo giornale; dir alcuni titoli letti nella quarta pagina:
1 Notizie del giorno.
2 Articolo di fondo. Vicende di un Tanner.
3 I duchi che ho incontrato, di Roderico Nape.
4 Cacciato di casa (breve racconto).
5 Padroni di casa e crimine.
V'erano altri articoli, poi, che portavano una particolare impronta di autorit e competenza.
Il trasferimento del signor Nape dal sinistro regno del delitto all'atmosfera pi sana del giornalismo, non aveva del tutto staccato il giovane dal suo primo amore. L'aspetto delle cose, solo l'aspetto aveva cambiato, perch da parte attiva era divenuto semplice spettatore. Cos, "Cenere di sigaretta come indizio", un articolo che dimostrava una considerevole forza di osservazione e deduzione, rivaleggi, come stile e interesse, con la monografia sopra "Cenere di sigaro" di un grande criminalista.
- Jako se la spassa attraverso queste pagine, come una colonia di filossera attraverso un vigneto, - comment Hank, col primo numero dell'Aristocrat fra le mani.
Il duca accenn.
- Se non abbiamo avvisi economici da pubblicare, - disse filosoficamente, dovremo scrivere qualche cosa per riempire lo spazio.
Hank soffi una boccata di fumo verso il soffitto e si mise a pensare.
- Io prevedo delle noie, - disse alfine.
- Dal cavaliere senza macchia?
- Dal cavaliere senza macchia, - conferm Hank. - Dite, duca, queste vostre esauste istituzioni europee m'incutono un certo rispetto.
Hank tacque, assorto, poi riprese quasi subito parlando a se stesso:
- Qui c' un duca, un duca autentico, discendente in linea retta da una nobile stirpe; c' un cavaliere dagli speroni dorati, piuttosto tarchiato, ma cavalleresco, specie in ci che riguarda l'araldica; e c' un lord, barone di Questo e Quello, che dal suo castello avito in Regent Street viene diritto alle paludi di Brockley...
Il duca si alz.
- Ora, - disse con ferma cortesia, - ora che avete pienamente mistificato l'uditorio, offrirete un premio per la soluzione, o lo rimandate al prossimo numero? Il duca con le sue ammirabili prerogative lo riconosco all'istante; il cavaliere  evidente, nonostante i suoi speroni; ma chi  il barone?  allegorico, illustrativo, o  una figura del discorso?
-  il n. 62, - disse Hank.
Il viso del duca aveva un'aria di paziente rassegnazione.
- Bisogna offrire un premio, - disse.
- In realt, duca, il n. 62  un barone autentico; un lord, - spieg Hank.
- Il diavolo , - esclam il duca, il cui interesse si era tuttavia risvegliato. - Non dite sciocchezze, Hank. Il nostro nuovo vicino...
-  il barone Tupping di Tupping, - disse Hank con solennit. - Un perfetto gentiluomo inglese; l'ho sentito imprecare con molta energia nel suo giardino, dietro la casa.
- Tuppy! - Il duca ebbe un grido di gioia.
Afferr Hank per il braccio, e lo trascin, traversando la serra, al giardino.
Si udiva una voce annoiata venire dalla casa accanto.
- Portate la Scala Santa, - ordin il duca.
Nel mezzo del giardino, Tuppy, col monocolo, il cappello all'indietro, e una sigaretta spenta fra le labbra, sembrava la statua della disperazione.
Il duca lo chiam.
- Tuppy, anima in pena!
Tuppy guard in su, e il suo viso s'illumin.
- Monty! Per la potenza del cielo! - Poi si batt la fronte. - Montvillier! Ma voi non siete mica il mio duca, vero?
- Sono il vostro duca, il vostro fedele vassallo in carne e ossa.
- Ma guarda! - disse Tuppy; - non so riavermi dalla sorpresa. Ora salgo sul muro.
Sal sul muricciuolo, col cappello messo di traverso, felice e impolverato.
- Mio caro vecchio merlo, - grid estasiato; - di tutte le meravigliose coincidenze che mai fecero la fortuna di un romanziere, questa  la pi meravigliosa. Se la mia nobile matrigna ne venisse a conoscenza, diventerebbe pazza dalla rabbia. Ho desiderio di scriverle per dirglielo.
Braccio a braccio entrarono in casa.
Quella sera Tuppy scrisse a Tummy Clarc, il suo confidente ed amico:
"Tummy, - l'imponderabile mistero del fenomeno solare, la matematica esattezza del percorso delle comete, l'ordinato ritmo dell'intero dannato sistema planetario, - tutto impallidisce di fronte al fenomeno del movimento umano. In altre parole, il vezzo che ha certa gente di ricomparire in determinati posti... Monty, ricordate quel pezzente che veniva in casa vostra a Eton?... Non sapevo che fosse duca. Ricordate le notti di baldoria che abbiamo passate assieme? Bene, l'ho battuto a picchetto due volte; picchetto e poi picchetto e poi cappotto... ho tenuto 14 assi sei volte di seguito, e gli ho vinto quasi dieci sterline...
Quella sera stessa sir Harry diceva, fregandosi le mani allegramente:
- Credo che siamo riusciti, finalmente, a dare scacco al duca.
-  arrivato Tuppy?
- S; Smith l'ha installato nella casa, e Rake lo metter sul giornale. Penso che se Tuppy giocher bene le sue carte, guadagner vittoriosamente.
Come abbiamo visto, Tuppy giocava molto bene le sue carte, e vinceva vittoriosamente.
...
.
...
10.
...
.
...
- Anche voi proverete simpatia per Tuppy, - disse il duca seriamente.
Con grave scandalo del vicinato, egli insisteva nel condurre la sua corte fantastica, e parlava dall'alto della Scala Santa.
- Tuppy ha i suoi difetti, - continuava il duca, - ma tutti ne abbiamo; o quasi tutti, - corresse modestamente. - Come dice il vecchio Tuppy, la vita  una canzone sonata sulla pianola; un migliaio di antenati ha cooperato a perforare il rullo, e il tono della canzone  inevitabilmente segnato.
- Un filosofo, - disse Alicia seccamente.
- Tuppy si duole amaramente della stravaganza di un mondo, che sta in attesa di udire della musica seria, da un rullo che generazioni di Tupping hanno perforato per le arie pi comiche. Voi amerete Tuppy, Alicia, ne sono sicuro.
Alicia sorrise.
- A dispetto della sua missione?
- Di mettermi fuori di gioco? - Il duca scosse il capo con indulgenza.
- Povero amico! Riconosco l'inutilit di un simile tentativo. E poi, no; Tuppy non  tipo da far ci.
- Dico! - esclam vivamente. - C' Tuppy nel giardino.
- Monty! - disse una voce.
-  lui! - esclam il duca, con aria di possesso.
- Monty, - disse ancora la voce, - datemi una mano. Ragazzo mio, vengo da voi per un cocktail.
La signorina Terrill corrug la fronte.
- Vuol dire una tazza di th, sapete, - si affrett a spiegare sua grazia.
- Mi piacerebbe vedere Tuppy, - disse Alicia con calma, - mentre gli offrite il th. Vado a cercare la scaletta.
Tuppy, che stava arrampicandosi sul muro, incontr un paio d'occhi inquisitori, e poco manc non perdesse l'equilibrio. Quando dico che indossava un abito consunto, calze di un verde pallido, vecchie ciabatte ai piedi, e che in conseguenza della ginnastica fatta, i calzoni gli erano risaliti a mezza gamba, lasciando scoperto un paio di giarrettiere scarlatte, potrete immaginare che soltanto l'orgoglio di razza lo trattenne sul posto, mentre l'impulso lo consigliava a una precipitosa ritirata.
Tuppy era al disopra di ogni cosa.
Si ferm cavalcioni sul muro.
- Signorina Terrill, permettete vi presenti lord Tupping, - disse il duca con gravit.
Tuppy si tenne al muro con una mano, e con l'altra sollev il cappello.
- Ben lieto, - disse cortesemente.
Alicia tolse gli occhi dalle calze verde pallido e dalle giarrettiere scarlatte, e li sollev verso di lui, in una tangente.
- Mia madre sar lieta di conoscere lord Tupping, -disse al duca. In certo modo, non considerava corretto rivolgersi direttamente alle giarrettiere scarlatte.
- La mamma sar contenta di vedervi, - ripet il duca con affettazione.
- Ed io, - disse il barone con grazia, - considero grande onore venire ad ossequiare lady Terrill, vostra madre. Pare a me che non vi sia maggior dovere, ed  tipico della deficienza della nostra lingua che non vi sia altra parola atta a significare un simpatico obbligo, del rispetto e della riverenza verso la madre. Lo spirito della cavalleria...
A quel punto della sua elaborata oratoria Tuppy perdette l'equilibrio, e cadde fra le braccia del duca. Anche qui avrebbe continuato il suo discorso, se non fosse stato interrotto dalla comparsa del cameriere.
- Cosa c'? - chiese il duca.
- Due signori desiderano parlare a vostra grazia.
- Due? Chi possono essere!
- Non so eccellenza; hanno chiesto dei vedervi, senza dire il nome.
- Come sono?
- Uno odora d'alcool, l'altro si guarda attorno, furtivo.
Tuppy pose la mano sul braccio del duca.
- Monty, caro ragazzo, - disse solennemente, - io so chi sono.
- Voi?
- Io! - disse Tuppy scuotendo il capo con l'aria di un saggio. - Uno sa d'alcool, e l'altro striscia rasente gli angoli? Usurai.
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PARTE QUARTA.
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IL DUCA RIMANE.
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1.
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Se involontariamente ho dato l'impressione che Brockley si disinteressasse del mondo esterno, dir, col grande Omar, di esser caduto in errore. Cito Omar per associazione d'idee, perch Brockley, per quanto non fosse mussulmana, fu per molti anni la Mecca della Londra meridionale. Non passava domenica senza che comitive di pellegrini si recassero a Brockley Jack Arms, e mostrando il biglietto ferroviario attestante la loro bona fides, non bevessero birra durante le ore proibite. Questa piacevole e commovente abitudine che datava da tempo, aveva fatto di Brockley un luogo storico; Lambeth che si svegliava senza birra, Kennington che salutava l'alba assetato, Bermondsey che imprecava alla lenta monotonia delle ore fra i pasti, tutti, col pensiero teso a un unico scopo mormoravano: Brockley. A un tratto Brockley si risvegli e un nuovo interesse, - dite pure morboso, se volete, ma che fu sufficiente a divergere il corso che fluiva davanti al cimitero, verso il caff, e a trascinare gli sfaccendati, con facce perplesse e l'espressione scettica, nei pressi di Kymott Crescent.
C'era un patriotta di Churc Street, Deptford, la cui moglie lavorava in una fabbrica di conserve. Egli passava la maggior parte della sua vita cercando lavoro, ma non riusciva mai a trovarlo, perch, per i due terzi della giornata, lo cercava nel fondo del bicchiere.
Questo individuo si chiamava Hagitt, ma era conosciuto come Olejoe. A dispetto della sua ironica disoccupazione, Olejoe possedeva un padre di cui parlava in termini di affettuoso orgoglio. Qualche volta, quando Olejoe stava seduto nell'angolo del caff George, a Tanner's Hill, un uomo cacciava dentro la testa, e con un gesto di comando gli ordinava di uscire. Olejoe si asciugava la bocca col dorso della mano, e non si faceva ripetere l'ordine due volte, compreso di rispettoso timore.
- Ho un posto per voi, - gli disse il padre quel giorno; - due mesi di fitto; andiamo.
Cos Olejoe and a rappresentare la sua parte; sarebbe divenuto l'ospite della povert, della tetra e piangente povert, e avrebbe fatto la guardia alle due sterline di mobili sequestrati al duca. Come questo individuo cos sudicio e volgare fosse stato scelto per l'ufficio di custode, si pu capire pensando che la scelta era stata fatta da Hal Tanneur.
Quando Olejoe arriv al 64, sostenuto dall'autorit di un ufficiale giudiziario, Tuppy, che aveva una perfetta conoscenza di tutte le procedure del genere, si addoss le noie del procedimento. Prima chiese all'ufficiale di poter esaminare il suo mandato; poi gli fece subire un esame orale e si fece dare la copia del malaugurato ordine, indi lo stuzzic e lo torment al punto da farlo fuggire, ed Olejoe gli rest in possesso.
Allora segu una solenne conferenza con Olejoe, il poco simpatico soggetto.
Si decise: che Olejoe doveva prendere un bagno: che gli abiti di Olejoe venissero bruciati (proteste energiche di Olejoe); che la spesa di rivestire Olejoe fosse sostenuta dal duca (passato senza proteste); che il nuovo vestito di Olejoe fosse di scelta dell'onorevolissimo lord Tupping (accolto con entusiasmo).
- Signori, - pregava Olejoe, - io dico, senza offesa, che vivere e lasciar vivere  un gran bel proverbio. Il povero aiuta il povero, e si vive tutti in armonia. Io faccio il mio dovere per guadagnarmi il pane, cos vi prego di non fare scherzi.
- Niente scherzi, - disse il duca con gravit.
- Non una sola parola, - consent lord Tupping.
- Allora, signori, - disse Olejoe prendendo coraggio, lasciate andare questa stupida idea del bagno. Datemi un po' di sapone, e andr sotto il rubinetto in cucina e mi dar una buona lavata. Cosa ne dite?
- Mio caro Olejoe, disse Tupping con fermezza, - noi siamo ammirati dei vostri sentimenti, e in particolare del vostro "vivere e lasciar vivere". Il cielo mi  testimonio che non sono uno di quei riformatori che, per dimostrare le sue teorie assurde, vorrebbe cambiare il corso tranquillo delle cose; ma un bagno, dite, Olejoe, un vero bagno nell'acqua. Non una gamba dentro e l'altra fuori; un bagno intero, tutto dentro!
Hank e Tupping andarono a preparare la vasca, avendo cura di mettere uno strato di sapone in fondo; poi scortarono solennemente Olejoe sino alla porta del camerino da bagno. Lo attesero fuori facendogli dei discorsi incoraggianti, finch un vigoroso sciacquio li fece zittire.
- Dite, voi movete l'acqua con le mani, - lo ammon Tuppy; andate dentro.
Udirono un gemito, un leggero guazzare, mentre Olejoe si tuffava cautamente, poi un grido selvaggio, quando i suoi piedi scivolarono sul fondo sdrucciolevole.
- Bene, - disse Tuppy con soddisfazione.
Vennero le nove, quella sera, prima che Olejoe potesse indossare il suo abito nuovo. Le calze rosa gli piacquero; i calzoni stretti al ginocchio e la giubba rossa orlata di trina d'oro lo tennero alquanto perplesso; gli alamari d'oro lo fecero ricalcitrare.
Ma Tuppy fu molto persuasivo.
- Non siate un noioso vecchio gentiluomo, - gli disse, dolcemente; - fra poco farete delle obbiezioni per lo spadino.
- Io non voglio portare uno spadino, - protest Olejoe.
Tuppy si sent urtato.
- Ecco, ci siamo presi tante noie per darvi un aspetto presentabile, e voi dite: non voglio. Male, male.
E scosse il capo in aria di riprovazione.
Olejoe si volt dall'uno all'altro, disperato. - Signori, - grid con passione.
Ma il duca aveva un aspetto severo, e il viso di Hank esprimeva la disapprovazione.
- Tale nera ingratitudine, - disse il duca con una tinta di malinconia, - mina le sorgenti della benevolenza. Vedete, io volevo dare un ricevimento in vostro onore.
- E mettervi sul trono dei Guardiani, - continu il duca, - facendovi re degli Ufficiali Giudiziari.
- Olejoe 1, - disse Hank.
- E voi dite che non volete! - esclam il coro indignato dei tre.
Quella sera vi fu il rumore di una festa, al 64, e al 66 Alicia ebbe qualche preoccupazione.
Olejoe venne incoronato con una corona massiccia, scintillante di rubini, diamanti e altre pietre preziose; poi fu fatto sedere su di un trono dorato con lo scettro nella destra e un boccale di birra nella sinistra; indi tutti gli si fecero intorno e cantarono: "Il corpo di Olejoe, ridotto in polvere, giace nella fossa" - e la risplendente figura in oro e scarlatto, allarmata dal sinistro ritornello si fregava il mento, in preda alla preoccupazione, e pregava seriamente che non gli facessero scherzi.
...
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2.
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- Non  ora che Tuppy faccia qualche cosa? - chiese sir Harry a colazione. -  qui da quattro giorni, e avrebbe dovuto far sentire la sua presenza.
- Tuppy  un terribile poltrone, - disse Hal brutalmente; - ha bisogno di essere scosso.
- Sto pensando, - disse il cavaliere, - che lo si dovrebbe circondare di maggior lusso, e metterlo pi in evidenza. Se fosse estate si potrebbe organizzare qualche partita, o fare un ricevimento pubblico. Che ve ne pare dell'idea di aprire un bazar?
Hal scosse il capo.
- Non possiamo costringere Tuppy a una cosa simile. No, pap, dovete progettare qualche altra cosa.
- Qui non possiamo dare alcuna festa, - pensava forte sir Harry; - non avrebbe l'effetto desiderato, perch la contea non resterebbe certo impressionata da lord Tuppy.
- In ogni modo, quelli della contea non verrebbero per vedere Tuppy; - disse Hal che considerava sempre il lato pratico delle cose. - Non saprei proprio. Perdinci, - esclam a un tratto; - che cosa direste delle Terrill?
- Le Terrill?
- S; sono nostre parenti, e sapete che ci devono qualche cosa. Benissimo! Se potessimo soltanto persuadere la zia Agata a dare un ricevimento per presentarlo. Che smacco per il duca!
- Ma io temo, Hal...
- Zitto, zitto pap; cerchiamo di lisciarla chiedendole ospitalit per un amico. Fate scrivere dalla mamma. Che magnifica idea!
Hal fin per convincere il padre quella sera stessa, e lo indusse a scrivere la lettera alla signora Terrill.
Soltanto quando l'accurata epistola fu scritta, e debitamente punteggiata, Hal cerc di soddisfare la propria curiosit.
- Pap, - cominci, - sono assolutamente all'oscuro sugli affari del duca.
- S? - Harry Tanneur diede uno sguardo sospettoso al figlio.
- S, - continu Hal; - mi pareva giusto, sulle prime, che voleste mandarlo via da Brockley, perch vi dava noia, e vi aveva soppiantato nell'affare della miniera; inoltre, infastidiva me pure, terribilmente. Pap, - disse a un tratto, - sono innamorato di Alicia.
- Uhm! - Sir Harry aggrott le ciglia alla rivelazione.
- Non m'importa pi che lo sappiano; l'ho detto anche a lei.
- Non  onesto Hal, suscitare delle speranze che non si potranno mai realizzare; risvegliare l'amore di una fanciulla...
- Non vi preoccupate di questo, pap; - disse Hal cupamente. - Non ho suscitato nessun sentimento d'amore, e non ho fatto nessuna dannata cosa del genere. Bene, non parliamo pi di questo, se volete, perch per me  un tasto doloroso. Quello che vorrei sapere,  la ragione di questo vostro agire col duca.
- Ma  chiara, - disse sir Harry con qualche titubanza.
- Per me non  affatto chiara, pap, - lo interruppe Hal. - Vi ho visto trattare molti affari; vi ho visto anche battuto malamente, qualche volta, ma dopo esser stato ridotto alla peggio avete sempre cercato di salvare le carte. Non  vero, forse, che avete sempre raccolto i resti del naufragio per venderli al miglior offerente? Ora che tutti sappiamo come il duca vi abbia dato delle noie vincendovi nel gioco e trattandovi con insolenza, vi vediamo accanito nel provocarlo, e intestato a cacciarlo da Brockley. E non siate cos ingenuo da credere che una volta via di qui rinuncerebbe ad Alicia e tralascerebbe di stuzzicarvi!
- Vi sono delle cose, - disse sir Harry deliberatamente, - che  meglio non cercare di approfondire. Mandar via il duca da Brockley, ora,  diventata per me una questione d'orgoglio personale.
- Pap, - disse Hal seriamente, - a che serve cercare d'ingannarmi? Io mi chiedo se voi siete individuo da spendere tutto quel denaro nel giornale, e da imbarcarvi nell'affare della casa, e licenziare inquilini che pagano, per il solo gusto di farlo. Pap, voi state spendendo un capitale, e questo fatto  assai significativo.
Sir Harry guard l'orologio.
- Fra cinque minuti devo prendere il treno; guardate se la vettura  pronta.
La carrozza era alla porta e i cavalli battevano impazienti il selciato.
- Discuteremo la cosa un'altra volta, - disse sir Harry, calzando i guanti. - Ora non c' tempo.
Arrivato al suo ufficio in Austin Friars, trov un biglietto insolente, che lesse quasi sillabando, e un'ora pi tardi si fece condurre in vettura pubblica in via Guildford, e scese davanti a una casa che portava scritto, su un grande cartello: camere mobiliate. Entr, chiese del signor Smith, e sapendo che era in casa si fece condurre al suo appartamento. L'atmosfera della camera in cui sir Harry fu introdotto era densa di fumo, e il signor William Slewer, fumatore inveterato di cattivi sigari, si alz penosamente dal divano sui cui era sdraiato, tenendo un mozzicone acceso fra le labbra.
- Come va la gamba? - chiese cortesemente sir Harry.
Bill Slewer fece un leggero sorriso.
- Questo  nulla, - disse con indifferenza; - un incidente lieve; mi brucia, ma non  il caso di parlarne.
Mentre discorreva, il suo sguardo non abbandonava sir Harry, e questi gli lesse la domanda negli occhi.
- Non ho niente di nuovo da dirvi; stiamo facendo del nostro meglio per rendergli la vita impossibile, qui a Brockley.
- Sarebbe meglio giocargli un tiro; - disse Bill Slewer con calma; - io sono stanco ormai di rimanere in questo vostro vecchio paese di pazzi.
- Non dovete far nulla, Slewer, - si affrett a dire sir Harry; - sapete benissimo che non sono interessato nei vostri affari privati, e che non voglio trovarmici mescolato; inoltre vi proibisco nel modo il pi assoluto di compromettervi qui a Brockley. Io non ho nulla a che vedere nella cosa, ripeto; avevo sperato soltanto di raggiungere il mio scopo e mandarlo via da Brockley con degli attacchi del giornale, senza che risultasse il mio nome. Ma non voglio che si sappia che prendo parte attiva a nulla del genere.
Si pass la mano sulla fronte, nervosamente.
- Non vi so dire quanto abbia deprecato il tafferuglio sorto dal vostro colpo d'arma da fuoco; non era legale, Slewer; questo va bene, per modo di dire, in America, e in altri paesi senza legge, ma in un sobborgo di Londra, Slewer,  un po'... arrischiato.
Bill gir il sigaro fra le labbra, ma non disse nulla. Dopo un momento di silenzio gett il sigaro nel caminetto e tast le tasche del panciotto. Sir Harry gli tese il suo astuccio ben fornito.
- Voglio andare oltre, - disse mentre Bill accendeva il sigaro, - e dirvi che la miglior cosa sarebbe che abbandonaste il vostro progetto che, nella mia umile opinione,  poco cristiano e illegale. Tuttavia, - prosegu, - se avete ancora qualche rancore...
- Oh! C' ancora, c' ancora intatto, il rancore!
- Bene, se  cos, aspettate, in nome del cielo; aspettate finch sia fuori da Brockley, - disse il cavaliere; - e si mise a camminare avanti e indietro per la stanza.
- Non vedete, mio buon uomo, come tutto l'affare mi compromette?  risaputo, ormai, che non ho alcuna simpatia per il duca; la cosa si seppe quando questo individuo, accidenti a lui, si mise a stampare un giornale per proclamare il fatto, e si sa che voi siete stato presentato da me. Sarebbe una cosa mostruosa, perch si direbbe che sono stato io a istigarvi.
Io non voglio fare uno studio psicologico dell'attitudine di sir Harry, e indietreggio al pensiero che avrebbe potuto trarre soddisfazione dall'uccisione o dal ferimento del duca. Tale idea mi sembra assurda, anche perch sir Harry era giudice di pace nella contea di Kent, e i delitti, fra tali alti magistrati della contea, sono sempre stati, grazie a Dio, molto rari. Vi sono naturalmente delle pecorelle nere in ogni classe, e la collera e le oscure passioni possono divampare in segreto nei petti; ma, ripeto, il mio spirito si rifiuta di attribuire a Sir Harry delle idee omicide. La frase che disse in seguito, appoggia infatti la mia convinzione.
- La mia buona volont di aiutarvi, - disse, -  affatto disinteressata. Vi ho trasportato nella mia carrozza da Brockley, quando foste ferito, perch volevo evitare una scena e uno scandalo.  stato molto indiscreto e inopportuno, da parte vostra, quel tentativo di... di far fermare quel giovanotto.
- Dite pure, io sono molto discreto, - esclam Bill Slewer.
- Mi compiaccio di udirlo, - disse sir Harry, e...
- Io sono discreto, in questo genere di conversazioni, - disse Bill. - Ma conosco la droga, e regoleremo i conti con quel farabutto. Mike Sheedan, un magistrato della Corte di New York, s'ingrass cos. Nessuna violenza quando io sono in giro, diceva, se volete malmenare qualcuno, fatelo mentre io mi trovo a pranzo da Delmonico.
- Vi assicuro, buon uomo...
- Non deviate il discorso, - disse Slewer nella maniera pi amichevole; - anche voi c'entrate nell'affare della miniera.
- Questo  definito, ormai.
- Definito niente, - disse Bill con calma. - Vi ricordate il famoso "Giro di David Jonatham", nel '76, che gir tutta la California, mostrando dei fenomeni a cinque centesimi il biglietto? Ebbene, il giudice Mogg e io ne facevamo parte; io ero uno dei fenomeni, e il biondo fanciullo di Opkomstisalvacato, che stava alla porta a raccogliere i soldi, era Al Mogg. Io lo conosco da quando il padre faceva questa speculazione, e da allora ha messo insieme un mucchio di danari.
Sir Harry si mantenne silenzioso, di cattivo umore.
- Silver Streak, - prosegu Bill, - a me non ha fruttato niente, ma Hal ha fruttato una posizione. S, signori, Silver Streak  un possesso a vita, e la Corporazione Londra e Denver ha avuto la seconda opzione. Il duca la gode ora in suo nome, ma quando andr in gloria, passer alla Londra e Denver, che durer in perpetuo.
La faccia di Bill era quasi immobile, ma gli occhi sfidavano l'opposizione.
- C' un punto, in questo contratto, che riguarda gli eredi, - disse scotendo la testa con intenzione, - si potrebbe pensare che non  necessario che il duca viva.
- Basta cos. - Il cavaliere si drizz in tutta la sua altezza. - Il suggerimento che date  infame, e io proclamo formalmente e solennemente la mia assoluta disapprovazione. E non so se sia mio dovere informare la polizia della vostra minaccia.
Raccolse il cappello e si diresse alla porta.
- Mi accontento dirvi che mi considero completamente estraneo a qualsiasi piano di vendetta privata contro il duca di Montvillier.
- Mi stancate, - si limit a dire Bill, e chiuse gli occhi.
Sir Harry lasci la stanza, dimenticando l'astuccio dei sigari sul tavolo, e, cosa abbastanza strana, Bill Slewer non glielo ricord.
...
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3.
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Alicia Terrill non approvava interamente il Brockley Aristocrat, e le poche righe: Ad A. T., con l'omaggio dell'autore, avevano contribuito a disgustarla.
Le trascriviamo
"O impareggiabile figlia del secolo,
Cos bella e senza paura,
Tempi verranno radosi e chiari,
Quando pi non sarai senza pari".
Questi versi, ineffabilmente sciocchi e impertinenti, l'avevano fatta arrossire per l'irritazione. Inoltre non amava il signor Nape, ed era contrariata per il fatto che l'Aristocrat, nel formato e nella stampa, aveva tutto l'aspetto di un quotidiano. Alicia era una ragazza decisa, e aveva i suoi punti di vista.
Quali sono le qualit che fanno il successo di un giornale?  sufficiente il merito letterario, o quello tipografico?  la scelta degli argomenti o la disposizione dei tipi? Forse occorre un po' di tutto. Ci che faceva il successo del Brockley Aristocrat era forse l'individualit che emanava dalle sue pagine. Nel primo numero si proclamava modestamente che l'abile tocco del genio, la lingua, il brio sarebbero stati parte integrale del giornale, unico nel suo genere. - "Il Brockley Aristocrat", - diceva il giornale, - "conterr tutte le notizie degne di essere lette, e tutti i giudizi degni di essere riportati; e sar un giornale devoto ai migliori interessi della migliore classe della societ".
Il signor Nape, l'editore nominale, si era nobilmente elevato all'altezza della situazione. Conscio della sua responsabilit, si applicava assiduamente allo studio di quanto era di maggior interesse nel giornalismo corrente; studiava la Rivista della Domenica, acquistando lo stile caustico; si metteva al corrente dell'imperialismo con lo Spectator, e si assicur subito le sane vedute del Navy. Apprese tutto intorno agli editori; come i cattivi editori siano grossolani e con fattezze pronunciate, e come i buoni editori sieno rari; prese lezione di giornalismo da un tale che garentiva di trasformare in dodici lezioni uno spazzino in un intervistatore, e lesse la vita di Delane. Non sorprende quindi che l'Aristocrat, con le sue mire verso la perfezione, salisse subito in fama; che si cominciasse a leggerlo e ad attendere con impazienza il venerd, giorno in cui usciva, e che molti diventassero suoi partigiani nella lotta che infieriva fra il suo proprietario e il Lewistam and Lee Mail.
- Non  che desideri che si abbracci il mio partito, - diceva il duca; io voglio che la gente s'interessi a me, e questo era il solo metodo che avessi a portata di mano per riuscire. Per natura sono timido e schivo e mi  difficile infondere negli altri un senso esatto delle mie qualit eccelse. - Egli era in visita presso la madre di Alicia, e il risultato tangibile del suo corteggiamento fantastico brillava nell'anulare della fanciulla.
- Sicuramente, - essa diceva, - avrete dei piani per l'avvenire. Non penserete di finire i vostri giorni a Brockley?
- Io non posso immaginare niente di pi bello, che passare all'altra vita fra la propria gente.
- Il vostro modo tranquillo di appropriarvi di tutti noi  impressionante, - ella disse un po' divertita e un po' contrariata. - Ma caro, ci sono io...
- Ci siete voi, - egli ripet con un sorriso, - l'ho pensato; e ho deciso che dividerete le mie glorie.
- In un sobborgo?
Alicia aveva inarcato le sopracciglia.
- Nel sobborgo, - disse il duca. - Prenderemo una bella casa e la chiameremo Chteau de Montvillier; ci sar un bel giardino...
- E una bella rimessa, e acqua calda e fredda, - continu la fanciulla in tono glaciale, - e passeremo un mese d'estate a Margate, tutti gli anni, e faremo un giro per le fiere dei dintorni, ogni inverno. - Grazie.
- Quanto a me, - disse il duca quasi in sogno, - amerei fare il padre guardiano.
- Che cosa?
- Il padre guardiano, - ripet il duca con fermezza. -  stato uno dei sogni della mia vita! Nelle grandi praterie di San Pio, quand'ero cow-boy, mentre restavo disteso nella sconfinata solitudine della terra vergine, con le stelle che scintillavano sul mio capo, questo pensiero mi confortava. Essere padre guardiano! Gli alberi sussurravano queste parole nel dolce frusciar delle foglie, e il lontano ululato dei cani della prateria, era alla mia fervida immaginazione come la voce del padre che chiama i suoi frati all'ordine.
- Ma parlate seriamente? - ella chiese. - Via, non scherzate!
- Ma sono serio, - rispose il duca, irritato, - Brockley  semplice e vicino alla natura, e tutto quello che appartiene a Brockley ha conservato il suo carattere primitivo. Quando dissi a Tuppy che il sindaco non portava l'abito di cerimonia, per poco non pianse di gioia, povero ragazzo.
- Le faccende di Tuppy non m'interessano, affatto, - disse Alicia con freddezza; - quello che desidero farvi sapere,  che non ho intenzione di passare tutta la mia vita a Brockley; ecco,  cos.
- Mi domando se "ecco,  cos", sia l'espressione che pu usare una lady che ha vissuto per tanto tempo a Portland Place.
- Ma io mi domando...
Alicia Terrill era irritata, e non senza ragione. Le donne non hanno il senso vivo di umorismo che hanno gli uomini, e io dubito che il duca abbia parlato con tatto. Ma era giovane e non sottilizzava troppo. Se Alicia fosse stata una ereditiera, avrebbe pi facilmente potuto penetrare lo spirito del duca, e gli avrebbe perdonato lo scherzo; ma Alicia non era ricca. Il denaro  una cosa orribile, e specialmente lo  per una fanciulla povera che sposi un ricco, per quanto vero e perfetto sia l'amore reciproco. La mancanza di denaro deve dare un senso spiacevole di dipendenza, una sensazione simile a quella provata dai disgraziati negri che vivevano nella capanna dello Zio Tom (e non altrove), quando sibilava la frusta del sovraintendente; e particolarmente penoso dev'essere per una ragazza di carattere indipendente.
Il duca, come ho detto, non aveva sottilizzato; il denaro, per lui, non aveva importanza, e non lo considerava un serio fattore nella vita; perch le persone che hanno denaro raramente lo fanno.
Da questo pur lieve incidente, si potrebbe dedurre che le fondamenta su cui doveva costruirsi il loro avvenire erano poco solide; ma posso asserire che non  cos, perch conosco il duca.
- Se mi amaste davvero, - disse Alicia, - io dovrei essere per voi il primo pensiero, e dovreste essere pronto a sacrificare per me le vostre strane fantasie. Non  il denaro, e non  che mi vergogni di vivere in un sobborgo, vivrei anche in via Brixton, ma vorrei tenere il primo posto nella vostra vita, - ella disse, con affanno, cercando di dominare la sua agitazione.
Il duca era francamente sorpreso di questo sfogo, e della sfida che tremava nella voce di lei, tremante di lacrime.
Si sent ferito e glielo lasci vedere.
- Ma mia cara... - cominci.
- Io non sono la vostra cara, - protest - io non voglio accettare la vostra protezione, e non vi permetto che trattiate cose tanto serie, che toccano tanto da vicino la mia vita, come fossero soggetto di divertimento.
- Mio tesoro, - egli cominci, - ma fu ancora interrotto.
Alicia tolse il cerchietto di diamanti dall'anulare, con atto deciso, ma senza dir nulla, perch si sentiva troppo eccitata.
Non glielo gett, perch era una lady, e aveva vissuto in Portland Place; lo depose sul tavolo e si ritir.
Il duca rimase a bocca aperta, e non si condusse come un eroe.
Alicia si era comportata da eroina?
Lo studio del romanzo contemporaneo mi dice di no. Ma questa  una storia vera, e si  svolta proprio cos.
...
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...
4.
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...
Olejoe 1, coronato e fidente, era sul trono, e Tuppy stava facendogli ripetere una prova, in vista di una prossima cerimonia.
- Fatevi avanti, valletti, una coppa di vino, - disse Tuppy.
- Avanti, cavallette... - cominci pomposamente Olejoe.
- Ma no, valletti, - corresse Tuppy.
- Fatevi avanti val...
Proprio allora entr la tragica figura del duca.
Olejoe, orgoglioso di quanto aveva imparato, cominci a dire:
- O nobil signore, avanzate...
- Smettetela, - disse il duca di cattivo umore, - e andate in cucina.
- Se ho detto qualche cosa che ha potuto offendervi, - disse Olejoe togliendosi dal capo la corona...
- Andate al diavolo.
Il re si ritir in gran fretta.
- Non una parola finch non se n' andato, - disse il duca, poi con suprema amarezza mormor: - M'ha ridato la parola.
- Vecchio mio, - gli disse semplicemente Tuppy, battendogli la spalla con simpatia.
- M'ha licenziato, - ripet il duca. Si guard attorno in cerca di una sedia, e poich il trono lo invitava, sal cupamente i gradini di legno.
- Sono finito, - disse, e sedette sulla corona abbandonata dal re. Ma si drizz di scatto e la lanci lontano.
- Piano con la corona di gioielli, - disse Tuppy con apprensione. - Hank, osservate; il Koh-noor  andato in pezzi;  l sotto la sedia. Monty, vecchio passero, perch questa tragedia?
In poche parole agitate, il duca narr il fatto. Per fortuna Tuppy aveva una conoscenza enciclopedica sul soggetto "donna", acquistata per amara esperienza, e rincor il duca.
Tuppy odiava, le donne, ma confidava che non tutte le vecchie signore fossero dello stampo della sua matrigna, n che tutte le giovani spose avessero la forza di circondare la vita del marito per farlo volar gi dalla terrazza. - La volont l'avranno, forse, molte volte, - disse filosoficamente, - ma per fortuna non tutte hanno uno sviluppo muscolare adatto per tale esercizio.
- Ma ricordate, vecchio passero, che l'intenzione c'; solo, ripeto, credo che la mia esperienza sia stata unica, dopo quella subita da Brownin, che si chiedeva:
Quale mano e cervello vanno sempre concordi?
Quale cervello concepisce e si avventura all'azione?
Quale mente ha posto in azione tutti i suoi pensieri,
Se non quella che  libera dal freno della carne?
- Mio caro duca, avendo sentito la stretta della carne attorno al collo e alla gamba sinistra, una stretta assai poco riguardosa, posso rispondere dell'esperienza di Brownin. Fu un'esperienza straordinaria. Ne scrissi un resoconto per il Field. Monty, povera anima, la vostra esperienza ha avuto una soluzione assai pi dolce della mia, sebbene possa essere stata simile nella concezione. Metaforicamente, siete stato afferrato per la pelle della nuca e colpito, e non vi resta che una cosa da fare.
Tuppy prese fiato.
- Statevene lontano, in disparte, siate nobile, paziente, mostratevi accasciato dal dolore, andate in chiesa la domenica con grande compunzione; siate umile, soccorrevole per il povero. Questo la colpir sicuramente.
- Certo, - disse Hank.
- C' un'altra via da prendere, - disse Tuppy con entusiasmo. - Potete diventare sregolato. State fuori tardi la sera, rientrate la mattina presto, cantate delle canzonette allegre e portate delle camicie flosce per accentuare la vostra decadenza. Andate alla rovina ostensibilmente, questo la colpir allo stesso modo.
- Certo, - ammise Hank.
- Questo  pi facile, - disse il duca soprappensiero. - Fu tutto cos inaspettato e rapido, - continu ripensando alla tragedia.
-  sempre cos, -disse Tuppy con simpatia. - Prendete il mio caso; io non ebbi neppure il tempo di afferrarmi alla ringhiera.
Il duca era sinceramente addolorato. Sedeva col mento appoggiato alla mano, le sopracciglia aggrottate, e la mano libera mollemente abbandonata fra i morbidi drappeggi di velluto che ornavano il trono.
- Io pregustavo col pensiero un delizioso inverno, - diceva con accento desolato; - avremmo avuto un sequestro in casa; avremmo potuto venire espulsi dalla polizia; molto probabilmente sarei stato mandato in prigione, e avrei disposto, per la circostanza, di avere la carrozza coi postiglioni di Windermere. E ora, l'intero piano  crollato.
Erano seduti nella stanza che dava sul giardino, dietro la casa, e nell'oscurit non vedevano la Scala Santa.
Il duca scosse i pugni.
- Me infelice, - cominci.
Fuori, nell'oscurit del giardino balen un lampo, e si ud una detonazione. Vi fu strepito di vetri infranti; una scheggia si stacc dal trono, e le luci si spensero. Hank balz al commutatore.
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5.
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L'attacco di Bill Slewer era venuto di sorpresa, e aveva trovato il duca impreparato. Gi una volta Bill era venuto a Kymott Crescent, ma il suo arrivo era stato notato dal vigile Hank, e l'incursione aveva trovato il nemico in armi.
Alla detonazione, il duca si era lanciato verso la serra, ma Hank lo aveva trattenuto pel braccio.
- No, per la vostra vita, - aveva mormorato. - Se  Bill, egli  sicuramente in agguato ad attendervi. Salite a prendere il revolver. Troverete il mio appeso dietro la porta di camera. - Quando ud i passi del duca su per le scale, apr con precauzione la porta della serra che metteva nel giardino.
- Hullo, Bill! - disse piano; ma non ebbe alcuna risposta.
Trascurando i saggi consigli che aveva dato al duca, inoltr rapidamente nell'oscurit. Si lasci andare ventre a terra, sull'erba umida, e si guard attorno. Non c'era alcun indizio del delinquente che aveva sparato, ma Hank aveva fatto troppe campagne per arrendersi alle prime apparenze.
Ud un passo dietro a s e fu tosto raggiunto dal duca.
- Vedete qualche cosa? - sussurr il duca mettendogli il revolver fra le mani.
- Non vedo niente; dev'essere andato.
Cautamente percorsero il giardino, perlustrando ogni angolo, e Hank, che era andato in cerca della scaletta, nel deposito degli attrezzi, non riusc a trovarla. Pi innanzi, tastando alla cieca, sent che era appoggiata al muro che dava sulla strada.
Kymott Crescent  una biforcazione di Kymott Road. Prendendo ad esempio la lettera Y, il braccio sinistro rappresenterebbe Crescent, e il braccio destro e la gamba, rappresenterebbero Kymott Road. L'assassino, calatosi dal muro, si era lanciato da Kymott Crescent sulla Kymott Road, - la strada maestra, deserta a quell'ora tarda della notte, e si era dileguato nel buio.
Riuscita vana l'ispezione, i due erano rientrati in casa, e avevano trovato Tuppy trincerato dietro un divano nell'angolo della sala, col viso pallido e stravolto.
-  andato, - disse allegramente il duca, - ma le sue parole non accesero nessuna luce negli occhi di Tuppy.
-  andato?
- S, ha scalato il muro. Dico, Tuppy, non avete mica paura per caso?
- Ma neanche per sogno, Monty, - ribatt Tuppy senza enfasi.
- Non c' stato nessun pericolo, sapete.
- Oh, naturalmente, - disse Tuppy molto distratto, guardando affascinato i pezzetti di vetro sparsi sotto la finestra.
-  meglio chiudere le imposte, - disse con aria indifferente. - C' una corrente terribile.
Fatto ci Tuppy ebbe un sospiro di sollievo.
- Naturalmente, una simile inezia, non pu preoccupare un individuo come me, - diceva Tuppy. - Per chi ha visto gli alti e i bassi della vita, specialmente i bassi, un incidente del genere, mettete le spranghe, Hank, vecchio mio, sento ancora della corrente,  un gioco da bambini. Mi par di vacillare. Vado a casa.
Il duca protest.
- Coraggio Tuppy. Finite la serata con noi; ho bisogno dei vostri saggi consigli. Non so che pesci pigliare.
- Questa sera non posso consigliarvi, perch ho un terribile mal di testa, troppo Porto; e il fegato  in disordine.
Lo accompagnarono sino alla porta, e una volta fra le pareti della sua casa Tuppy riprese la sicurezza di s.
- Se la pesca sar interessante come la caccia, posso dire d'essere caduto su una propriet singolarmente interessante.
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6.
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Il signor Nape, l'eminente editore, sedeva allo scrittoio dell'ufficio editoriale dell'Aristocrat, coi lunghi capelli neri eccessivamente arruffati, e il porta-penne segnato da molti morsi. Sul casellario davanti allo scrittoio si leggevano indicazioni come queste: "Governo", - "Attacchi", - "Imperialismo e Delitto", - "Comprenez-vous?". Quest'ultima era la gi famosa colonna rivale di "On Dit", del giornale avversario. Poi ancora "Nuove Idee", - "Note per articoli di fondo", - e altri titoli. C'era un casellario con la scritta: "Pubblicit", ma era vuoto.
Il signor Nape era contrariato perch il Lewisham and Lee Mail aveva identificato l'editore dell'Aristocrat, e lo chiamava "frivolo mercante di delitti", "spregevole plagiario", e ancora, "Pseudo Holmes". - In conseguenza di che, da tre giorni si era dato a una caccia febbrile negli antecedenti del signor M. R. B. Rake. Aveva appreso cos che il signor Rake, in un dato periodo della sua carriera, era stato maestro di scuola, - buona ragione per tacciarlo di cavilloso pedagogo; che prendeva l'ispirazione per i suoi articoli di fondo da Hydeholm (gregario del grammofono); che aveva la voce forte e maniere aggressive, ed era presuntuoso e pomposo.
In verit, le repliche del signor Nape alle stoccate della L. and L. Mail furono vivaci, e raggiunsero lo scopo. Ma in quel momento il signor Nape si sentiva imbarazzato perch doveva compiere un lavoro disgustoso; la propaganda per il partito di Tuppy, e, peggio di ogni cosa, la pubblicazione di una lettera di scusa. La propaganda consisteva nel dare comunicazione al pubblico dei lettori, che in onore del distinto vicino lord Tupping, la signora Stanley Terrill avrebbe dato un ricevimento nella sua casa, cui avrebbero partecipato, fra gli altri, sir Harry Tanneur, il sindaco di Brockley, il vicario, e il capitano Hal Tanneur del nono R. W. Kent. Sorpreso che la cittadella del duca dovesse ospitare il nemico, il signor Nape aveva cominciato una lunga satira intitolata: "L'Ispettore dei Lavori", (una felice descrizione di sir Harry), ma un ordine perentorio gli aveva vietato di pubblicarla, inducendolo a sostituirla con parole di approvazione per il trattenimento annunciato.
Fu necessaria tutta la forza di persuasione del duca per indurre Tuppy ad accettare l'invito.
- Non c' senso, - diceva Tuppy infuriato; - quel vecchio Tanneur vuol portare in trionfo lo schiavo legato alle ruote del suo carro, e ha spaventato la povera signora costringendola a fare l'invito. Io non vado. Per Giove! Per il grande Ulisse! Deve il povero, innocente Tupping entrare in scena per cose come questa?
- Lord Tupping non pu rifiutare un invito per riguardo ai suoi nobili antenati, - disse il duca con enfasi, - e poi anche in questa limitata occasione, Tanneur pu darvi l'occasione per combattere. Tuppy, dovete andare.
Cos, il signor Nape sedeva, con l'anima in rivolta, e scriveva parole amabili e cordiali per informare il pubblico del ricevimento che sarebbe stato offerto alla societ locale, in onore di lord Tupping. Gli riusciva tanto pi difficile, questo lavoro, perch l'interesse del pubblico per la lotta delle due parti, era gi stato risvegliato dal tentativo fatto da lord Tanneur di mandar via il duca dal sobborgo. Anzi, l'Associazione dei Contribuenti aveva progettato di tenere una seduta per trattare l'argomento, e lettere firmate "Gioco aperto" e "Pro bono publico" giunte al giornale, stavano a dimostrare la crescente popolarit del duca. Il signor Nape si era trovato ad essere, quasi inconsapevolmente una forza politica; ebbe la soddisfazione di sapersi dietro le scene e di sentirsi chiamare "influenza occulta", - cosa che rifer egli stesso a Hank, con affettata indifferenza. Hank aveva accolto l'espressione con aria lievemente ironica.
- Siete sicuro che parlassero di voi?
- Noi temiamo vivamente che prendiate le cose alla leggera, Hank, - aveva detto il signor Nape con severit. - Abbiamo dei doveri da compiere, una responsabilit verso il pubblico; questo distretto  maturo per un cambiamento; il fatto d'aver licenziato l'uomo che annaffiava le strade ha sollevato considerevoli proteste; lo stipendio di esattore dato al figlio dell'amministratore dell'Asilo dei Poveri,  uno scandalo, e tutto il popolo si chiede: Per quanto tempo ancora?
- Per quanto tempo? - chiese il duca.
- Sino a che...
- Voglio dire, per quanto tempo hanno continuato a fare questa importante domanda?
Il signor Nape toss, diplomaticamente.
- Questo coincide con la comparsa del nostro articolo: "Inconscia Corruzione".
Per quanto riguardava la lettera di scusa, il duca fece tacere ogni commento piuttosto rudemente.
Il cambiamento nella politica dell'Aristocrat era stato rivoluzionario, e questo fu un colpo terribile per il signor Nape, una grande afflizione per il signor R. B. Rake, editore del L. and. L. Mail, ed ebbe un effetto paralizzante sui signori di Hideholm.
- A che cosa mira, in nome del cielo, questa sua nuova tattica? - si domandava il cavaliere, mentre segnava con l'indice una intestazione di giornale.
"Lettera aperta" cominciava cos:
"A una persona che ho offeso".
- Si riferisce a me, naturalmente, - disse il cavaliere, - e prese a leggere. Mentre avanzava nella lettura, la sua sorpresa cresceva, perch era una lettera di scusa, una bassa e vile commedia per ottenere il perdono.
"Non mi  permesso vedervi".
-  vero, - disse sir Harry. - Ho detto a William che non lo riceva, per nessuna ragione.
"Le mie lettere sono trattenute senza venir lette" (sir Harry sorrise torvamente. Aveva ricevuto una lettera scritta di mano del duca e l'aveva guardata, e poi deposta senza aprirla), "e sempre pi riconosco l'errore di essermi opposto alla vostra volont".
"Ora sapr meglio regolare la mia condotta; desiderate che vada via, e me ne andr; desiderate che sia pi moderato" (non mi sono mai espresso con tante parole, - osserv sir Harry), "desiderate che rinunzi a qualsiasi ambizione locale e mi ritiri nell'oblio, ritornando di dove son venuto; cos far".
- Strano, - mormor sir Harry.
"Se vi ho dato pena con la mia presunzione" (dato pena! - disse sir Harry, - e pens alle 60.000 sterline), "lo rammarico ora sinceramente. Ritorner alle foreste vergini, alle sconfinate solitudini, ai cieli di un pallido azzurro dove si libra l'avvoltoio rapace...".
- Ma dite un po', Hal, io non ci vedo chiaro in questo affare. Pensare che soltanto la settimana scorsa, questo giornale parlava di me, come facente parte della massa di individui che avevano fatto l'Inghilterra qual' oggi; in modo assai poco lusinghiero, insultando il commercio delle pelli e parlando in tono minaccioso...
-  Tuppy, - disse Hal; - lo sapevo io, che ci sarebbe riuscito. Appena m' venuto in mente mi sono detto: Perdinci,  proprio Tuppy che ci vuole!
Sir Harry assicur gli occhiali al naso, e continu a leggere:
"Ho osato troppo, con voi" (lo credo anch'io, - esclam Hal), "ho agito sconsideratamente, e ne faccio ora ammenda". (Questa  una dichiarazione importante, se ricorre in tribunale per l'ordine di sfratto, comment sir Harry guardando Hal); "a suo tempo me ne andr, addio".
Sir Harry pieg la lettera, poi guard interrogativamente il figlio, che gli ricambi lo sguardo. Si tolse gli occhiali, li pose nell'astuccio con solennit, e chiese:
- Possiamo dire d'aver trionfato?
Strano abbastanza, la "Lettera aperta" aveva ispirato la stessa domanda ad Alicia Terrill.
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7.
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La signora Terrill, col semplice espediente di tenere aperte le porte a due battenti che separavano il salotto, dalla camera da pranzo, poteva mettere a disposizione degli invitati un appartamento spazioso. Costruito in maniera quasi identica a quello del duca, il n. 66 era stato trasformato quel giorno (come scrisse il Lewisham and Lee Mail in un articolo che toglieva il fiato), in una serra di rose, e avrebbe potuto gareggiare con le pi sontuose dimore dei Belgravia e del West End.
Hal aveva avuto l'idea di trasformare la parte pi interna della serra, confinante con la camera da pranzo, come nella casa del duca, in una specie di sala del trono, con tappeti e bandiere, "magnifico sfoggio di opulenza" - aveva scritto il L. and L. Mail.
Tuppy fu condotto l in trionfo, irresistibile nel suo elegante abito da sera, e gli invitati come umili vassalli dovevano sfilargli davanti, per ossequiarlo.
Hal si assunse la parte di cerimoniere.
- Il signore e la signorina Gosser, - present.
- Contento di vedervi, - disse Tuppy. - Come state?
- Il signor James Fenton, la signora James Fenton e il signor Fenton Junior.
- Felice di vedervi. Come state?
- Il signor Copley, il signor Minting, il signor Arturo Brown.
- Accidenti! Come state, come state, come state?
Va naturalmente sottinteso, che la parte meno cortese di questo saluto veniva pronunciata in petto.
- La signorina Spranger, distinta violinista.
- Come state? Fa un freddo cane, vero?
- Il signor Willie Sime. Avete portato qualche canzone, Willie?
- Ho un terribile raffreddore, e non posso cantare, Hal.
- Grazie al cielo! Contento di vedervi, signor Sime.
- La signora Outran.
- La donna fatale! - Come state signora Outran? Felice di vedervi.
- Il signor R. B. Rake, editore del Lewisham.
- Onorato di fare la vostra conoscenza, lord Tupping, - disse il vanaglorioso giornalista. - Non c' aspetto pi simpatico, nella vita odierna, di quello presentato dalla democrazia dei pari.
- Che chiassone! - Come state? Felice di vedervi.
- Il signor Pulter, la signora Pulter, la signorina Pulter.
- Santo Cielo! Ma quanti ce ne sono ancora? - Contento di conoscervi, come state?
C'era a mala pena spazio per muoversi, nella sala del trono, e gli invitati si erano riversati nel vestibolo e per le scale.
Sir Harry, in un angolo, osservava la scena con uno sguardo di perdonabile orgoglio. Il signor Rake scivol tra la folla e lo raggiunse.
- Ebbene, cavaliere!
La sua domanda era fatta in un tono che voleva dire chiaramente "Che cosa ne dicevo, io?"
Il signor Rake aveva la spiacevole particolarit di attribuirsi un credito personale per qualunque genere di avvenimento, si trattasse di un matrimonio o di un terremoto, qualunque fosse il suo rapporto con l'avvenimento stesso, e i suoi colleghi gli avevano dato il soprannome di Profeta del poi.
- Penso che questa cerimonia servir a confermare il prestigio del nostro amico.
Sir Harry approv col capo.
- La lettera, naturalmente,  stata il suicidio ufficiale del duca, e questa serata pu essere considerata come la cerimonia di consacrazione di lord Tupping.
Non suscitando alcun entusiasmo, Rake continu.
- Che uomo notevole, lord Tupping!
- S.
- Cos popolare!
- Cos sembra.
- Ha entusiasmato tutti; lord Tupping qua, lord Tupping l; non si parla che di lui.
- Gi,  vero, - disse sir Harry con indulgenza. - Tuppy  un buon ragazzo.
Il buon ragazzo, in quel momento, stava lamentandosi con Hal.
- Vediamo un po', Hal, amico mio, - diceva con fermezza; - sono troppo stanco di questa processione, e ch'io sia dannato se resisto un altro poco.
- Pazienza, Tuppy, presto sar finita. Confortatevi, ch questa sera abbiamo dato il colpo finale al duca.
- Oh! - disse Tuppy con aria distratta.
- S, non avete visto la "lettera aperta" indirizzata a pap?
- No, - disse l'innocente Tuppy.
- Come, non sapete nulla di avvoltoi che volteggiano nell'aria, e del cielo di rame?
- Cielo azzurro, - corresse Tuppy, e continu in fretta: - Volevate dire azzurro, penso.
- Azzurro o color rame, - disse Hal con indifferenza, - erano tutte sciocchezze.
- Mio caro Hal, eminente stratega e autorit militare, acuto studioso di caratteri, retorico e logico come certo credete di essere; io non posso accettare i vostri giudizi sopra soggetti letterari. Io penso che quello dell'avvoltoio sia stata un tocco eccezionalmente immaginoso, e quello del cielo azzurro, un tratto squisitamente delicato.
- A sentire la vostra difesa, si direbbe che l'abbiate fatta voi, la lettera, - disse Hal.
Tuppy non era pacificato.
- Questa  un'altra questione.
Alicia venne ad interromperli. Accaparr l'attenzione di Tuppy con qualche domanda, e Hal, dopo un vano tentativo di prender parte alla conversazione, si ritir contrariato.
- Lord Tupping, - gli disse Alicia, - non vi sentite un terribile ipocrita?
- Ordinariamente no, cara signorina, - le rispose Tuppy.
- Sir Harry pensa che non siate in buoni rapporti col duca.
Tuppy tossicchi.
- Per il momento non lo sono, - confess Tuppy, - per una questione sorta a proposito della cottura delle patate; con sale, o senza sale? Io dico senza, lui,  ostinato e dice con sale. Capir, dopo le sue recenti preoccupazioni...
Alicia lasci cadere ogni commento.
- Chi ha scritto quella orribile lettera?
- Quale lettera? - Il viso di Tuppy esprimeva la pi viva sorpresa.
- Oh! prego; non fingete d'ignorare quella lettera assurda.
Tuppy si raddrizz.
- Cara signorina, - disse con dignit, - se vi riferite agli avvoltoi...
Con rapido pensiero, Alicia corse a quella fioritura poetica di avvoltoi e di cieli azzurri.
- No, non mi riferisco a quegli sfoggi letterari, assai belli, - disse, - ma al tono generale della lettera.  stata un'idea del duca, naturalmente?
- La parte piatta, l'ossatura, diremo, era del duca, infatti.
- Bene, - ella interruppe parlando rapidamente, - dovete dire al duca che non deve fare simili cose; io non voglio ricevere dei messaggi d'addio per mezzo della stampa; gli direte, anzi, che io non legger pi il suo giornale.
- Non lo dite, - interruppe Tuppy, - quello che uscir nel prossimo numero merita di esser letto, signorina.
- Nel prossimo numero! - Alicia si sent ribollire il sangue. - Volete significare che egli osa ancora...
- Ne ha gi scritte venti, - disse l'informatore, - alcune sono molto buone, altre cos cos. Ce n' una bella, intitolata "I profitti della Penitenza", che comparir nel numero di Natale.  commovente! Parla delle campane di Natale e dei bambini che muoiono di freddo sulla neve.
Alicia non rispose nulla.
- Dovete dire al duca...
- Perch non glielo dite voi? - sugger Tuppy.
Qualcuno, all'altra estremit della sala, finiva in quel momento di cantare, e gli ospiti che avevano trovato da sedere sorridevano dolcemente a quelli rimasti in piedi, che li guardavano meno dolcemente, tacciandoli in petto di dannati egoisti.
Sir Harry, nel frattempo, era salito in piedi su una sedia, e la sala si era fatta silenziosa e attenta.
- Amici, - disse sir Harry, - sento che non ci possiamo separare, questa sera, senza che io abbia detto lo scopo di questo trattenimento. (Evviva). Noi ci siamo riuniti qui per rendere omaggio al nostro nobile vicino, lord Tupping.
- Cielo e terra, - smaniava Tuppy, - perch non mi lasciano in pace?
- Lord Tupping, - continuava sir Harry, - ci ha mostrato la tipica condotta del pari inglese, dignitoso eppure affabile, cortese, riservato eppure avvicinabile, egli combina generosit, castigatezza di maniere, dignit, ed  un vivente contrasto col sedicente nobile, la cui indegna condotta, ho ragione di credere, avr scandalizzato il nostro sobborgo.
- Dico, dico, - esclam Tuppy con indignazione; ma nessuno lo ud.
- Come olio sull'acqua, - continuava sir Harry; - come il reale di fronte al fittizio; come la vecchia nobilt paragonata a quella dell'ultima ora, cos  la nobilt inglese paragonata a quella straniera. Non si mischiano, non hanno nulla in comune; sono separate da un profondo abisso. Noi dobbiamo essere vivamente grati...
In quel momento un individuo alto, dall'aria naturalmente distinta, si fece strada tra la folla degli invitati. Era il duca, a testa scoperta, pallido e quasi senza fiato.
- Tuppy, - chiam, - e con grande sorpresa di sir Harry, l'oggetto del suo panegirico avanz a mezza strada ad incontrarlo. Nel silenzio che si fece a un tratto nella sala, si udiva distintamente ogni parola pronunciata.
- Tuppy, siete voi che avete scavalcato il muro del giardino, questa notte? - fu la stupefacente domanda.
- No, vecchio mio.
- Siete sicuro?
- Sicurissimo, caro Monty.
Il duca rimase pensieroso.
- Allora non siete voi che avete lasciato cadere questo! - e mostr nella mano tesa un astuccio da sigari in argento.
Sir Harry lo riconobbe, con una esclamazione smorzata. Era l'astuccio dimenticato volontariamente nella stanza di Bill Slewer.
- C' scritto: Harry Tanneur, - disse il duca, - e l'individuo che l'ha lasciato cadere nella fretta, m'ha dato un altro segno della sua considerazione. - Cos dicendo mostr l'altra mano, e Alicia dette un grido, perch era avvolta in un fazzoletto insanguinato.
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PARTE QUINTA.
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LE AVVENTURE DEL DUCA.
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1.
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Olejoe aveva detto testualmente che si avvicinava il periodo in cui "si sarebbe fatto qualche cosa". Con una azione pendente in tribunale, la presenza del custode degli oggetti sequestrati era pi suggestiva che conclusiva. Olejoe era una splendida macchia di colore, un pittoresco accessorio, ma, come diceva malinconicamente Tuppy, non aveva ancora giustificato il fastidio e le spese.  vero, per, che con una coppa d'argento in mano a guisa di scettro, e quel suo fantastico abbigliamento, sostituiva il degno servo. Egli infatti introduceva i visitatori, contrattava col beccaio, col droghiere, e, inoltre, era un rappresentante dell'autorit giudiziaria. Era pure ammesso nel circolo di famiglia, e veniva invariabilmente presentato ai visitatori, come "il sequestratario".
Con la venuta di Tuppy la questione di Olejoe si era fatta vitale. Tuppy, ora, era diventato un inquilino del 64, perch un biglietto dell'agente di Sir Harry aveva posto termine alla sua locazione, e una lettera del cavaliere lo aveva trattato da uomo a due facce, da cacciatore che corre con la lepre e col cane, da traditore di una fede sacra... e altre frasi felici coniate a suo obbrobrio.
- La cosa pi orribile, - diceva Tuppy in amarezza di spirito, -  che ho disdetto il mio appartamento in Charles Street, e scommetto mille contro uno, che il padrone di casa non mi vorr riprendere, se non pago qualche cosa del vecchio conto.
Il duca l'aveva invitato a rimanere con loro, e Hank l'aveva pregato con insistenza.
- Il duca ha bisogno di avere vicino qualche persona che comprenda il suo dolore per le sue speranze svanite; - gli disse; - e che lo conforti.
Tuppy, nella sua qualit di competente sul soggetto "Donne", aveva consentito a rimanere.
Cos Olejoe era venuto ad essere un problema, il pernio attorno a cui si aggirava un incessante succedersi di questioni; perch Tuppy aveva portato con s il fedele Bolt, e il n. 64 non era costruito per alloggiare forestieri.
Olejoe rappresentava la domestica crisi.
- Bisogna prendere qualche determinazione per Olejoe, - era l'ultima frase del diario quotidiano, e l'ultimo soggetto di discussione serale.
Olejoe stesso il pi delle volte era presente, e tratto tratto lanciava qualche rimostranza.
- Un individuo che conosco, - veramente non conosco lui, ma devo un centinaio di dollari a suo fratello, - disse Tuppy, - fatto che a tutti gli intenti e scopi estende la mia conoscenza anche a lui, perch avr sentito parlare di me da suo fratello, un diavolo d'uomo che, se si tratta di affari di denaro...
- Lo cercher nel Dizionario Biografico Nazionale, - disse il duca, - per ora andate avanti. Dicevate che questo tale...
- Bene, aveva l'abitudine di andare nei paesi pi selvaggi, Africa, Klondike, e altri luoghi dove non arriva neanche la radio, e quando trovava qualche cosa di extra, tipo pelli o ali di uccelli, lo mandava a Wards perch lo mettesse nella sua libreria. Quando dico libreria, intendo il posto dove andava a dormire nei pomeriggi della domenica. Quando poi trovava qualche cosa di due volte extra, - stupefacente, sbalorditivo, assolutamente inestimabile, allora faceva impagliare, e mandava al museo. - C'era un ramo di pazzia nella famiglia.
Il duca lanci un'occhiata di stima ad Olejoe.
- Potremmo lasciarlo a South Kensington, - mormor.
- Impagliato? - sugger Hank.
- Dentro una vetrina, - disse Tuppy con entusiasmo, - con un grosso cartello con la scritta: "Un presente alla Nazione", o qualche iscrizione altrettanto cretina.
- Meglio sarebbe: "Per un debito di coscienza". - disse il duca. - "Dono di due anonimi che hanno defraudato lo Stato, delle Imposte", con preghiera di rendere pubblico il fatto a mezzo del Times.
- Signori, - disse Olejoe con un riso forzato, - io ho sempre trattato con dei forestieri, che erano persone per bene, e che si sono compiaciuti di me, parola d'onore. Ho conosciuto dei suonatori d'organetto, dei gelatieri, delle signore che vanno in giro con un uccello sulla spalla e vi dicono se vostro marito sar biondo o bruno, e quanti figli avrete; se voi trattate bene gli altri, potete aspettarvi d'essere trattati bene; fate agli altri quello che vorreste fosse fatto a voi, e non fate agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi. Cos non fate scherzi, per piacere.
- Quando avete cominciato a parlare sulla tolleranza degli stranieri, - disse Tuppy, - pensavo che avreste detto qualche cosa di particolarmente interessante.
- Non scherzate, - ripet Olejoe.
- Dico, - esclam Hank a un tratto, - cosa ne direste, se lo mandassimo a Tanneur perch lo appenda come insegna?
- Vivo? - chiese Tuppy con un tono che fece rabbrividire il povero Olejoe.
- Naturalmente, - disse Hank. - Mandarlo con una coda legata dietro. Sarebbe una cosa che farebbe molto chiasso.
- Sono certo che Olejoe pu venire impiegato in qualche cosa di utile, - osserv il duca. - In un'epoca che ha trovato da collocare tutti i sotto-prodotti, non dovrebbe essere difficile impiegare questa nuova variet. Il guaio  che, per il momento, il cavaliere si trova all'estero.
- All'estero?
- S, all'estero. Se questo significhi poi una stagione in riviera, o una esplorazione alle isole Sandwich, non posso dire. Ma all'estero  andato, o sta per andare.
- Non potremmo inviargli il nostro prezioso amico come corriere? - chiese Tuppy. - Una specie di dragomanno privato.
Il duca scosse la testa.
- La situazione  questa, - disse. - Noi prendiamo in affitto una casa; il cavaliere la riscatta dal proprietario; noi ci rifiutiamo di pagare l'affitto; il cavaliere fa un sequestro, e mette un custode del sequestro; noi non abbiamo posto per il custode; - egli ha sopravissuto al suo profitto.
Quesito che cosa A dovrebbe fare di B?
- Noi possiamo, naturalmente, seppellirlo nel giardino, - continu il duca, - e cos arricchire il terreno; possiamo aspettare una sera nebbiosa, portarlo fuori e farlo perdere...
- Monty, ho un'idea.
L'ispirazione era venuta a Tuppy con straordinaria fulmineit.
- Mandatelo fuori.
- In che modo?
- Pagate l'affitto, - disse solennemente Tuppy. -  piuttosto originale l'idea, e stabilisce anche un cattivo precedente, ma, come soluzione, vi sfido a trovarne una migliore.
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2.
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Molti autori commettono l'errore di non voler introdurre nei loro romanzi dei caratteri, se nello svolgimento dell'azione non compiono atti tali da renderli indispensabili allo scioglimento dell'intreccio. Siamo infatti familiari col servo fedele che durante 300 pagine si affaccia tratto tratto a dire: "Il pranzo  servito, eccellenza", e si mantiene oscuro sino alla fine del libro, quando d la vita per i figli del suo padrone, o produce un testamento scomparso; e con la governante, pi o meno bella, che, semplice ombra nel corso di 20 capitoli, viene alla ribalta al 21, quando accusa il conte senza macchia, di essere il padre del piccolo accattone.
Io avrei desiderate, che Olejoe potesse uscire da queste pagine, naturalmente, come si esce dalle pagine della vita reale, senza ostentazione, senza battute finali che trascinano il pubblico; ora, siccome le tradizioni del teatro non si arrestano particolarmente a contemplare caratteri eroici come quelli di Olejoe, io non so, ma penso che qualche cosa del genere di quanto segue, potrebbe forse soddisfare tutte le esigenze:
Olejoe, un piede sul limitare della porta, col fardello gettato sulla spalla:
Addio, mio lord,
Addio mio nobile duca; l'olmo avr nuove gemme,
Rinverdiranno le foglie; il sole estivo
Dorer la cupola della tua grande casa,
Ma lontano dalla tua nobile presenza,
Me n'andr verso una notte senza fine.
Addio mio lord, l'oro che m'hai donato,
Questo ricordo della tua clemenza,
Mi fa tremare il core e le labbra suggella.
(si affaccenda col fazzoletto). Addio!
Questo tragico addio, naturalmente, sarebbe per il pubblico; ma anche Olejoe, prima di lasciare la sua carica, disse qualche parola che riporteremo.
Una regolare ricevuta posava sul tavolo, e il nostro eroe, insaccato in una bella giacchetta del duca, un paio di pantaloni di Tuppy e un cappello da cow-boy, - contributo collettivo dei tre amici, - teneva in mano la generosa mancia datagli dal duca, e con le lacrime agli occhi, esprimeva la sua gratitudine.
- Signori, - diceva, - da uomo a uomo, io vi sono molto obbligato. Se ho fatto qualche cosa che non andava, vi prego di scusarmi; io avevo un dovere da compiere, e ho fatto del mio meglio. Vi ho trovato sempre galantuomini, e, se qualcuno dir il contrario, io sar come l'acqua che scorre sul dorso dell'anitra, dentro da un orecchio e fuori dall'altro. Se potr rendervi servizio in qualche modo, lo far volentieri; e con queste parole io vi ringrazio tutti e tre. - Come vedete, il discorso era altamente sentito.
Cos pass Olejoe, e io vorrei non dovesse pi comparire in questa storia, per appoggiare la mia protesta contro le convenzioni dell'arte.
- Il consiglio si riunir quest'oggi per una discussione puramente privata, - disse il duca. - Mi sento terribilmente depresso, Hank. - Erano attorno al tavolo, in seduta.
- Se  per l'Eterno Femminino, - disse Hank alzandosi in fretta, - quando avrete esaurito il soggetto, mi troverete in giardino, attorno ai bucaneve.
- Siete antipatico, - esclam il duca indignato. - Ci sono qui due cuori innamorati...
- L'anatomia, - disse Hank dalla porta, -  una scienza che io non amo pi, da quando il dottor Dago di Opothocas Mex, mi amput un dito del piede, con l'erronea convinzione che l'avvelenamento con la cadaverina avesse a che fare coi piedi.
- Quello che dobbiamo fare ora, - disse Tuppy, quando il poco romantico Hank fu scomparso, -  di trovare qualche cosa di particolarmente commovente. Temo di aver scioccamente guastato l'effetto delle altre lettere anticipandone il contenuto.
- Tuppy, come siete asino! - disse il duca. E Tuppy consent allegramente.
Per due ore, i due amici sedettero in profondo raccoglimento, a comporre l'epistola che avrebbe dovuto operare il miracolo.
Era indirizzata: "A chi pu interessare", e cominciava: "Che cosa  la vita? - dice Emerson".
-  un principio di lettera abbastanza pazzo, - disse, Tuppy. - Perch tirarci dentro Emerson?
- Potete suggerire di meglio? - chiese il duca bruscamente.
- Vedete, - disse Tuppy, pensieroso; - ci vorrebbe qualche cosa di Tennyson. Conoscete nulla? - Corrug la fronte nello sforzo del pensiero, poi recit, riempiendo le lacune come meglio poteva:
 assai giocondo quel che vuol succedere,
Io lo sento, tum tum tum,
 meglio avere amato una ragazza,
Che non aver tum tum amato mai!
- Marcio, marcio! - disse il duca.
- Forse, - mormor Tuppy, - non ho ricordato esattamente qualche verso, ma chi ama pu capire ugualmente l'intimo senso, - disse rasserenandosi subito.
- Se mai scriver poesie, Tuppy, - disse il duca, gravemente, - vi sar grato se vorrete astenervi dal citarle.
Cos fu concesso alla citazione di Emerson di mantenersi in prima riga. Tuppy, quando furono verso la fine, fece uno sforzo coraggioso, per introdurre nella lettera un fiore poetico.
- Ecco, Monty, perch non volete introdurvi questa frase?
"L'amore, per una fanciulla,  una cosa a parte,
 l'intera esistenza, per l'uomo!"
- Tuppy, per rispetto all'estinto che state citando a torto e a traverso, la rima dice "L'amore, per un uomo,  una cosa a parte".
- Ma lei non capirebbe la differenza, - disse coraggiosamente Tuppy.
- Non credo. Ma questa, amico mio,  una lettera aperta, che si suppone indirizzata a sir Harry. Io non posso lanciare frasi poetiche contro la sua disgraziata testa; dopo tutto  gi stato punito abbastanza.
A questo punto sospesero la loro composizione per raggiungere Hank nel giardino, lasciando che il servo preparasse per la colazione.
Hank, per piantare bucaneve, era entrato nella serra in fondo al giardino, una piccola serra calda e comoda in una giornata di vento, e lasciatosi andare su una poltrona a sdraio, si era addormentato placidamente. Lo svegliarono spalancando la porta, e lasciandogli battere in viso un'ondata d'aria gelata.
- Avete notato qualche cosa di anormale nella casa vicina? - sbadigli Hank, e il duca sussult.
- No, - rispose con un'ombra d'ansiet nella voce. - Che cosa c'?
- Le persiane abbassate, e un'aria di generale desolazione, - disse Hank.
Il duca lo fiss un istante, poi rientr in casa di corsa. Il grave servo stava piegando un tovagliolo.
- Cole, - disse il duca con tragica voce, - dove sono andate le signore del 66, e perch non mi  stato detto niente?
- Sono partite la notte scorsa, - prese a dire Cole, procedendo per ordine, - e sono andate a Bournemouth, se sono bene informato. La sorgente delle mie informazioni  il beccaio.
- Il portalettere vi avrebbe informato meglio, - disse il duca in aria di rimprovero.
- Il portalettere  un individuo estremamente reticente, - disse Cole, - e inoltre  un radicale, e non ci approva. Il beccaio, al contrario, sta per gli interessi degli agricoltori, e per la chiesa stabilita.
- Benissimo, - disse il duca, - proseguite.
- Le signore sono partite la notte scorsa, - continu Cole. - E riguardo al non avervi informato prima, - Cole era una persona esatta, - l'informazione mi  stata data dieci minuti fa, assieme alle costolette.
Cole sost in atteggiamento deferente, poi riprese:
- Se vostra grazia vorr ricordare, io avevo suggerito un arrosto, per la colazione, ma il mio suggerimento non  stato accettato. Se avessimo fatto una coscia di montone, sua grazia sarebbe stata informata due ore prima, perch, come sua grazia certamente conosce, l'arrosto di montone richiede due ore per cuocersi.
- Siete vendicato, Cole, - disse il duca con tristezza.
A colazione il duca fu molto calmo.
- Non so perch se ne siano andate, - disse infine, - ma non posso dire che la loro partenza non sia provvidenziale.
- Il mio pensiero seguiva la vostra stessa idea, - disse Hank. - Spinse indietro il piatto e accese un sigaro. -  venuto il momento di regolare i conti con Bill Slewer.
- Non volete dire che il vostro amico che si diverte a sparare sia ancora nelle vicinanze? - chiese Tuppy allarmato.
Hank accenn di s, lentamente.
- Era qui la notte scorsa, vero, duca?
- S, - disse il duca distrattamente.
- Abbiamo rintracciato le sue impronte fra le aiuole del giardino, - disse Hank.
- Ma, mio caro pazzo cugino transatlantico, - disse Tuppy, - e la polizia non la contate? La severa custode della sicurezza e dell'ordine pubblico? A che cosa servirebbe, allora, pagare le tasse per l'acqua, il gas e tutte queste cose?
- La polizia? - Hank sorrise. - Oh! la polizia! Non ha niente a che vedere, qui, la polizia; questa  una contesa privata.
- Ma, - grid Tuppy violentemente eccitato, -  oltraggioso parlare cos del nostro magnifico Corpo; non dovete essere egoista, vecchio mio. Supponete che questo orribile individuo spari contro di me per divertimento... Oh! voi potete ridere, ma sarebbe terribilmente seccante per me.
- Io non rido, Tuppy, - disse il duca con seriet; - capisco benissimo la vostra allegria...
- Mio traviato e poco caritatevole amico, - disse Tuppy molto abbattuto, - non  un gioco; io sono notoriamente avventato, tanto che mi fu ritardato il congedo perch troppo arrischiato; anzi, "per essere pericolosamente arrischiato", sono le testuali parole dell'ufficiale. Io non scherzo; parlo per un rispetto ereditato per la legge.
Si vedeva ch'era sensibilmente agitato.
- Bene, lasciate che mi congratuli con voi e apprezzi il vostro spirito di ossequio alle istituzioni, - esclam il duca, - ma, come fa osservare Hank, questo non  un caso per la polizia;  una questione puramente personale fra il signor Slewer e me. Siccome il furfante va facendosi troppo spavaldo,  necessario mozzargli le ali, e ora ci si presenta l'opportunit.
Olejoe ricomparve a questo punto.
Entr sorridendo con aria sciocca, e si ferm presso il limitare della porta, girando il cappello fra le mani, - indeciso.
- Un amico nel bisogno  un amico nel bisogno. - A questa punto sorrise benevolmente. - C' della gente, - riprese con un sogghigno, - che non crede alle proprie orecchie, e crede soltanto a met di quello che vede. C' della gente che non crede che un individuo possa venire incoronato, e star seduto su di un trono. - Sorrise con indulgenza. - Ma un mio amico, non proprio un mio amico, ma un ragazzo che conosco,  andato a West End. Si chiama Harry.
- Olejoe, - disse il duca bruscamente, - venite al punto.
- Un momento, - disse Olejoe; - arrivo subito alla parte che v'interessa. Conoscete il White Drover, fuori dalla stazione Vittoria?  una casa che io frequento poco, ma Harry ci va, cos siamo andati.
- Vi seguo, - disse il duca.
- Cosa avete preso? - mi domanda Harry.
- No, dico io, - tocca a me. - Cosa avete preso?
- No, - dice Harry, - pago io. - Cosa avete preso?
- No, dico io...
- Tagliate corto, - disse Hank, - avanti.
- ...quando sento un uomo parlare nell'altra sala del bar, un bar elegante, con dei sedili di velluto rosso. Era un uomo come Hank.
Una prova dell'eccitazione di Olejoe era data dal suo semplice "Hank", detto con fredda calma, senza arrossire.
- Egli dice, l'americano, voglio avere nelle mani il duca, e l'altro individuo (fra un minuto vi dir il suo nome, e sono certo vi far una terribile impressione), dice: non fate niente, ancora.
- Ho un'idea, disse questo qui, non l'americano, che quando il duca trova che mia nipote  venuta con io al Merroccer...
- Al Marocco? - domand il duca ansiosamente.
- Al Merroccer, - ripet Olejoe, - lo stesso posto come la pelle, quando trova che mia nipote (vi dir chi  fra un minuto, lo tengo per ultimo), quando trova che ho portato mia nipote a fare un viaggio di piacere al Merroccer, c' la probabilit, - dice l'uomo, - che le venga dietro. Ora, se il duca viene al Merroccer, - dice l'uomo, - (certo non v'immaginate il nome, ci pensaste anche mille anni), - se il duca va at Merroccer, io non mi curo neanche lontanamente di quello che potrete fare, al Merroccer.
- Tuppy, - disse il duca rapidamente, - se volete potete starvene fuori da questo affare; ma se venite, non correrete nessun rischio, e ci sar un gran divertimento. Volete venire?
- Sfido, io!
- Non abbiamo che il tempo di far le valigie e prendere il treno delle 2,20 a Charing Cross. Prendete poca roba, il resto si potr comperare a Parigi.
E i tre uscirono a precipizio dalla stanza.
- Non indovinerete mai, - diceva Olejoe con gli occhi socchiusi e barcollando tratto tratto, - il nome di questo individuo, n della ragazza in questione. Ora vi lascio tre supposizioni da fare...
Stava ancora parlando, quando la porta sbatt, con fracasso dietro gli avventurieri.
...
.
...
3.
...
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...
Vi sono dei limiti anche al potere dei duchi. Per esempio, anche un duca che decide alle 2,30 di prendere il treno delle 2,20 a Charing Cross,  poco verosimile ci riesca, a meno che non compia qualcuno di quei miracoli di cui si ode nel corso di tragici dibattiti parlamentari, come quello di "mettere indietro le lancette del tempo". Cos non presero quel treno.
Ebbero agio di fare i loro acquisti, e agio di riflettere; e riuscirono pure a mandare un telegramma al grave Cole e a dargli istruzioni per il governo della casa, nell'assenza del duca. Anche Bill Slewer conobbe in tempo il loro piano, e questo perch, fra le istruzioni telegrafiche del duca al servo, c'era quella di parlare francamente della loro partenza.
I tre amici lasciarono Londra col treno delle nove, - quello stesso Continental Express per il quale Hank aveva fatto dare il segnale di partenza; e la traversata Dover-Calais fu un piacevole viaggio per Tuppy, sollevato per allontanarsi dal teatro della guerra. Arrivarono a Parigi prima dell'alba, e stettero oziando tutto quel giorno e il seguente. Se le informazioni erano esatte, i Tanneur si trovavano a Parigi; dovevano quindi fare un lavoro d'investigazione, per rintracciarli.
- Voi, Tuppy, visitate i magazzini, - disse il duca; se girate nel centro siete sicuro d'incontrarli. - Egli riserv per s la visita al Louvre, e Hank si assunse di visitare sistematicamente tutti gli alberghi frequentati da inglesi, e di esaminare la lista dei forestieri.
Tuppy, dopo essersi fermato dieci minuti davanti alla vetrina di un gioielliere, in Rue de la Paix, ritorn all'albergo completamente esausto. Appresero, per puro caso, che i Tanneur erano andati a Madrid, e fecero una corsa selvaggia per prendere l'espresso del Sud, e lo raggiunsero mentre stava per uscire dalla stazione. A Bordeaux Tuppy scese dal treno per prendere un giornale, e sulla banchina incontr un conoscente. Si scambiarono i saluti e notizie, Tuppy parl in termini poco generosi della sua matrigna, e quando ricord che doveva risalire in treno... non vide che un pennacchio di fumo.
Il duca, furente, dovette perdere una giornata a Biarritz, per attenderlo.
A Madrid vennero a sapere che i viaggiatori che inseguivano si erano fermati ad Avila, e corsero all'assalto della citt fortificata. Ma mentre il treno entrava sbuffando e stridendo in stazione, l'Espresso del Sud ne usciva, e il duca pot intravvedere la snella figura di Alicia affacciata a un finestrino. E imprec. Ritornarono a Madrid la stessa notte con un treno che si fermava ad ogni stazione, e qualche volta fra due stazioni, e scesero al Medina a met della notte, deboli e avviliti. Hank solamente, imperturbabile fra le contrariet e la fredda desolazione di quella involontaria sosta notturna, considerava ogni cosa con calma indulgenza.
Ancora per colpa di Tuppy, perdettero l'Espresso di Siviglia. Tuppy era stato preso da un subito, appassionato amore per l'arte; vagava per il Prado, si attardava davanti a Velasquez, si scioglieva in estatica incoerenza davanti alle meraviglie del Tiziano, alle glorie di Rubens, alle bellezze di Paolo Veronese, cos da decidere di farsi rinchiudere nel museo all'ora d'uscita dei visitatori. Fu scoperto da un custode, acciuffato come ladro internazionale, arrestato, e rilasciato dopo molte noie e molti disturbi, in cui furono coinvolti l'ambasciatore inglese, il Ministro della Marina e il duca di Montvillier.
-  inutile che vi arrabbiate tanto, caro e feroce amico, - disse il penitente Tuppy. - Per quanto possa essere stata disgraziata la mia incursione nel regno dell'arte, io illustro il detto di quel grande tedesco che scrisse una commedia intorno alla brevit della vita di fronte alla vastit dell'arte; e il vecchio Tiziano e l'allegro Velasquez non aspettano nessuno.
- Tuppy, avete un orario?
- Non l'ho, Monty.
- Ma se ve ne ho dato io uno, legato in rosso.
- S, - disse Tuppy, ripensando; - mi avete dato un piccolo libretto macchiato d'uovo; ma vi confesso, Monty, che non sapevo che fosse un orario.
- Ma che cosa diamine pensavate che fosse! - chiese il duca annoiato, - un paio di bottoni per polsi? D'ora in avanti, Tuppy, vedete di comportarvi da gentiluomo. Da un po' di tempo mi pare vi conduciate come una vera peste.
Infatti, se dovevano partire alle sette, e la colazione era ordinata per le sei, si poteva essere certi che verso le quattro Tuppy avrebbe cacciato la testa nella camera del duca, con delle frasi ansiose.
- Viene gi a torrenti, vecchio mio, sentite? C' gi della gente dabbasso. Siete sicuro dell'ora del treno, Monty?
- Per amor del cielo, Tuppy, andate a dormire, - gli diceva il duca; - e Tuppy si ritirava, ma non per dormire. Cominciava a impacchettare; si sentiva a intervalli il tonfo di una scarpa che cadeva e l'imprecazione smorzata che l'accompagnava; un sommesso fischiare del "Coro dei Soldati"; il furioso diguazzare nel bagno, e muggiti e sibili che facevano pensare ad un mozzo di stalla che facesse toilette. Poi guaiti e grugniti accompagnavano il suo sforzo muscolare nell'esercizio dei manubrii, e infine il colpo di un manubrio che gli sfuggiva di mano battendo sul pavimento, faceva balzare il duca dal letto, esasperato.
E questo si ripeteva fedelmente a Cordova, a Siviglia, Ronda, Algesiras e Gibilterra.
Fu a Ronda che il duca ritrov l'oggetto del suo inseguimento.
Alicia, che stava facendo colazione sola, nel grazioso "comidor" dell'Htel, vide proiettarsi un'ombra nel vano della porta, ma non alz gli occhi dal libro che stava leggendo. Quando li sollev, rincontr lo sguardo ridente del duca, e tese con gesto spontaneo le mani. Fu un atto inconscio, impulsivo, ma col duca non si poteva andare a mezza via. Egli la salut come se si fossero separati la sera prima i migliori amici del mondo, perch aveva il dono di riannodare un'amicizia senza che si delineasse la linea di interruzione.
Il pensiero di Alicia lavor rapidamente;  certo che, dopo avergli teso con tanto slancio la mano, non poteva riprendersi; e pur riconoscendo che la sua condotta era un poco pazza, e forse non eccessivamente riservata, si lasci andare a discorrere gaiamente con lui.
- Abbiamo lasciato la mamma a Parigi, e mia zia  con noi. Ci siamo molto divertiti...
Ella pensava che ora, per lui, ella era "Miss Terrill", e provava una specie di soddisfazione negativa.
Egli non mostrava di voler ritornare sul loro ultimo incontro; non vi fece alcuna allusione; non offr spiegazioni, non fu tragico n triste, - atteggiamenti che caratterizzano ordinariamente i giovani che hanno il cuore infranto. Era certo l'uomo meno convenzionale che Alicia avesse incontrato.
Poi, a un tratto, l'incontro si fece imbarazzante.
- Mio zio scender a colazione a momenti, - disse Alicia. - Non credo che voi e lui siate molto... - Non fin la frase, lasciandola interpretare al duca.
Questi si alz.
- Non siamo molto amici, infatti, - disse.
- Probabilmente vi vedr ancora, - ella sorrise. Era perfettamente sicura di s, e dominava serenamente la situazione.
- Sir Harry ha letto le vostre "Lettere Aperte", e credo sia rimasto commosso dal vostro pentimento, - disse maliziosamente.
- Anche uno zio deve avere i suoi sentimenti, - osserv il duca con calma, - e il sapere che la nipote e pupilla ha ispirato...
- Addio, - disse Alicia in fretta, - sar forse meglio che non ritorniate. - Poi aggiunse, con studiata indifferenza: - noi partiremo domani per Tangeri.
- Via Algesiras, o Cadice?
- Per Algesiras e Gibilterra, - disse Alicia. - Addio. - E tese la mano al duca, con gesto nervoso.
Il duca prese la mano e la baci; poi la baci sulla bocca.
- Oh! - grid la fanciulla.
Il duca la guard sorpreso.
- Che cos'? - si freg la guancia. - Sono rasato.
- Come... come osate? - ella disse, indignata.
- Osare? - chiese il duca imbarazzato. - Perch? Non siete forse la mia fidanzata?
- Sapete che non lo sono pi! Sapete che vi ho ridato l'odioso anello... sapete...
Il duca la ferm con un gesto imperioso.
- Riguardo al vostro atto, - disse con dolcezza, - volete credere alla mia assicurazione di non averlo considerato? Vi prego, non ci tornate sopra.
E la lasci col sentimento confuso che in qualche modo, ella gli fosse grata.
...
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...
4.
...
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...
El Mogreb Alaska, questo giornale intraprendente, annunciava l'arrivo del duca e dei suoi amici. - "Sfortunatamente, - diceva il giornale, - "un membro dell'entourage del duca, il Rt. Hon. Lord Tupping, fu lasciato indietro a Gibilterra, per un errore nell'itinerario di partenza del Gibel Musa.
Dal che si pu intuire che Tuppy era caduto un'altra volta in disgrazia. Egli arriv col vapore seguente, due giorni pi tardi, con un tentativo di rimostranze che aveva studiato di inscenare a scopo di difesa, ma che avrebbe lasciato passare nel silenzio, qualora il duca non lo avesse rimproverato.
Tuppy aveva passato una giornata con un amico, a Gibilterra; un ufficiale della Marina o che so altro, e ora ne parlava col duca.
- Non ho mica sbagliato l'ora, Monty, vecchio mio; ero gi al porto coi miei bagagli, e guardavo pensosamente le onde che lambivano la sponda, e i gabbiani che sorvolano il mare glauco, aspettandovi, quando mi venne in mente che eravate terribilmente in ritardo, e andai al vostro albergo per cercarvi. L mi dissero che eravate partito il giorno prima.
Sedevano sulla grande terrazza del Continental. Dalla stretta viuzza di fronte saliva la lenta nenia dei giovani islamiti alla scuola e il ritmico picchiettio degli asini che passavano col loro carico. Tuppy parlava al duca, ma il suo sguardo era altrove; seguiva Hank seduto poco discosto. Hank aveva trovato alcune signore americane, e circondato dal fior fiore della femminilit di Ohio narrava una storiella assolutamente fantastica, di un harem moresco. Un viso, in quel circolo, aveva singolarmente attratto Tuppy.
- ...poi c' la lavandaia che lava, la cuoca che cucina, la stiratrice che stira e la donna che aggiusta le calze.
- Oh! signor Hankey; vi prendete gioco di noi?
- No, signore, - disse Hank con fermezza. - Quando ero ministro americano a Fer, nell'82...
Poich le spiegazioni di Tuppy erano state esaurienti, il duca si era messo ad ascoltare con piacevole interesse il seguito del racconto che Hank improvvisava, a beneficio delle belle americane.
- Sapete, signor Hankey, - disse una signora, - che non crediamo una parola di quello che dite? Per prima cosa sono sicura che non siete mai stato una favorita del sultano, o ne avremmo sentito parlare dai giornali di New York, e sono anche certa che non avete mai sposato la figlia del sultano, Fatima, perch vi sareste vergognato di confessarlo a una folla di belle signorine americane. Voi siete appena arrivato, come l'americano che abbiamo incontrato sulla strada di Fer, che ha chiesto alla nostra guida dov'era la birreria pi vicina.
Uno scroscio di risa accolse lo scherzo innocente.
Hank si raddrizz, e la sua voce lenta divenne a un tratto incisiva.
- Sulla strada di Fer? Un americano?
- Era un uomo con degli occhi bianchi, - disse una voce.
- Oh! Mamie! Eppure  vero; i suoi occhi sembravano bianchi.
Hank lanci uno sguardo al duca.
- Suppongo, - disse lentamente Hank, - che non sarebbe corretto chiedere dove ha preso alloggio questo libero cittadino del paese di Dio?
Hank si era trovato un servo, chiamato Rabbit. Rabbit era una figura nota nella societ di Tangeri; era un vagabondo, un bravo, un avventuriero, un interessante e libero figlio della natura, - cos chiamato per la sua vaga rassomiglianza col coniglio. Si pu dire di Rabbit, che disobbediva a molti comandamenti del profeta. Egli infatti beveva, giocava ed era in amichevoli rapporti col giaour. Nondimeno si alzava nelle ore pi avanzate della notte, arrotolava un tappeto sotto il braccio, e si affrettava alle sue orazione. Rabbit aveva curiose simpatie e antipatie, non era l'uomo di tutti; l'individuo che lo trattava bene e a cui dava la sua devozione, veniva chiamato "Goodman" - buon uomo, - e l'individuo che gli era indifferente o avverso, veniva chiamato con un nome che non ha un esatto corrispondente nella nostra lingua, ma che potrebbe sommariamente tradursi: "Cane senza vergogna bruciato in un pozzo e consegnato al diavolo".
Hank, per il momento, era il signor Goodman, e valendosi del privilegio aveva incaricato Rabbit di scoprirgli Bill Slewer.
Rabbit aveva eseguito l'ordine affidatogli, in tre secondi. Il suo procedimento era stato semplice. Era andato nella piazza del mercato, e avvicinatosi a un ragazzetto occupato a prendere a calci un bambino, aveva tempestato di pugni la testa di entrambi, li aveva mandati alla ricerca, e se n'era andato a dormire. Un'ora pi tardi si presentava ad Hank in un pittoresco atteggiamento di persona esausta, e riferiva che Bill Slewer alloggiava a un piccolo albergo presso Kasbah. - Non  precisamente un albergo, - disse Rabbit, - ma una Casa di Esperienza, dove gli stranieri tentano la sorte.
- Qui, probabilmente, l'attacco lo colpir di sorpresa, - disse il duca; - non c' posto pi adatto di Tangeri per un'impresa del genere.
- Dov' Tuppy? - chiese poi.
- Tuppy ha trovato un ideale, - rispose Hank; - un oggetto per la sua adorazione. Vi ho presentato a quella graziosa ragazza di Drayton?
- M'avete presentato a molte graziose ragazze di Drayton, - disse il duca.
- Intendo a quella di cui parlo.
Il duca tir un profondo sospiro.
- La descrizione  inadeguata, - disse. - Volete forse parlare di quella che qualche volta sta zitta?
Hank finse di non rilevare, nel tono del duca, il cenno di disapprovazione verso le donne americane.
- Il curioso, - disse, -  che non ha un dollaro, e che Tuppy lo sa. Suo padre  un onesto gentiluomo americano che ha un vivo disprezzo per i milionari, e il suo capitale non raggiunge le sei cifre.
- State combinando matrimoni, Hank?
- Io non ho l'abitudine di trattare n con dei lords, n con le stoltezze dell'etichetta, - rispose, - ma Tuppy...
Tuppy aveva ottenuto senza difficolt di venir presentato alla graziosa e sorridente interlocutrice di Hank. Ora, a dorso di un mulo bardato a colori vivaci, ritornava da una escursione nei sobborghi, e la fanciulla gli cavalcava a lato, ascoltandolo intenta, mentre le parlava del suo soggetto favorito... che era Tuppy.
- Dovete ammettere, signorina Boardman, che la mia  una vita spezzata. Io sono un relitto, un misero resto di naufragio galleggiante sul mare dell'esistenza umana.
- Oh! no, lord Tupping! - mormor la fanciulla.
-  pur troppo vero, - disse Tuppy cupamente. - Messo in sella dal mio rango e imbrigliato dalle circostanze (era la sua citazione preferita), sono stato distanziato nella Maratona della vita, e messo da parte. La mia natura pura e fiduciosa  stata piegata e contorta dagli avvenimenti contrari, e persino la gelida morte, che avrei salutato con gioia... "Fermo, animale!". - Dette uno strappo alle redini del suo mulo impennato, riaggiust il cappello e l'occhialetto, e prosegu: - La pietosa dissoluzione verso cui anelavo, mi fu negata, e il fato m'impose di calpestare lo spinoso sentiero che conduce all'oblio - vi spacco il muso se non state quieto, - e mi costringe a mantenermi all'agguato, se posso usare l'espressione, triste ombra tra la folla gaudente, misera, amareggiata creatura.
- Oh! No, lord Tupping, - dissent la fanciulla.
- Qualche volta, - continu Tuppy senza rilevare l'interruzione, - mi trovo a un livello cos basso e vile che non mi preoccupo pi di quanto accade. Avrei scambiato volentieri il mio posto con qualcuno che andava alla guerra; mi offrii anche volontario nella guerra boera, ma il mio servo, distrattamente, dimentic d'impostare la lettera.
- Oh! ma  splendido! - disse la fanciulla con gli occhi scintillanti, - siete stato alla guerra, lord Tupping?
- Non precisamente alla guerra, - disse Tuppy cautamente, - in guerra s, ma non alla guerra.
Nelle prime ore del pomeriggio le aveva esposto delicatamente la storia della sua msaillance.
- Non ero che un ragazzo, io, e lei una prima donna; e ci separammo, praticamente, sulla porta della chiesa, perch venni a sapere che era gi sposata. Io la lasciai subito andare, o meglio, le detti l'opportunit di lasciar andare me.
- Com' cavalleresco! Dev'essere stata una prova dolorosa!
- Lo fu, - disse Tuppy con calore, - e pi per me che per lei.
Discorrendo, si facevano strada tra l'affollata Great Sick.
- Ora, signorina Boardman, voi sapete tutto quello che c' da conoscere intorno a me. Io vi ho detto, - mormor, - pi di quanto abbia mai detto ad alcuno.
Tuppy, parlando cos, credeva di essere sincero, e pensava di dare alla signorina Boardman la pi viva prova di fiducia e di amicizia; ma in realt aveva gi raccontato la sua storia negli uffici dei giornali di New York, che la pubblicavano a intervalli, cio ogni volta che la terribile signora cambiava di marito.
Per la fanciulla al suo fianco, tutto questo era nuovo, tragico e vero, e la commozione e la piet la portavano verso lord Tupping. Il giorno dopo, a un tratto, Tuppy le fece la sua dichiarazione, e la fanciulla, nonostante la prova di fiducia dimostratale, si trov impreparata. Era dopo il pranzo, quando la luna argentea inondava il mare, quando la brezza addolciva l'ardore infocato dell'aria, e i contorni d'ombra delle colline spagnuole si delineavano appena nella lontananza.
- Signorina Boardman, - egli disse a un tratto, (stavano guardando il mare dalla terrazza del Cecil), - voi sapete che sono povero, rotto agli usi di questo triste mondo, ingolfato nei debiti fino al collo. - L'attacco fu cos rapido che la fanciulla se ne allarm.
- Lord Tupping, io... sono spiacente...
- Sta bene, - disse Tupping, - ma non ve ne preoccupate; desideravo soltanto che lo sapeste. E ora devo dirvi un'altra cosa che vi sorprender: sono stato a parlare a vostro padre.
- Voi?
- Io, - disse Tuppy con fermezza. - Gli ho chiesto di dirmi chiaramente, se era uno di quei milionari che crescono in America cos come le sorbe selvatiche.
Per un momento la fanciulla sospett il motivo che l'aveva condotto dal padre.
- Fui franco con lui; - disse Tuppy, - cos franco che per poco non mi gett dalla finestra; per venne a miglior consiglio, e mi ascolt sino alla fine. Signorina Boardman, voi non siete ricca.
La fanciulla non rispose.
- Per questo vi chiedo di venir a dividere le mie quattro sterline all'anno e un castello baronale nei sobborghi di Londra. Ho una piccola rendita, sufficiente a pagare l'affitto e a prendere l'abbonamento a una libreria. Volete?
Tuppy disse tutte queste cose con un tono di fermezza che in realt, non aveva.
- Non c' niente di buono, in me; io sono logoro e corrotto.
- Oh! Non dovete dir questo, lord Tupping.
- Lo sono, - disse risolutamente Tuppy, - non sono che un verme, ma vi offro l'omaggio dei miei declinanti anni.
La sua voce era scossa; Tuppy era sempre pronto a commuoversi sulle sue proprie emozioni.
- Il titolo non vi servir molto, come non serve molto a me, - disse con voce rauca, - ma  un patrimonio che non si mette in pegno; che mi  venuto senza macchia attraverso le et. Io ve lo offro, - e la sua voce si spezz, - perch  degno di voi.
La fanciulla consent all'offerta, e dopo, io penso, Tuppy si sar accasciato sotto il peso della commozione, e avranno pianto insieme.
...
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...
5.
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Sir Harry Tanneur aveva una qualit britannica inestimabile: il disprezzo per lo straniero. Se poi lo straniero era di colore, al sentimento di sprezzo si univa come un senso di piet. Non aveva paura del pericolo, ed era stato in pericolo una volta sola, quando era scivolato sulla buccia di una banana, fuori Mansion House, e aveva rischiato di finire sotto un'automobile. Dopo d'allora sir Harry era diventato nemico giurato dell'industria delle banane, e aveva portato il suo pregiudizio sino a rifiutarsi di sottoscrivere al prestito di Jamaica. Non temeva il pericolo di armi da punta e taglio, di rivoltelle e fucili, e si era francamente divertito quando il console inglese lo aveva ammonito di non avventurarsi da solo troppo lontano dalla citt.
- Valentini coi Riffi, ed El Ahmet con la gente di Tangeri si aggirano nei dintorni, guerreggiandosi e derubandosi vicendevolmente, - gli aveva detto il vice console inglese, - quindi sarebbe imprudente allontanarsi da Tangeri senza scorta.
Sir Harry aveva sorriso con aria indulgente.
- Grazie, - aveva risposto leggermente, -  molto cortese che mi avvertiate, ed  vostro dovere proteggere i vostri connazionali; ma io basto a salvaguardare me stesso, e se dovessi venire a un combattimento - fece un sorrisetto accennando a Hal, - c' qualcuno che potr insegnare pi di una cosa a quei furfanti.
Il capitano Hal Tanneur del nono West Kent, osserv modestamente che c'era qualche cosa che avrebbe potuto insegnar loro all'evenienza.
Cos, nonostante tutti gli avvertimenti, era uscito a cavallo sulla strada di Fer, con Alicia alla sua sinistra e Hal alla destra, e due muli che portavano rispettivamente il carico di una colazione fredda e Mahmud Al, il magnifico corriere, guida, interprete e guardia del corpo.
Non era una cavalcata cos piacevole come Alicia aveva previsto. Sir Harry non era del suo miglior umore, e Hal era imbronciato perch la mattina, sulla piazza del mercato, si era trovato improvvisamente faccia a faccia col duca di Montvillier. Sir Harry non aveva pensato di vedere avverarsi cos presto la sua profezia, e provava un vago timore, rievocando una sua conversazione con Slewer. Era stato infastidito, in quel tempo, e forse aveva parlato sconsideratamente. E richiam al pensiero un parallelo storico: un re che in un accesso d'ira aveva detto: "Non ci sar nessuno che vorr liberarmi da quel turbolento prete?" - E subito quattro ardenti spiriti erano corsi a Cannonbury, o era Canterbury? - a tagliare la testa al degno cardinale Wolsey, o chi altri fosse. - Questi pensieri occupavano lo spirito del cavaliere, mentre il suo cavallo arabo trottava sulla sabbia. Nella sua contrariet sir Harry aveva accusato Alicia di avere incoraggiato il duca a seguirla, ed essa aveva negato la cosa, con indignazione. Hal, venuto in sostegno del padre, era stato completamente schiacciato, cos i tre camminavano verso la meta della loro escursione con la mente occupata in pensieri ostili verso il duca. Nella collera di sir Harry era mescolato un senso di apprensione a causa di Bill Slewer; nella collera di Hal era un senso di gelosia, perch era innamorato di Alicia; e la contrariet della fanciulla andava verso il duca, perch era stato la causa del suo imbarazzo.
Era a Tangeri, Bill Slewer? Sir Harry aveva mandato l'imponente Mahmud Al ad informarsi, ma Mahmud Al non aveva sotto-informatori come aveva Rabbit, e non seppe dare al cavaliere delle informazioni soddisfacenti.
Cavalcarono per un'ora, in silenzio, senza parlare del nemico a cui aveva accennato il console. Alicia non sapeva dell'intervista, perch sir Harry non aveva considerato la conversazione abbastanza interessante per ripeterla.
Quando ebbero raggiunto la collinetta alla quale dovevano sostare per la colazione, l'umore di sir Harry cominci a modificarsi, e dopo una copiosa libazione di champagne si fece allegro.
- Pericolo? - disse Alicia guardandosi attorno. - Oh! zio, che cosa ridicola state dicendo.
- Cos ho detto anch'io, mia cara, - disse Harry. - Con Gibilterra a un tiro di pietra e una flotta inglese sempre pronta,  una sciocchezza parlare di pericolo.
-  quello che ho detto io, pap, - corresse Hal. - Ho detto che il Marocco si trova in una posizione troppo difficile per potersi prendere delle libert coi soggetti britannici. Ora, che cosa c'?
Le ultime parole non erano indirizzate a nessuno in particolare, e Alicia segu il suo sguardo. Sopra un'altura di sabbia, due miglia lontano, galoppavano due cavalieri, e Hal, che a dispetto delle apparenze, non era un pazzo, pot osservare che avanzavano a un galoppo serrato.
- Vengono diritto su di noi, - disse sir Harry, e la sua faccia si fece bianca.
Hal balz in piedi e diede un ordine alla guida.
- Raccogliete presto ogni cosa; non possiamo fermarci.
Poi, puntato il cannocchiale sui due cavalieri dette in una imprecazione.
-  quel dannato del duca, - disse, - e ud un lungo sospiro di Alicia, dietro a s.
- Il duca! - mormor sir Harry. - Che il diavolo lo porti. Chi  l'altro?
- Chi? - sogghign Hal. - Chi potrebbe essere se non quel Yankee?
- Uhm! - disse sir Harry. Egli era sorpreso nel constatare che la venuta del suo nemico non gli causava tutto lo sdegno che avrebbe pensato. S'inchin rigidamente quando i due fermarono i loro cavalli, pronto a mostrarsi freddo e cortese.
- Per quale ragione vi siete allontanati tanto dalla citt? - chiese il duca bruscamente. - Come osate esporre Alicia a questo pericolo?
- Signore, - cominci il cavaliere oltraggiato.
- Montate presto a cavallo, - comand il duca senza cerimonie, e tutti l'obbedirono, come dei ragazzi. Alicia gett uno sguardo al suo innamorato, e rest colpita. Il suo viso era pallido e rigido, come gi una volta l'aveva visto; attorno alla bocca giovanile si disegnavano dure pieghe che la rendevano fredda e austera, e il mento, proteso in avanti, trasformava la sua espressione.
- Al trotto, - ordin; e cominciarono il viaggio di ritorno.
Tratto tratto Hank si voltava sulla sella, e guardava serio nella lontananza.
- Avete armi? - chiese il duca a un tratto.
- Mi sono sempre esercitato, - cominci sir Harry.
- Avete delle armi? - lo interruppe il duca.
- No, non ne ho.
Il duca arricci le labbra.
- Non avreste voluto, forse... - disse, e sir Harry si risent acerbamente di quanto significava la frase non detta.
- E voi, capitano?
- Ho il revolver.
- Bene, voi almeno, avete un barlume d'intelligenza. Li vedete, Hank?
L'americano scosse la testa.
- C' un'altura che corre parallela, - disse indicando a sinistra; - credo che corrano con noi, e presto li vedremo.
La fanciulla guard l'altura deserta, e il cuore batt pi forte.
Il duca si volt sulla sella e rimprover la guida.
- Sapete dove accompagnavate questi signori?
- Per Allah nostro Profeta! - protest l'uomo.
- Non sapete che Valentini sta occupando queste colline?
Gli occhi del duca fiammeggiavano.
- Tenetevi vicino, - ordin, - se tentate di scappare quando ci sar il fuoco, siete un uomo morto, sab?
- S, seor, - mormor la guida.
- Sparano, sparano, - disse sir Harry. - C' pericolo?
Non ricevette risposta.
Per dieci minuti avanzarono in silenzio. Sir Harry pensava a molte cose.
- Poich vi prendete tanta cura, duca, - disse infine, - sento che  mio dovere di cristiano e di gentiluomo, avvertirvi che ho ragione di credere che un vostro nemico...
- Bill Slewer, - lo interruppe il duca bruscamente. - S, so tutto di lui; so che ha preparato una piccola imboscata a mio speciale beneficio. Aspetta il mio ritorno questa notte.
Disse questo, come se parlasse di un invito a pranzo. Alicia lo guard con ansiet, ed egli sorrise.
- Non  Bill che mi preoccupa, - disse, -  piuttosto...
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6.
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Crack!
Il cavallo del duca fece uno scarto.
- Un poco a destra, - al galoppo, - ordin. - Afferr le redini del cavallo di Alicia e si diresse verso un piccolo poggio che offriva qualche protezione.
- Non scendete, la collina vi ripara, - disse, e tolse una carabina dalla parte posteriore della sella. - Porse le redini del suo cavallo a sir Harry, e balz a terra. Hank lo segu su per la piccola collina, e Alicia udiva le brevi frasi che si scambiavano i due.
- Quattrocento? - diceva Hank.
- Un po' pi, direi, l'aria  eccessivamente rarefatta e inganna.
- Cinquecento, allora.
- Sar pi vicino al vero, - consent il duca.
Regolarono la portata delle carabine, poi il duca disse:
- Credo che l'individuo in camicia da notte sia un capo.
Hank alz l'arma. Per un momento la sua guancia accarezz il calcio del fucile, mentre la canna si orientava verso l'invisibile nemico.
Bang!
Il cavallo di Alicia si agit, inquieto, e sir Harry, per poco, non cadde di sella.
Bang!
Il duca sparava.
- Preso, - disse Hank.
Un momento dopo i due correvano ai loro cavalli.
- Avanti, - disse il duca brevemente, e mont in sella.
Quando emersero dal riparo della collina non videro alcuna forza nemica; ma sul pendio sabbioso spiccava una piccola macchia bianca, immobile. La fanciulla volse gli occhi.
La piccola comitiva, ora, piegava a destra.
- Avevo sperato di entrare a Tangeri per un'altra strada, - disse il duca; e indic una piccola macchia d'alberi che richiamava l'idea di una vicina abitazione.
- Ma non  la via pi diretta, questa? - chiese Alicia meravigliata, perch si potevano gi discernere le diramazioni della strada di Fez che si estendevano traverso la pianura.
- S, - disse il duca brevemente. Ma non le disse tutto; non trovava necessario informarla che aveva saputo qualche cosa delle mosse di Bill Slewer, e che Bill Slewer aveva scoperto qualcuno dei suoi piani.
Per esempio, Bill Slewer aveva saputo della spedizione del duca, perch il duca non aveva cercato di farla segretamente, e si era portato sulla strada che avrebbe dovuto percorrere.
- Lasciamo che Bill venga a conoscere le nostre mosse, e vediamo che cosa fa, - aveva detto il duca.
Quello che fece Bill, fu di uscire a cavallo da Tangeri e scegliere un punto adatto per un incontro. In un eccesso di diffidenza aveva scelto un posto dove poteva vedere senza essere visto, e dove poteva sparare senza correre il rischio di venire colpito; cosa d'altronde, naturale.
Sfortunatamente per Bill, un monello dal viso di coniglio, montato su di un somarello, seguiva tutti i suoi movimenti. Quando l'uomo del Texas, giunto al boschetto a tre miglia dalla citt, dopo un'accurata perlustrazione si era posto in atteggiamento di tranquilla attesa, il ragazzetto, attento osservatore, era corso a riferire la cosa al duca. Ora, mentre i fuggiaschi avanzavano verso la strada di Fez, il duca aveva la pi assoluta certezza di camminare tra l'incombente pericolo dell'assalto, e il mare. Se si fosse trovato solo con Hank, non avrebbe trovato in questo, ragione alcuna d'ansiet: aveva cercato egli stesso l'avventura, e l'aveva attesa con un brivido di piacere. - Ricord il fatto e se ne rimprover. Senza Alicia avrebbe considerato la situazione dal lato umoristico. Non lo era, infatti? Sir Harry Tanneur sotto il fuoco di Bill Slewer.
Crack! Crack!
- Mirate ai cavalli, - tuon il duca, - questo non far gran male.
Sir Harry si piegava da ogni lato con violenza sotto lo scrosciar delle palle, e Hal maneggiava il revolver con mano malferma.
Il distaccamento sul fianco destro era venuto rinforzandosi e guadagnava terreno, e pareva ora che si allontanasse dalla piccola comitiva.
A che cosa miravano?
La nuova manovra era sconcertante.
- Vanno verso il bosco, - disse Hank con calma, - avranno formato il loro piano.
Infatti i fuggiaschi che percorrevano l'ineguale terreno della strada di Fez videro che le due diramazioni della strada convergevano al bosco.
Hank caric la sua Wincester.
- Ci sar qualche cosa da fare, - disse con convinzione. La sua profezia si avver presto, perch appena l'ultimo svolazzante jellab disparve nel bosco, si apr una regolare scarica di fucileria.
Il duca si guard alle spalle; i mori che rimanevano indietro erano una dozzina. Egli scelse il suo terreno a destra, della strada, dov'era il letto asciutto di un corso d'acqua, e vi condusse la piccola brigata.
- Smontate!
In un baleno i cavalieri furono a terra.
- State fermi qui. Non vi movete, - ordin.
I mori galoppavano, serrandosi a cerchio attorno alla piccola posizione; il fuoco arrivava ora da tutti i lati, ma il pi nutrito veniva dal bosco. Sir Harry era disteso a terra, agitato e orribilmente sconvolto. Dopo un momento chiese. - Non vi pare che abbiano smesso di tirare, dal bosco?
Il duca sorrise.
- I signori del bosco hanno trovato un lavoro sufficiente a tenerli occupati: Bill Slewer  molto abile quando ha un revolver in mano.
- Santo cielo! - esclam sir Harry, - e la situazione cominci a delinearsi chiara nella sua mente.
- Se possiamo tenere i nostri amici a distanza, - continuava il duca.
- Duckey!
L'urgente richiamo di Hank attrasse subito l'attenzione del duca.
- Chi sono?
Hank indicava la strada oltre il bosco. Una disordinata massa di cavalieri galoppanti, veniva verso di loro.
Il duca osserv a lungo, attentamente.
- Questi, - disse con un sospiro, - sono dell'esercito di Sua Maest il Sultano del Marocco.
Egli guard il viso impallidito della fanciulla, e disse, con semplicit:
- Siamo salvi!
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7.
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A New York, e precisamente nel distretto di Cherry Hill, vive una signora che imbarcatasi un tempo verso l'avventura matrimoniale, era divenuta legalmente e ufficialmente la signora Bill Slewer. Fortunatamente per, un governo paterno l'aveva privata, a determinati intervalli, di ogni comunicazione con lui. Bill in Sing Sang, era infinite volte miglior marito di quanto fosse Bill in casa.
Quando Bill Slewer disparve, la povera signora sper di non averne pi notizie - cosa che non doveva essere, perch lo stesso governo paterno degli Stati Uniti d'America mand a cercarla, e precisamente a proposito di lui.
"Egregia signora (dice la lettera).
"Abbiamo il dispiacere di comunicarvi che vostro marito, William Slewer, fu ucciso dai briganti nelle vicinanze di Tangeri, il giorno 24 u. s. Pare che sia stato assalito d'improvviso mentre stava aspettando il ritorno di un amico, in un bosco vicino alla citt, e nonostante la sua resistenza disperata - nella quale sei briganti perdettero la vita, - egli fu ucciso. Come risultato del rapporto di questo dipartimento, e per la testimonianza del duca di Montvillier, il governo del sultano ha offerto un compenso, che sebbene inadeguato, in vista della vostra terribile perdita, pu sostituire i mezzi di sussistenza di cui siete stata privata.
"Accludiamo uno chque sulla First National Bank, per dollari 20.000 (ventimila).
"Con osservanza".
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8.
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Dalla Guida Commerciale di Lewisham and Brockley:
KIMOTT CRESCENT
62 Lord e Lady Tupping.
64 Il Duca e la Duchessa di Montvillier.
66 Il signor S. Hankey.
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Note al testo:
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(1) In gergo: bibita forte.
(2) In gergo: taverna.
(3) Conciatore di pelli.
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FINE.